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PuliAmoCatania PuliAmoCatania è un comitato nato per sensibilizzare i cittadini su ecologia e legalità.

Collega-menti è il tema della VII edizione della rassegna letteraria che dal 23 al 27 settembre si celebra a Catania e n...
19/09/2026

Collega-menti è il tema della VII edizione della rassegna letteraria che dal 23 al 27 settembre si celebra a Catania e nei comuni della provincia.
Anche noi di PuliAmo Catania ci colleghiamo a questa, ormai consolidata, iniziativa tutta catanese.
"Saranno cinque giornate intense di presentazioni, workshop, incontri dove, come ogni anno, i grandi protagonisti saranno i libri. Tanti appuntamenti che coinvolgeranno il pubblico di tutte l’età, un calendario fitto di eventi con l’unico scopo di mettere in circolo la cultura.

Alla Saletta Sant’Agata, presso il Palazzo della Cultura di Catania, è stato presentato, alla stampa e alla città, il programma del Festival che si svolgerà dal 23 al 27 settembre.
Alla conferenza, moderata dal giornalista Marco Pitrella, hanno partecipato il direttore artistico e presidente della kermesse Cirino Cristaldi insieme ad Amanda Succi, membro del comitato scientifico del Festival.

Il tema scelto per la VIII edizione, è “Collega-menti” termine scelto per richiamare la necessità, oggi più che mai, di costruire legami: tra persone, idee, linguaggi e culture. Tanti gli appuntamenti in cartellone, tra le varie sezioni ricordiamo: EtnaKids, coordinata da Claudia Santonocito, incontri di letteratura per l’infanzia e laboratori per i più piccoli.
Expo Pedara Corner, dove per il quarto anno consecutivo nel Comune alle pendici dell’Etna si terranno presentazioni ed eventi correlati al festival, curati da Mario Cunsolo e Simona Zagarella del circolo letterario Pennagramma. E poi ancora Etna Lab che permette al pubblico di interfacciarsi direttamente con gli autori e gli ospiti presenti, grazie a incontri informali e workshop, e infine un Evento Poetico Speciale curato da Dario Miele.

L’appuntamento d’apertura di Etnabook 2025 sarà come da tradizione la serata di Premiazione del 23 settembre alle ore 20.30, condotta da un caro amico del festival, Paolo Maria Noseda insieme a Simona Zagarella, in cui verranno svelati i vincitori della VIII edizione del Premio Letterario Etnabook - Cultura sotto il Vulcano, durante la serata saranno premiati le opere vincitrici delle sezioni A (Poesia) e B (Narrativa/Saggio).

Una serata davvero speciale, sul palco saranno presenti numerosi ospiti e verranno consegnati importanti riconoscimenti così come durante le giornate del festival. Tra i premiati vi sono: Liliana e Tiziana Pizzo, Sebastiano Ardita, Giordana Proto, Ugo Barbera, Livio Gigliuto, Asmae Dachan, Francesco Santocono e Salvatore Palella.

La premiazione della sezione C (Un libro in una pagina) si svolgerà invece il 24 settembre dalle ore 17:00 presso l'Area eventi del Centro Commerciale Katanè di Gravina di Catania.

Nei giorni seguenti il ricco e intenso programma si snoderà in diversi punti della città, infatti il Palazzo della Cultura che non sarà l’unica location di questa ottava edizione del Festival ospiterà gli eventi della mattina che saranno prevalentemente rivolti ai giovani lettori, studenti di diverse scuole che prenderanno attivamente parte agli incontri.
Nel pomeriggio la sede principale sarà l’Istituto per Cechi Ardizzone Gioeni di Catania, ma non solo, anche la bellissima villa liberty Villa Ardizzone e una folta rete di librerie cittadine Feltrinelli, Mondadori D’Annunzio e Gatsby, accoglieranno incontri in un susseguirsi di interessanti presentazioni, tra gli ospiti attesi vi sono: Barbara Bellomo, Livio Gigliuto, Ugo Barbera, Charlotte Rose, Agnese Messina, Massimo Maugeri, Francesco D’Ayala, Asmae Dachan, Lorena Spampinato e Fabio Zuffanti, e tanti altri.

