01/04/2026
CRONACHE GIUDIZIARIE:
L'OPERATO NEGLIGENTE DEL CURATORE FALLIMENTARE DELLA MALO GESTIO FALLIMENTARE DURATO 18 ANNI PER LORO BIECHI INTERESSI.
Nuovo Sviluppo sul Decreto di Fallimento: la Causa Ritorna in Carico -Scomparsi 653.000,00 euro.
La fallimentare deve dare conto;
Emergono nuovi dettagli riguardanti la situazione della ditta fallita. Dalla documentazione in possesso, risulta chiara l’esistenza del credito e la sua quantificazione, così come la documentazione utile per tentare il recupero dello stesso, con particolare riferimento alla nota del 4 dicembre 2024. Inoltre, il processo definito con sentenza di incompetenza del Tribunale di Catania (numero 1630 del 2010) evidenzia le contestazioni sollevate dalla debitrice Siciliana Montaggi, sia per il credito maturato prima della scadenza del contratto, che avrebbe dovuto essere provato tramite testimonianza, sia per quello maturato successivamente. Le dichiarazioni dell'ingegnere Prestipino, direttore dei lavori della società Tecnis Systen S.p.a. contengono elementi contrari alle ragioni della curatela. Infine, si evidenzia anche un controcredito di euro 45.559,80. Per queste ragioni, il giudice ha disposto la rimessione della causa al ruolo.
PREMESSA:
RICREDERE NELLA SEZIONE FALLIMENTARE IN PARTICOLARE: QUARTA SEZIONE CIVILE DELLA SEZIONE FALLIMENTARE – PROCEDURE CONCORSUALI.
UN DOVEROSO PLAUSO AL COLLEGGIO - PROCEDURE CONORSUALI IN PARTICOLARE AL MAGISTRATO DR. FABIO LETTERIO CIRAOLO
D E C R E T O
Tribunale di Catania – Quarta Sezione Civile, Procedure Concorsuali
Procedura fallimentare n. 50/2008 – Sentenza n. 52/2008
Oggetto: segnalazione di irregolarità e presunte condotte illecite nell’ambito della procedura fallimentare “Siciliana Montaggi di Salvatore Guerino
Premessa:
Il sottoscritto Guerino Salvatore, nella duplice veste di parte lesa e Presidente dell’Associazione Siciliana Contribuenti Art. 580 C.P. – Antiusura No Profit, espone fatti che ritiene di grave rilevanza penale e procedurale, avvenuti nel corso della gestione del fallimento n. 50/2008 presso il Tribunale di Catania.
Secondo quanto documentato, la procedura avrebbe evidenziato plurime anomalie, conflitti d’interesse e asseverate violazioni di legge, tali da minare la legittimità delle operazioni svolte e da configurare, a mio giudizio, fattispecie penalmente rilevanti.
I Punti Contestati;
1. Conflitto di interessi e ruoli sovrapposti
L’avv. Gianfranco Romeo, oggi delegato dal curatore fallimentare avv. Giuseppe D’Angelo, avrebbe ricoperto più incarichi di natura pubblica e privata all’interno delle stesse procedure, giungendo persino a eseguire sfratti in qualità di pubblico ufficiale in un contesto che, secondo il denunciante, presenta gravi profili di nullità.
2. Vendite immobiliari viziate;
L’immobile di via Dei Piccioni 36/40, bene personale del sottoscritto Guerino, sarebbe stato alienato mediante un’asta telematica asincrona ritenuta irregolare. Secondo la ricostruzione, la curatela non aveva titolo ad agire, essendo l’immobile già trasferito a terzi con modalità contestate, e mancando la necessaria delega dell’ aggiudicatario.
Viene inoltre segnalata la presenza di agenti immobiliari non regolarmente abilitati, elemento che inficerebbe ulteriormente la validità della vendita, nella turbata liberta degli incanti.
3. Connivenze e rapporti opachi;
Dalle sommarie informazioni raccolte dalla Guardia di Finanza emergerebbero contatti tra l’ing. Giuseppe Cassaro e alcuni magistrati, in un contesto descritto come “di favoritismo e corruzione” è senza P.IVA e requisiti di legge. Tali circostanze, asseverate è confermate, getterebbero un’ombra sulla regolarità delle aste giudiziarie condotte.
4. Mancato recupero di crediti e mala gestio;
Il curatore fallimentare avv. Giuseppe D’Angelo, viene accusato di non avere recuperato rilevanti crediti spettanti al fallimento, fra cui somme derivanti da rapporti e con i commercialisti fratelli Costanzo , con la società Sicel S.r.l., è il notaio Mazzullo. Secondo la documentazione prodotta, vi sarebbe stata una gestione omissiva e compiacente, con conseguente danno per il patrimonio fallimentare e per il denunciante.
5. Documentazione e ricorsi ignorati;
Il denunciante segnala che numerose istanze e diffide, protocollate tra il 2009 e 2025, nel particolare tra il 2022 e il 2023, sarebbero state ignorate dalla curatela e dal giudice delegato. Ciò avrebbe consentito la prosecuzione di vendite giudiziarie viziate da presunti difetti di procura e da carenze formali.
6. Coinvolgimento di notai e prestanomi;
Viene richiamata l’attività dei notai Francesco Mazzullo e la d lui moglie dott.ssa Rosalia Montineri, gestore del fascicolo 170/07 e dott.ssa Vera Marletta, gestore dello stesso fascicolo denominato 228/07, notaio Salvatore Cultrera, nonché di presunti prestanomi, Dott. Raselli, Dr. Giovanni Musmuci, ( SERIT Sicilia S.p.A) Giuseppe D’Accorso, Avv. Gianfranco Romeo, Avv. Alberto Amato, Avv. Irene Maria Mazzeo, altri soggetti associati del metodo mafioso, in operazioni immobiliari che sarebbero state successivamente oggetto di imputazioni penali per auto-riciclaggio, turbata libertà degli incanti, è associazione a delinquere del metodo mafioso.
Rilievi Giudiziari Recenti;
Il sottoscritto Guerino, sottolinea positivamente l’operato del collegio giudicante della Quarta Sezione Civile del Tribunale di Catania, ed in particolare del relatore dott. Fabio Letterio Ciraolo, per il decreto n.1422/2025, definito come atto finalmente chiarificatore dopo 17 anni di omissioni.
Conclusioni:
L’esposto, corredato da una copiosa documentazione (diffide, verbali, visure e relazioni tecniche), mira a sollecitare:
• una verifica sulle presunte irregolarità procedurali;
• l’accertamento delle condotte potenzialmente penalmente rilevanti (artt. 361 e 331 c.p., oltre ad altre fattispecie richiamate);
• la valutazione di responsabilità civili e penali a carico dei soggetti coinvolti, inclusi curatore, delegati, magistrati, notai e professionisti collegati alla vicenda.
L’Associazione Siciliana Contribuenti Art. 580 C.P. – Antiusura No Profit, attraverso il proprio presidente, ribadisce infine che continuerà a portare avanti la battaglia di legalità e trasparenza, a tutela non solo del singolo associato ma di tutti i contribuenti vittime di pratiche abusive e spoliazioni patrimoniali coperte da procedure giudiziarie distorte.