15/01/2026
👉“Assistenza agli anziani non autosufficienti, una riforma calata dall’alto. Si decide senza ascoltare chi li rappresenta”
📢I segretari generali di SPI CGIL, FNP CISL e 🔵UILP UIL Catania: “Nella nostra provincia cresce l’indice di vecchiaia, ma non i servizi. E la legge 33 rischia di diventare un’altra occasione persa, una promessa tradita”
IL COMUNICATO ✍️
📌“In provincia di Catania cresce l’indice di vecchiaia, ma non i servizi. Anziani sempre più fragili, mentre l’attuazione della legge 33 sull’assistenza ai non autosufficienti appare come un cantiere fermo”.
🔵Intervengono i segretari generali delle federazioni dei pensionati, SPI CGIL, FNP CISL e UILPensionati di Catania Giuseppina Rotella, Giacomo Giuliano e Maria Pia Castiglione, ritornando anche sulle dichiarazioni rilasciate recentemente dal presidente della Regione a Catania in materia di legge 33 del 2023 e assistenza agli anziani non autosufficienti. “Questa riforma – affermano gli esponenti sindacali – è nata e sta crescendo senza ascoltare chi rappresenta decine di migliaia di anziani e le loro famiglie. È apprezzabile che nei giorni scorsi proprio nel nostro capoluogo il presidente della Regione, Renato Schifani, abbia voluto parlare di un tema così delicato, attuale e importante. Non possiamo, però, che manifestare forti perplessità e preoccupazioni per una riforma calata dall’alto, costruita con poche associazioni e senza un reale coinvolgimento dei territori e di chi promuove la contrattazione sociale”.
💢“Non siamo soltanto dinanzi a ritardi tecnici – aggiungono – ma a una scelta politica di rinviare, rimandare, non decidere mentre il problema cresce ogni giorno sulla pelle degli anziani fragili e delle loro famiglie. Se la Regione, cui spetta l’attuazione della legge nazionale, non aprirà immediatamente un confronto vero con chi rappresenta questo mondo, questa riforma sarà ricordata come un’altra promessa tradita”. “Si parla di semplificazione – dicono ancora Rotella, Giuliano e Castiglione – ma nei decreti attuativi si moltiplicano i passaggi burocratici. Si parla di fragilità, ma nelle linee guida dei Piani di Zona sono scomparse le politiche per gli anziani. Si parla di assistenza domiciliare, ma non si vede alcun servizio nuovo sui territori; anzi, si chiudono i centri diurni. Si parla di centralità della persona, ma non si ascolta chi quella persona la rappresenta ogni giorno”.
‼️Spi-Fnp-UilP Catania denunciano: “Nel nostro territorio la condizione degli anziani non autosufficienti è particolarmente critica con una popolazione anziana in costante aumento, liste di attesa per assistenza domiciliare, servizi disomogenei tra comuni e una rete sociosanitaria frammentata. I Piani di Zona non riescono a intercettare i bisogni reali e le famiglie sono costrette a supplire con risorse proprie o a rinunciare alle cure. Il problema non è solo nei contenuti, ma soprattutto nel metodo. Non c’è stato un vero confronto con tutti i portatori d’interesse e le decisioni vengono prese in tavoli tecnici chiusi, autoreferenziali e lontani dalla vita quotidiana delle persone”.
🌿“Per le organizzazioni sindacali dei pensionati non bastano enunciazioni di principio, ma servono scelte immediate e concrete. È necessario, fra l’altro, potenziare il Punto Unico di Accesso della provincia di Catania e l’assistenza domiciliare integrata”. Tra le priorità indicate da SPI, FNP e UILP vi è inoltre lo sviluppo di progetti di co-housing per anziani, attraverso il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato: “Forme di abitare solidale consentono di ridurre l’isolamento, aumentare la sicurezza, contenere i costi e favorire l’autonomia delle persone anziane”. 👉“Fondamentale anche l’investimento sulla domotica e sulle tecnologie assistive, per rendere le abitazioni più sicure e accessibili, supportare la permanenza a domicilio e integrare questi strumenti con i servizi sociosanitari territoriali e la telemedicina, ridisegnando anche il “Dopo di noi”. Chiediamo, altresì, la riapertura e il rafforzamento dei centri diurni e dei servizi di prossimità e la promozione di veri progetti di invecchiamento attivo, che prevedano il coinvolgimento diretto degli anziani in attività sociali supporto alle comunità locali”.
📌“Chi vive la non autosufficienza – concludono i segretari generali Rotella, Giuliano e Castiglione – sa che il problema non è scrivere nuove carte, ma far funzionare i servizi. Senza personale, senza risorse vere e senza una rete sociosanitaria territoriale integrata, questa riforma resterà solo un titolo su un decreto, non un cambiamento reale nella vita delle famiglie. Sugli anziani non si può giocare a rinviare perché il tempo, per loro, non è una variabile neutra: è vita concreta, spesso è sofferenza. E la politica non può continuare a voltarsi dall’altra parte”.