Il programma di Etnabook si compone di numerosi eventi, incontri, dibattiti, workshop e laboratori, che si terranno in tutto l’hinterland etneo, l’ottava edizione vedrà raggiungere un risultato mai visto in un festival del libro, il coinvolgimento di ben 11 Comuni: Aci Sant’Antonio, Adrano, Belpasso, Catania, Gravina di Catania, Nicolosi, Paternò, Pedara, Ragalna, San Giovanni La Punta, Scordia.

Il rapporto con gli sponsor rappresenta per Etnabook un sodalizio continuo e in continua evoluzione. Etnabook Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania è organizzato dall’Associazione Culturale NO_NAME presieduta da Cirino Cristaldi, il festival rientra nel cartellone degli eventi del Catania SummerFest ed è inoltre patrocinato dall’Università degli Studi di Catania, si ringrazia, la Fondazione Salute Cultura, partner del festival e il main partner, Centro Commerciale Katanè.

È possibile consultare tutti gli aggiornamenti dell’evento sul sito www.etnabook.it e sui canali social Facebook e Instagram.
L’ingresso a tutti gli eventi di Etnabook è GRATUITO"

Un’opportunità persa o una misura per pochi? ​Ci siamo presi del tempo per analizzare a fondo la recente misura della Re...
28/08/2026

Un’opportunità persa o una misura per pochi?
​Ci siamo presi del tempo per analizzare a fondo la recente misura della Regione Siciliana (l’agevolazione IRPEF per chi trasferisce la residenza dall’estero, art. 25 L.R. 1/2026), confrontandoci con cittadini, professionisti ed "espatriati". La sensazione che ne emerge è purtroppo molto distante dall'entusiasmo degli annunci ufficiali.
​Se il dichiarato obiettivo è attrarre "capitale umano" e contrastare lo spopolamento , la realtà del provvedimento presenta criticità strutturali che meritano una riflessione aperta senza alcun pregiudizio.
"Si tratta di politiche che seppur ispirate ai migliori propositi rischiano di rafforzare diseguaglianze e meccanismi predatori senza innescare percorsi virtuosi di sviluppo." Così commenta il Prof. Davide Arcidiacono , docente di Sociologia delle Reti e dell'innovazione economica dell'Università di Catania.
Per ottenere il beneficio occorre acquistare o ristrutturare un immobile. Chi decide di rientrare in Sicilia o trasferirvisi spesso inizia con un contratto d'affitto, magari anche per testare il territorio e le opportunità. Escludere la locazione significa creare una barriera d'accesso per i giovani e premiare solo chi ha già la liquidità necessaria per investire subito nel mattone.
​Inoltre chi ha scelto di rimanere in Sicilia, di fare impresa qui e di assumere forza lavoro locale continuando a pagare le tasse per intero non riceve alcun segnale di supporto. Parallelamente, per un giovane che rientra con uno stipendio medio, il rimborso rappresenta cifre contenute (a fronte dell'obbligo di comprare casa), mentre il beneficio si impenna per chi dichiara redditi altissimi. Si aiuta davvero chi ha bisogno di supporto per rientrare o si sussidia chi ha già ampie disponibilità economiche?
Infine il meccanismo del payback richiede al cittadino di trasferirsi, acquistare casa, pagare le imposte e solo successivamente fare domanda di rimborso a consuntivo. Una tempistica complessa che chiede alle famiglie di fare scelte di vita fondamentali "sulla fiducia", anticipando ingenti capitali.
​Incentivare il rientro e l'attrazione di competenze è una priorità assoluta per la Sicilia, ma serve una visione integrata. Il Professore Arcidiacono aggiunge: "Serve una visione integrata, non dimenticando che senza infrastrutture sociali e servizi di qualità non esiste vivibilità e quindi attrattività territoriale".
Lo sviluppo di nuove tecnologie, così come la diffusione dell' IA potrebbe far diventare la Sicilia meta attrattiva anche per i nomadi digitali. Un fenomeno ancora troppo poco considerato nelle mappe dell'economia isolana. Ci arriveremo anche noi, forse tra qualche anno, forse quando sarà tardi.

