07/09/2026
Alla Cortese attenzione di
Monsignor Luigi Renna
Arcivescovo di Catania
Oggetto: lettera aperta per la fruizione e la tutela dell’area arcivescovile di Piano del Vescovo
Eccellenza,
la scrivente associazione di promozione sociale Legambiente Circolo Etneo ha appreso dalla stampa dell'iniziativa mirata al ripristino di alcuni ruderi nella disponibilità dell’Arcivescovado presso Piano del Vescovo per farne un centro di “accoglienza e servizi per escursionisti e amanti della natura….”. Tale iniziativa potrà contribuire a qualificare la fruizione di questo versante dell’Etna anche quale “punto base” informativo e di ingresso alla rete sentieristica ufficiale del Parco.
A tal proposito purtroppo di recente si assiste a sfrontate privatizzazioni, divieti di ingresso e richieste di pagamento per l’accesso a luoghi di storica libera fruizione. Il più eclatante è il caso del Crateri Silvestri ove la ditta che vanta la proprietà dei luoghi richiede il pagamento per l’ingresso ad una veloce visita intorno ai crateri. L’attività economica innescata con la bigliettazione ha cambiato la connotazione ed il senso dei luoghi, divenuti oggetto di affollate e veloci passeggiate concordate con le agenzie di viaggio, tanto più brevi quanto più redditizie per chi le organizza.
Abbiamo appreso che il ripristino dei ruderi in oggetto è sostenuto dal Gruppo Russo Morosoli Invest; tale gruppo è il medesimo che ha posto in essere la suddetta lucrosa attività economica presso i Crateri Silvestri richiedendo ai visitatori ed escursionisti il pagamento di somme individuali per l’accesso e vietando l’ingresso ai siti con personale a tal uopo preposto.
Ciò in un luogo identitario del Parco dell’Etna nonché sito Unesco, ove da più di un secolo si accedeva liberamente ad ammirare tranquillamente e con devozione l’ampio e spettacolare paesaggio. Altresì tale attività economica è svolta senza alcuna regolamentazione e prescindendo dalle norme sulla fruizione in luoghi definiti siti particolarmente “vulnerabili” dalle norme di gestione adottate dall’Ente Parco.
Temiamo che tale visione privatistica possa estendersi ad altri luoghi che riteniamo patrimonio inalienabile ed identitario e culturale delle comunità etnee.
Per quanto a nostra conoscenza ed esperienza la fruizione di beni immobili della Chiesa in contesti di elevata naturalità sull’Etna è stata sempre ispirata e vissuta da parte delle comunità ed associazioni che ne hanno potuto godere quale momento formativo, culturale, di fede, di conoscenza della maestosità del vulcano attraverso l’escursione ed il contatto con la natura.
Facciamo appello alla Sua indiscussa sensibilità a che venga garantita la fruizione pubblica libera dell’area e ci auguriamo che eventuali concessioni a soggetti privati non inneschino meccanismi a fini di lucro e trasformazioni delle originarie destinazioni a” rifugi“ e limitazioni al libero accesso.
Certi della Vostra considerazione avremmo piacere di conoscere la Sua autorevole opinione in merito a quanto dalla scrivente associazione paventato.
Distinti saluti
Giuseppe Maltese
Presidente del Circolo Legambiente Etneo