PuliAmoCatania

PuliAmoCatania PuliAmoCatania è un comitato nato per sensibilizzare i cittadini su ecologia e legalità.

Il "paradosso del Sindaco" e la trappola della politica della percezione​Le recenti riflessioni del Sindaco di Catania, ...
11/07/2026

Il "paradosso del Sindaco" e la trappola della politica della percezione

​Le recenti riflessioni del Sindaco di Catania, stimolate dall'analisi del sociologo Antonio Noto sul calo dei consensi nei sondaggi, sollevano un velo su una delle dinamiche più tossiche e strutturali della politica contemporanea: l'era della percezione.

​Il Sindaco ha perfettamente ragione quando fotografa il paradosso della sua figura: i primi cittadini sono diventati i "parafulmini" di ansie collettive, inflazione, costo della vita, marginalità urbana che dipendono da dinamiche globali, europee o governative, e su cui i Comuni hanno margini di manovra quasi nulli. Ha altrettanto ragione quando rivendica la necessità di fare scelte impopolari ma giuste per il futuro, contrapponendole al "rumore" di chi urla sui social.
​Ma la vera questione politica va oltre la difesa, legittima, del proprio operato. Il punto nodale è la denuncia di una democrazia ridotta a puro marketing emotivo dove vige la dittatura del percepito sulla realtà.
​Oggi il cittadino non giudica più ciò che vede realizzato, i bilanci risanati, i cantieri strategici, gli investimenti a lungo termine , ma ciò che percepisce. Siamo entrati in un'epoca in cui un tweet indignato o un video virale pesano più di un'opera pubblica inaugurata.
​Se questa "politica della percezione" è ormai un virus trasversale, che contagia tutti gli schieramenti a caccia di un briciolo di consenso immediato, c'è una parte politica che ne ha fatto una vera e propria strategia di governo e di propaganda.

​C'è chi ha compreso prima e meglio degli altri come strumentalizzare questo meccanismo, specialmente sui temi della sicurezza e del degrado.

La tecnica è scientifica:

​Evocare lo spauracchio: Si amplificano episodi isolati per trasformarli in emergenze sistemiche.

​Creare il bisogno artificiale: Si inocula nel cittadino una sensazione di assedio e insicurezza permanente, slegata dai dati reali sui reati (spesso in calo).

Vendere la soluzione emotiva: Si risponde a un bisogno che non esiste con risposte muscolari, decreti emergenziali o slogan identitari che non risolvono nulla, ma rassicurano la pancia dell'elettorato.

​È il trionfo del cinismo politico. Si smette di governare la realtà per governare l'ansia della realtà.

​Il Sindaco invoca la reazione della "maggioranza silenziosa", quella parte di cittadinanza che paga i tributi, rispetta il decoro e non passa le giornate a insultare dietro a uno schermo. Ma per attivare quella maggioranza non basta più solo "comunicare meglio".

​Occorre smascherare questa fabbrica della percezione. Bisogna avere il coraggio di dire che una comunità non si guida assecondando le paure indotte, ma governando con i dati, la programmazione e la verità, anche quando è scomoda. Soprattutto quando è scomoda.

​La fiducia è davvero una cosa seria. Ed è l'unico antidoto rimasto contro la politica degli specchietti per le allodole e delle emergenze inventate a uso e consumo dei sondaggi.

🤝 QUANDO LA CURA DEL TERRITORIO INCONTRA LA GIUSTIZIA SOCIALE​Chi ci segue sa quanto PuliAmo Catania creda nella forza d...
24/06/2026