​Senza questi pilastri, le sole leve fiscali selettive rischiano di trasformarsi in una misura da copertina che lascia immutati i problemi reali dell'Isola. Invece, perché non ripartire dal territorio e dalle sue esigenze, perché non supportare le iniziative di chi è rimasto e crede nello sviluppo della comunità in cui è nato e cresciuto, di chi vede la nostra bella isola come una opportunità di crescita collettiva e non una opportunità solo per pochi.

​Voi cosa ne pensate? Può un incentivo di questo tipo fermare lo spopolamento o servono interventi del tutto diversi?
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Vorremmo sbagliarci! Sì, questa volta abbiamo la presunzione, o meglio, il profondo desiderio ,di prendere una cantonata...
13/08/2026

Vorremmo sbagliarci! Sì, questa volta abbiamo la presunzione, o meglio, il profondo desiderio ,di prendere una cantonata.
Speriamo davvero sia così.
​Da quando siamo tornati a pubblicare su questi canali, abbiamo mantenuto una linea coerente con la nostra visione di una Politica sana, trasparente e con la "P" maiuscola. Una politica che non si piega alle dinamiche della propaganda quotidiana. Per questo abbiamo ricevuto critiche, ma andiamo avanti a testa alta, con la nostra Città nel cuore.
​Ed è proprio in virtù di questo senso delle Istituzioni che il silenzio di questi giorni ci lascia perplessi.
​Abbiamo cercato, letto e verificato, ma non troviamo traccia di una presa di posizione forte, di un intervento autorevole o di una direzione chiara da parte del nostro Sindaco Metropolitano sull'emergenza aeroporto.
​La gestione dell'aeroporto non è una semplice questione tecnica ,è lo snodo strategico, economico e sociale dell'intera area metropolitana. In momenti di crisi come questo, il Sindaco non è un osservatore esterno, ma il primo garante della comunità, la figura istituzionale che ha il dovere di fare sintesi, pretendere risposte, tutelare i cittadini ed esercitare con fermezza la leadership del territorio di fronte agli enti gestori e al Governo nazionale.
​Senza entrare al momento nel merito delle responsabilità tecniche della gestione dell'emergenza, è proprio l'assenza della massima autorità cittadina a far rumore. Ci aspettavamo una presenza solida, azioni incisive e comunicazioni chiare alla cittadinanza. Invece, il nulla.
​Allora facciamo nostre le parole che lo stesso Sindaco ha questa volta pronunciato, recentemente, per un'altra vicenda simbolica per la città, quella del Catania Calcio: "Caro Sindaco, non bastano le rassicurazioni: servono i fatti". Ma prima di tutto, serve assumersi la responsabilità di guidare la città nei momenti difficili.
Speriamo di sbagliarci!

Nel 2024, per rispondere alle prime proteste sulle chiusure del parco, l'Amministrazione rassicurava i cittadini: l’util...
06/08/2026

Nel 2024, per rispondere alle prime proteste sulle chiusure del parco, l'Amministrazione rassicurava i cittadini: l’utilizzo della Villa Bellini per la stagione dei grandi eventi sarebbe stata solo una soluzione temporanea.
​A distanza di tempo, la sensazione di molti catanesi è che quella temporaneità si sia trasformata in prassi. Se da un lato il Comune rivendica il successo dell'allestimento, con un’atmosfera suggestiva e una gestione dei flussi più ordinata rispetto al passato, dall'altro lato resta aperto un dibattito fondamentale: tutti i concerti sono davvero uguali per la città?
Eventi con posti a sedere, che attraggono turisti e un pubblico che pernotta a Catania, cena nei ristoranti e consuma nei locali del centro storico. Spettacoli serali che richiedono allestimenti veloci, generano reali ricavi per i commercianti e consentono di lasciare il parco aperto per la cittadinanza durante quasi tutta la giornata. Per questo genere di eventi, la Villa Bellini resta un "salotto" straordinario.

Diverso è il caso dei grandi show pop e trap con decine di migliaia di giovanissimi. I capannelli e i bivacchi iniziano dalle prime ore del mattino all'esterno dei cancelli, paralizzando il centro, bloccando il passaggio pedonale ed eliminando ogni vivibilità nella zona. Il tutto per un pubblico che arrivando con lo zaino da fuori città spesso non porta alcun beneficio al tessuto economico locale, lasciando solo disagi alla viabilità e tonnellate di rifiuti, oltre alla chiusura forzata del parco per l'intera giornata.

