18/09/2026
Sei anni dopo, Carlotta continua a esserci | CarlottaXArchitettura 2027
Ci sono persone che, anche quando non ci sono più, continuano ad abitare i luoghi, le conversazioni, le idee.
Oggi, 18 settembre, sono passati sei anni da quando Carlotta Reitano ci ha lasciati. Sei anni durante i quali la sua assenza ha assunto forme diverse, ma nei quali non si è mai affievolita la sensazione che molto di ciò che aveva immaginato, costruito e messo in movimento continui ancora a parlarci.
Ricordare Carlotta significa naturalmente ricordare l’architetto e la professionista, ma sarebbe riduttivo fermarsi lì.
Carlotta era energia. Era curiosità, entusiasmo, determinazione. Aveva quella capacità, non così comune, di trasformare un’idea in un’occasione di incontro e un incontro in qualcosa che poteva generare altro. La grinta, l’allegria, la generosità sono caratteristiche che, messe una accanto all’altra, restituiscono almeno in parte il carattere di una donna che ha vissuto la professione con grande partecipazione e con un forte senso di responsabilità verso gli altri.
Quando fu presidente della Fondazione degli Architetti di Catania, dal 2009 al 2013, Carlotta lavorò perché l’architettura uscisse dai confini più stretti della professione e diventasse terreno di dialogo. Credeva nella valorizzazione dei giovani architetti, nel confronto tra generazioni, nella possibilità di mettere in relazione il mondo accademico, le professioni, l’impresa e le istituzioni.
Per lei parlare di Architettura significava parlare delle città ma, soprattutto, delle persone che le abitano.
Non sorprende, allora, che una delle esperienze a cui si continua a fare riferimento sia “Comunicare Architettura”, la mostra itinerante avviata nel 2009 per dare spazio ai giovani professionisti e portare la cultura dell’Architettura contemporanea e sostenibile anche fuori dai luoghi tradizionalmente deputati a discuterne: nelle piazze, nei centri commerciali, tra la gente.
In fondo, c’era già tutto in quell’idea: l’Architettura come qualcosa che non deve chiudersi in se stessa, ma deve essere raccontata, condivisa, resa comprensibile e accessibile.
Carlotta aveva una particolare capacità di accendere questo tipo di processi; di creare connessioni; di coinvolgere; di vedere nei giovani non semplicemente qualcuno a cui lasciare spazio, ma persone da mettere nelle condizioni di esprimersi, confrontarsi, crescere.
Forse è anche per questo che, a distanza di sei anni, ricordarla non significa soltanto guardare indietro. Significa chiedersi come continuare.
Il Premio Internazionale CarlottaxARCHITETTURA nasce proprio dentro questa domanda. È stato istituito in sua memoria, ma prova a fare della memoria qualcosa di attivo: un’occasione per valorizzare il progetto contemporaneo e i professionisti che affrontano il proprio lavoro con attenzione alla qualità, al territorio, all’innovazione e alla dimensione etica della professione.
Non un monumento immobile, dunque, ma un percorso che continua.
Ed è proprio oggi, in una giornata così legata al ricordo di Carlotta, che vogliamo cominciare a raccontare il prossimo capitolo.
Il 19 ottobre 2026 sarà pubblicato il bando della edizione del 2027. Nella stessa giornata, a partire dalle ore 12, si apriranno le iscrizioni e sarà possibile iniziare l’invio degli elaborati.
La nuova edizione continuerà a muoversi intorno ai temi che hanno accompagnato fin dall’inizio questo progetto: Architettura, Restauro e Recupero, Interni e Design, insieme a uno spazio specificamente dedicato ai giovani Architetti Under 35.
Nelle prossime settimane racconteremo più nel dettaglio il Premio, le modalità di partecipazione e le novità dell’edizione 2027.
C’è poi una piccola comunicazione di servizio per chi, in questi giorni, ha cercato di raggiungerci online: il sito dell’Associazione CARLOTTAX è temporaneamente chiuso: stiamo lavorando per un restyling.
Anche questo, in fondo, è un piccolo segno di cambiamento e di continuità. Stiamo preparando uno spazio rinnovato, più semplice da attraversare e più capace di raccogliere e raccontare la storia dell’Associazione, il Premio, i progetti realizzati e quelli che verranno.
Torneremo online presto.
Nel frattempo, continuiamo da qui, dalle parole, dalle persone e dalle idee.
Perché ci sono memorie che non chiedono soltanto di essere custodite. Chiedono di essere portate avanti.
Nel bando del Premio c’è una frase breve che forse, oggi più che mai, riesce a dire tutto:
“Carlotta, dunque, una luce da tenere accesa.”
Sei anni dopo, è ancora questo che proviamo a fare.
— CarlottaX