🤝 QUANDO LA CURA DEL TERRITORIO INCONTRA LA GIUSTIZIA SOCIALE
​Chi ci segue sa quanto PuliAmo Catania creda nella forza delle reti e nella collaborazione tra realtà che amano la nostra città. Per questo, sentiamo particolarmente vicina l'azione dell'Associazione Difesa e Giustizia: condividiamo l'idea che per rigenerare Catania serva soprattutto prendersi cura delle persone e del loro futuro.
​Oggi celebriamo con grande entusiasmo un traguardo straordinario raggiunto dagli amici di Difesa e Giustizia, che hanno siglato un Protocollo d'Intesa fondamentale con ANCE Catania, Ente Scuola Edile Catania (ESEC) e UDEPE Catania.
​Un progetto concreto che trasforma la legalità in opportunità, offrendo percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo nel settore edile a persone sottoposte a misure alternative alla detenzione.
​Spesso diciamo che Catania ha bisogno di essere "ricostruita". Questo accordo dimostra che la vera ricostruzione parte dal riscatto sociale, trasformando il principio costituzionale della rieducazione della pena in cantieri di speranza e dignità.
​Perché questa iniziativa è una vittoria per tutta la città?
​🌱 Seconda possibilità: Offre formazione gratuita e reali sbocchi occupazionali a chi vuole intraprendere un percorso di cambiamento.
​🛡️ Più sicurezza e coesione: Abbatte il rischio di recidiva attraverso il lavoro, costruendo una comunità più sicura e solidale.
​🤝 Fare rete per davvero: Quando il terzo settore, le istituzioni e il mondo del lavoro si uniscono, Catania tira fuori la sua parte migliore.
​Un enorme plauso all'Associazione Difesa e Giustizia e a tutti i partner di questo protocollo (ANCE, ESEC e UDEPE Catania) per aver tradotto i valori della nostra Costituzione in azioni reali.
​Siamo fieri di camminare nella stessa direzione per una Catania più giusta, inclusiva e bella, dentro e fuori. 🔴🔵

🌱 CURA DEL TERRITORIO = CURA DELLE PERSONE. La sostenibilità in Sicilia è un gioco di squadra!​Noi di PuliAmoCatania lo ...
23/06/2026

🌱 CURA DEL TERRITORIO = CURA DELLE PERSONE. La sostenibilità in Sicilia è un gioco di squadra!
​Noi di PuliAmoCatania lo sappiamo bene: rigenerare la nostra terra non significa solo raccogliere rifiuti, ma creare una cultura del valore, della cura e dell'impatto positivo sul territorio.
​Ed è proprio di questo che si parlerà in un appuntamento da non perdere, organizzato dagli amici del Banco Alimentare della Sicilia, una realtà che ogni giorno combatte lo spreco e aiuta chi ha più bisogno.
​📍 ALLEANZE DI VALORE – La sostenibilità come leva per competitività e impatto territoriale
🗓 Mercoledì 1° luglio – ore 17:30
🏢 Le Village by CA Sicilia (via Ursino 58, Catania)
​Sarà l'occasione per scoprire il loro Bilancio Sociale 2025 e per capire come imprese, cittadini e Terzo Settore possono fare rete (e "fare pulizia" degli sprechi!) per far crescere Catania e tutta la Sicilia in modo sano e sostenibile.
​Se hai un'azienda, se fai parte di un'associazione o se semplicemente credi che il futuro della nostra città passi da azioni concrete, questo evento è per te.
​💬 E dopo gli interventi di esperti e imprese, ci sarà un momento di networking per conoscerci, scambiare idee e far nascere nuovi progetti per la nostra terra.
​🎟 L'ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati e la registrazione è obbligatoria!
​👉 Blocca il tuo posto qui su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/alleanze-di-valore-tickets-1991535726970

🔴 PIAZZA NETTUNO: CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA (E DI UN DIVIETO DIVENTATO UNA BARZELLETTA)​Guardate questa foto. S...
21/06/2026