​Come ricordano anche associazioni come Legambiente Catania, un parco storico-monumentale non è uno stadio. Per i grandissimi eventi di massa servono spazi alternativi idonei fuori dal centro, come l'area dell'Ex Ente Fiera alla Playa , capaci di accogliere migliaia di ragazzi senza soffocare la viabilità ed evitando di privare i catanesi del loro polmone verde nelle ore più fresche dell'estate.
​La musica dal vivo arricchisce la città, ma è tempo di programmare con criterio: tutelare i commercianti con eventi di qualità e restituire la Villa alla quotidianità dei cittadini.
​Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo nell'usare la Villa solo per alcuni eventi e spostare i mega-concerti magari alla Playa?
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Legambiente Catania

Il 21 luglio, all'Ospedale San Marco, abbiamo assistito all'ennesima messa in scena. una cerimonia solenne per inaugurar...
29/07/2026

Il 21 luglio, all'Ospedale San Marco, abbiamo assistito all'ennesima messa in scena. una cerimonia solenne per inaugurare tre varchi d'accesso, un senso unico interno e due corsie per le ambulanze. Sia chiaro, migliorare l'accesso ad un ospedale è utile. Ma il vero paradosso è la mercificazione della politica, ridotta a uno spot permanente dove la forma ha del tutto divorato la sostanza. Ogni minimo atto amministrativo viene "impacchettato" come un prodotto da vendere al pubblico, trasformando la normale gestione della cosa pubblica in una passerella di propaganda a costo zero per chi la fa, ma a caro prezzo per chi la subisce.
​È la "sindrome del nastro da tagliare" tipico del marketing elettorale che vive di flash, sorrisi di plastica e forbici lucide per vendere come straordinario ciò che altrove sarebbe pura routine.
​Una sceneggiatura che in Sicilia conosciamo fin troppo bene. Come dimenticare il grande "show" del 2004 per l'autostrada A20 Messina-Palermo? Un'inaugurazione in p***a magna, la sedicesima di una lunga serie, festeggiata per un'opera "finita" dopo 35 anni, per poi scoprire che la strada era aperta solo in un senso di marcia. Un capolavoro di imballaggio pubblicitario senza prodotto dentro.
​Oggi la logica non è cambiata, si è solo adattata ai ritmi dei social. Si fa festa per un cancello aperto, per una targa su una Casa della Comunità ancora vuota o per una corsia riasfaltata, perché il nastro tagliato produce l'illusione del fare. Garantire che dentro l'ospedale ci siano medici a sufficienza, che le liste d'attesa non durino mesi o che le manutenzioni funzionino nel tempo non genera "like" immediati e richiede lavoro vero, faticoso e silenzioso. La politica del fare( spesso anche male) per apparire e ottenere consensi e non del mantenere, curare per preservare e garantire ai cittadini i loro diritti.
​La politica si è trasformata in una televendita, dove il politico di turno si trasforma in Mastrota e vende l'involucro luccicante ed incassa il consenso, lasciando ai cittadini la scatola vuota.

​Ma fino a quando accetteremo che il successo di un'amministrazione si misuri dal consumo di nastri e non dalla reale efficienza dei servizi?

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Il "paradosso del Sindaco" e la trappola della politica della percezione​Le recenti riflessioni del Sindaco di Catania, ...
11/07/2026

Il "paradosso del Sindaco" e la trappola della politica della percezione

​Le recenti riflessioni del Sindaco di Catania, stimolate dall'analisi del sociologo Antonio Noto sul calo dei consensi nei sondaggi, sollevano un velo su una delle dinamiche più tossiche e strutturali della politica contemporanea: l'era della percezione.