🔴 PIAZZA NETTUNO: CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA (E DI UN DIVIETO DIVENTATO UNA BARZELLETTA)
​Guardate questa foto. Sembra una normale, piacevole serata estiva nel parco giochi di Piazza Nettuno (oggi Piazza Franco Battiato). Bambini che corrono, genitori che chiacchierano, ragazzi sulle panchine. Tutto bellissimo, se non fosse per un "piccolo" dettaglio: quest'area è ufficialmente CHIUSA al pubblico per pericolo crollo.
​Dopo le devastazioni del ciclone Harry, che ha letteralmente sventrato il nostro lungomare aprendo voragini e compromettendo la stabilità delle strutture vicine alla banchina, l'ordinanza parla chiaro: l'area è interdetta per motivi di sicurezza.
​Eppure, a Catania le regole sembrano sempre un optional:
❌ Le transenne vengono ignorate o scavalcate.
❌ Il divieto di accesso viene calpestato ogni singola sera.
❌ Decine di famiglie affollano un'area giochi che sotto il pavimento potrebbe cedere da un momento all'altro. Un'incoscienza totale da parte dei cittadini, che mettono a rischio la vita dei propri figli per un briciolo di svago.
​Ma la colpa più grave, lasciatecelo dire, è di chi dovrebbe vigilare e non lo fa.
​Dov'è l'Amministrazione Comunale? Dov'è la Polizia Municipale?
Tutti sanno perfettamente cosa succede ogni sera in Piazza Nettuno. I social sono pieni di foto, il passaparola è continuo, l’affluenza è sotto gli occhi di tutti. Non basta firmare un pezzo di carta all'interno di un ufficio comodo per lavarsi le mani e declinare ogni responsabilità ("Noi avevamo chiuso!").
​Se un'area è a rischio crollo, va sigillata fisicamente e presidiata, non lasciata alla mercé di chiunque. Aspettiamo che succeda l'irreparabile per piangere lacrime di coccodrillo in televisione?
​Sindaco, Assessori: fate rispettare quel divieto prima che sia troppo tardi. La sicurezza dei catanesi non può essere affidata al caso o alla fortuna.

«Per menare il colpo giusto, le dita della mano devono aiutarsi l'un l'altro», ripeteva Padron ’Ntoni nei Malavoglia. In...
28/05/2026

«Per menare il colpo giusto, le dita della mano devono aiutarsi l'un l'altro», ripeteva Padron ’Ntoni nei Malavoglia.
In quel mondo arcaico, stretto intorno all'ideale dell'ostrica, l'egoismo individuale significava morte certa, ci si salvava solo insieme, aggrappati allo stesso scoglio, condividendo il peso dei naufragi e dei debiti.
Oggi, quel legame viscerale con il destino del nostro vicino sembra appartenere a un’epoca geologica lontana. Nelle nostre società iper-connesse eppure frammentate, la solidarietà non è più un riflesso automatico.
Al contrario, il vero male invisibile del nostro tempo ha un nome preciso: indifferenza sociale.
​Girarsi dall’altra parte è diventato il riflesso condizionato di una collettività anestetizzata, un meccanismo di difesa che ci trasforma da comunità a una semplice somma di solitudini.
​La sociologia e la psicologia sociale studiano da decenni questo fenomeno, definendolo in modo scientifico come "effetto spettatore" (bystander effect). Le ricerche dimostrano un paradosso inquietante. Cioè più persone assistono a una situazione di emergenza o di ingiustizia, meno è probabile che qualcuno intervenga. La responsabilità non si somma, si diluisce. Ognuno pensa: "Lo farà qualcun altro", oppure "Se nessuno si muove, forse non è nulla di grave" oppure peggio ancora " non è un mio problema".
​Questo silenzio collettivo si manifesta quotidianamente nelle nostre città, nelle nostre comunità e lo viviamo quotidianamente da silenti spettatori dinanzi alle immagini dei TG.
​Sul piano macroscopico, quando la sofferenza di interi popoli, le crisi migratorie o le nuove povertà urbane vengono declassate a rumore di fondo nei nostri feed quotidiani.
​L'indifferenza non è una semplice assenza di azione; è un'azione civile omissiva. È la scelta deliberata di considerare la vulnerabilità altrui come un problema privato, una colpa individuale o, peggio, un fastidio estetico che mina il nostro decoro. Ma c'è di più. Quando all'indifferenza si somma l'astio, il risentimento, la violenza, il disimpegno. Questo accade puntualmente quando vediamo l'altro attivarsi per una causa, mettendo anche a rischio la propria incolumità. In questo caso partono " cu cciu fa fari" , " se la sono cercata" , " tornano a loro spese", come nel caso della Flottilla. Dice bene il sindaco di Aci Bonaccorsi in un post su FB . Era necessario aprire uno squarcio mediatico e questa volta la Flottila ci è riuscita.
Chissà per quanto tempo però.
​Siamo la prima generazione nella storia umana esposta a un flusso continuo, h24, di tragedie globali in tempo reale. Questa "iper-esposizione" ha generato una grave saturazione emotiva.
​Lo schermo dello smartphone agisce come un filtro deformante: spettacolarizza il dolore e, allo stesso tempo, lo depotenzia. Consumiamo la miseria altrui tra un video d'intrattenimento e una notifica di messaggistica. Il risultato è la cecità morale: vediamo tutto, ma non sentiamo più nulla. La compassione si esaurisce nel tempo di un "like" o di una condivisione social, un fenomeno noto come slacktivism (attivismo da poltrona), che pulisce la coscienza senza produrre alcun impatto reale sul mondo fisico.
​Gramsci scriveva che "l'indifferenza è il peso morto della storia". È quella zona grigia in cui le società civili smettono di essere tali e diventano giungle urbane.
​Combattere l'indifferenza non richiede gesti eroici o rivoluzioni sistemiche; richiede un'ecologia dello sguardo. Significa riabituarsi a guardare le persone negli occhi, a riconoscere la dignità del dolore altrui e ad accettare il rischio di lasciarsi scomodare dalla realtà. Non girarsi dall'altra parte è un atto di resistenza culturale. È l'unico modo che ci resta per ricordare che, dietro la maschera dell'efficienza e del successo individuale, la nostra sopravvivenza dipende ancora, inevitabilmente, dalla capacità di prenderci cura gli uni degli altri.
Sindaco Aci Bonaccorsi