​Il Sindaco ha perfettamente ragione quando fotografa il paradosso della sua figura: i primi cittadini sono diventati i "parafulmini" di ansie collettive, inflazione, costo della vita, marginalità urbana che dipendono da dinamiche globali, europee o governative, e su cui i Comuni hanno margini di manovra quasi nulli. Ha altrettanto ragione quando rivendica la necessità di fare scelte impopolari ma giuste per il futuro, contrapponendole al "rumore" di chi urla sui social.
​Ma la vera questione politica va oltre la difesa, legittima, del proprio operato. Il punto nodale è la denuncia di una democrazia ridotta a puro marketing emotivo dove vige la dittatura del percepito sulla realtà.
​Oggi il cittadino non giudica più ciò che vede realizzato, i bilanci risanati, i cantieri strategici, gli investimenti a lungo termine , ma ciò che percepisce. Siamo entrati in un'epoca in cui un tweet indignato o un video virale pesano più di un'opera pubblica inaugurata.
​Se questa "politica della percezione" è ormai un virus trasversale, che contagia tutti gli schieramenti a caccia di un briciolo di consenso immediato, c'è una parte politica che ne ha fatto una vera e propria strategia di governo e di propaganda.

​C'è chi ha compreso prima e meglio degli altri come strumentalizzare questo meccanismo, specialmente sui temi della sicurezza e del degrado.

La tecnica è scientifica:

​Evocare lo spauracchio: Si amplificano episodi isolati per trasformarli in emergenze sistemiche.

​Creare il bisogno artificiale: Si inocula nel cittadino una sensazione di assedio e insicurezza permanente, slegata dai dati reali sui reati (spesso in calo).

Vendere la soluzione emotiva: Si risponde a un bisogno che non esiste con risposte muscolari, decreti emergenziali o slogan identitari che non risolvono nulla, ma rassicurano la pancia dell'elettorato.

​È il trionfo del cinismo politico. Si smette di governare la realtà per governare l'ansia della realtà.

​Il Sindaco invoca la reazione della "maggioranza silenziosa", quella parte di cittadinanza che paga i tributi, rispetta il decoro e non passa le giornate a insultare dietro a uno schermo. Ma per attivare quella maggioranza non basta più solo "comunicare meglio".

​Occorre smascherare questa fabbrica della percezione. Bisogna avere il coraggio di dire che una comunità non si guida assecondando le paure indotte, ma governando con i dati, la programmazione e la verità, anche quando è scomoda. Soprattutto quando è scomoda.

​La fiducia è davvero una cosa seria. Ed è l'unico antidoto rimasto contro la politica degli specchietti per le allodole e delle emergenze inventate a uso e consumo dei sondaggi.

🤝 QUANDO LA CURA DEL TERRITORIO INCONTRA LA GIUSTIZIA SOCIALE​Chi ci segue sa quanto PuliAmo Catania creda nella forza d...
24/06/2026

🤝 QUANDO LA CURA DEL TERRITORIO INCONTRA LA GIUSTIZIA SOCIALE
​Chi ci segue sa quanto PuliAmo Catania creda nella forza delle reti e nella collaborazione tra realtà che amano la nostra città. Per questo, sentiamo particolarmente vicina l'azione dell'Associazione Difesa e Giustizia: condividiamo l'idea che per rigenerare Catania serva soprattutto prendersi cura delle persone e del loro futuro.
​Oggi celebriamo con grande entusiasmo un traguardo straordinario raggiunto dagli amici di Difesa e Giustizia, che hanno siglato un Protocollo d'Intesa fondamentale con ANCE Catania, Ente Scuola Edile Catania (ESEC) e UDEPE Catania.
​Un progetto concreto che trasforma la legalità in opportunità, offrendo percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo nel settore edile a persone sottoposte a misure alternative alla detenzione.
​Spesso diciamo che Catania ha bisogno di essere "ricostruita". Questo accordo dimostra che la vera ricostruzione parte dal riscatto sociale, trasformando il principio costituzionale della rieducazione della pena in cantieri di speranza e dignità.
​Perché questa iniziativa è una vittoria per tutta la città?
​🌱 Seconda possibilità: Offre formazione gratuita e reali sbocchi occupazionali a chi vuole intraprendere un percorso di cambiamento.
​🛡️ Più sicurezza e coesione: Abbatte il rischio di recidiva attraverso il lavoro, costruendo una comunità più sicura e solidale.
​🤝 Fare rete per davvero: Quando il terzo settore, le istituzioni e il mondo del lavoro si uniscono, Catania tira fuori la sua parte migliore.
​Un enorme plauso all'Associazione Difesa e Giustizia e a tutti i partner di questo protocollo (ANCE, ESEC e UDEPE Catania) per aver tradotto i valori della nostra Costituzione in azioni reali.
​Siamo fieri di camminare nella stessa direzione per una Catania più giusta, inclusiva e bella, dentro e fuori. 🔴🔵
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🌱 CURA DEL TERRITORIO = CURA DELLE PERSONE. La sostenibilità in Sicilia è un gioco di squadra!​Noi di PuliAmoCatania lo ...
23/06/2026