L’odissea del cittadino onesto: quando prendere l'autobus diventa un'impresa titanica.​C’è un momento preciso in cui un ...
23/05/2026

L’odissea del cittadino onesto: quando prendere l'autobus diventa un'impresa titanica.
​C’è un momento preciso in cui un automobilista convinto decide di dare una possibilità ai trasporti pubblici: quando la macchina lo pianta in asso. È in quel preciso istante che, armati di buone intenzioni e spirito ecologico, ci si affida alle app, ai siti ufficiali e alla speranza.
Ma spesso è l'inizio di un incubo.
​L'altro giorno mi sono trovato in questa esatta situazione. Auto fuori uso e la necessità di tornare a casa. "Poco male," mi sono detto, "siamo nel 2026, la mobilità urbana avrà fatto passi da gigante". Mi collego al sito dell’AMTS e pianifico il percorso: un autobus con capolinea in zona via Etnea sembra la soluzione perfetta per rientrare comodamente.
​Arrivo alla fermata con il giusto anticipo e... niente. L'autobus non c'è. Controllo l'orologio ed una signora si avvicina e mi confessa, quasi scusandosi lei, che l'autobus che stavo aspettando era partito da poco meno di 20 minuti, in anticipo di 20 minuti, rispetto a quanto indicato nel sito dell'AMTS!!! Un record al contrario. Va bene, capita (si fa per dire), non ci perdiamo d'animo.
Penso al ​Piano B: la metropolitana e il miraggio di Piazzale Sanzio.
​Decido di cambiare strategia e opto per la metropolitana. Direzione: capolinea di Piazzale Raffaello Sanzio. Devo ammetterlo, la metro spacca il minuto ( consiglio la chatbox FCEquando su Telegram per gli orari ) e arrivo a destinazione puntuale, recuperando un briciolo di fiducia nelle istituzioni.
​Ma è qui che la commedia dell'assurdo tocca il suo apice. Arriva l'autobus che dovrebbe finalmente portarmi a casa. Sono pronto a salire, ma c'è un piccolo dettaglio: sono un cittadino onesto e voglio pagare il biglietto. E qui inizia la caccia al tesoro.
​Mi fiondo al chioschetto della piazza. "Vorrei un biglietto, grazie". Risposta: "Non ne vendiamo" ma io insisto imperterrito e quasi speranzoso " la macchinetta quì fuori?" ...."permette solo il pagamento del parcheggio" (....)
​Non mi perdo d'animo. Salgo sul bus e chiedo all'autista. Risposta: "Finiti, sono senza".
​Insisto! Cerco la macchinetta a bordo per pagare con il Bancomat. Niente da fare, fuori servizio.
​Il paradosso della mobilità moderna: avere il portafoglio pieno, lo smartphone in mano, la totale volontà di pagare il servizio, ma essere impossibilitati a farlo per cause di forza maggiore.
​Un sistema che rema contro
​A quel punto le opzioni erano due: o viaggiare da abusivo (con il rischio di prendermi pure una multa) o iniziare una maratona. Ho scelto la seconda. Sono dovuto scendere dall'autobus, correre a colpo sicuro verso un tabaccaio nei paraggi, comprare il biglietto e sperare che il mezzo non ripartisse senza di me.
​Ce l'ho fatta, sono tornato a casa, ma con un travaso di bile e una domanda che mi sorge spontanea: come si può incentivare la cittadinanza a usare i mezzi pubblici se l'esperienza utente è un percorso a ostacoli?
​Se il sito non azzecca gli orari, se i chioschi ai capolinea non hanno i titoli di viaggio e se la tecnologia a bordo salta, non ci si può poi lamentare del traffico in città.
Noi la buona volontà ce la mettiamo, ma i disservizi, purtroppo, corrono sempre più veloci degli autobus.

18/05/2026
17/05/2026

🔴 ORA BASTA: GLI ORTI DELLA SUSANNA BRUCIANO ANCORA. CIBALI MERITA RISPETTO!

​Ieri pomeriggio, l’ennesimo incubo. Un’altra coltre di fumo nero, l'aria diventata improvvisamente irrespirabile e le finestre sbarrate nelle nostre case a Cibali.
​Siamo onesti: non siamo nel picco del caldo di agosto. Parlare di "coincidenza" o di autocombustione a metà maggio è un insulto alla nostra intelligenza. Che un’area del genere vada a fuoco proprio adesso fa riflettere, ed è una storia che purtroppo si ripete, identica, ogni anno.
​Parliamo di circa 18 ettari. Uno spazio immenso, un polmone verde dal potenziale straordinario per Catania, che oggi è solo una bomba ecologica a orologeria.
​L’ipotesi che il Comune acquisti finalmente l’area è un’ottima opportunità per dare una svolta vera. Ho letto con favore le ultime dichiarazioni social del Sindaco Enrico Trantino, che propone di dare in gestione la zona tramite idee come:
🌱 Orti urbani affidati ai cittadini
🍇 Una vigna sociale
🏡 Singole porzioni di terreno da curare e manutenere
​Il Sindaco ha accostato questo modello al Giappone, ma non serve andare così lontano: basta guardare agli ottimi esempi che funzionano già in Veneto e in altre regioni d'Italia. La terra abbandonata brucia; la terra vissuta, curata e custodita dai cittadini diventa invulnerabile.
​Sappiamo che le sfide economiche e burocratiche sono tante. Ma ai residenti di Cibali non importa come verrà fatto, importa che si faccia subito e concretamente. Bisogna mettere la parola FINE a questo disagio che va avanti da troppo tempo.
​Le passerelle e le promesse non spengono gli incendi. Ora servono i fatti. 🛑

Domenica 17 Maggio dalle ore 9:30, insieme a tante altre associazioni, saremo presenti all’iniziativa ONDE PULITE. Una p...
15/05/2026

Domenica 17 Maggio dalle ore 9:30, insieme a tante altre associazioni, saremo presenti all’iniziativa ONDE PULITE. Una partecipazione di cittadinanza attiva nel solco delle nostre iniziative di sensibilizzazione civica volte a far crescere l’impegno individuale per lo sviluppo di una coscienza collettiva. Nella locandina tutte le informazioni utili.

Indirizzo

Viale Vittorio Veneto, 109
Catania
95127

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