🌱 CURA DEL TERRITORIO = CURA DELLE PERSONE. La sostenibilità in Sicilia è un gioco di squadra!
​Noi di PuliAmoCatania lo sappiamo bene: rigenerare la nostra terra non significa solo raccogliere rifiuti, ma creare una cultura del valore, della cura e dell'impatto positivo sul territorio.
​Ed è proprio di questo che si parlerà in un appuntamento da non perdere, organizzato dagli amici del Banco Alimentare della Sicilia, una realtà che ogni giorno combatte lo spreco e aiuta chi ha più bisogno.
​📍 ALLEANZE DI VALORE – La sostenibilità come leva per competitività e impatto territoriale
🗓 Mercoledì 1° luglio – ore 17:30
🏢 Le Village by CA Sicilia (via Ursino 58, Catania)
​Sarà l'occasione per scoprire il loro Bilancio Sociale 2025 e per capire come imprese, cittadini e Terzo Settore possono fare rete (e "fare pulizia" degli sprechi!) per far crescere Catania e tutta la Sicilia in modo sano e sostenibile.
​Se hai un'azienda, se fai parte di un'associazione o se semplicemente credi che il futuro della nostra città passi da azioni concrete, questo evento è per te.
​💬 E dopo gli interventi di esperti e imprese, ci sarà un momento di networking per conoscerci, scambiare idee e far nascere nuovi progetti per la nostra terra.
​🎟 L'ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati e la registrazione è obbligatoria!
​👉 Blocca il tuo posto qui su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/alleanze-di-valore-tickets-1991535726970
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🔴 PIAZZA NETTUNO: CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA (E DI UN DIVIETO DIVENTATO UNA BARZELLETTA)​Guardate questa foto. S...
21/06/2026

🔴 PIAZZA NETTUNO: CRONACA DI UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA (E DI UN DIVIETO DIVENTATO UNA BARZELLETTA)
​Guardate questa foto. Sembra una normale, piacevole serata estiva nel parco giochi di Piazza Nettuno (oggi Piazza Franco Battiato). Bambini che corrono, genitori che chiacchierano, ragazzi sulle panchine. Tutto bellissimo, se non fosse per un "piccolo" dettaglio: quest'area è ufficialmente CHIUSA al pubblico per pericolo crollo.
​Dopo le devastazioni del ciclone Harry, che ha letteralmente sventrato il nostro lungomare aprendo voragini e compromettendo la stabilità delle strutture vicine alla banchina, l'ordinanza parla chiaro: l'area è interdetta per motivi di sicurezza.
​Eppure, a Catania le regole sembrano sempre un optional:
❌ Le transenne vengono ignorate o scavalcate.
❌ Il divieto di accesso viene calpestato ogni singola sera.
❌ Decine di famiglie affollano un'area giochi che sotto il pavimento potrebbe cedere da un momento all'altro. Un'incoscienza totale da parte dei cittadini, che mettono a rischio la vita dei propri figli per un briciolo di svago.
​Ma la colpa più grave, lasciatecelo dire, è di chi dovrebbe vigilare e non lo fa.
​Dov'è l'Amministrazione Comunale? Dov'è la Polizia Municipale?
Tutti sanno perfettamente cosa succede ogni sera in Piazza Nettuno. I social sono pieni di foto, il passaparola è continuo, l’affluenza è sotto gli occhi di tutti. Non basta firmare un pezzo di carta all'interno di un ufficio comodo per lavarsi le mani e declinare ogni responsabilità ("Noi avevamo chiuso!").
​Se un'area è a rischio crollo, va sigillata fisicamente e presidiata, non lasciata alla mercé di chiunque. Aspettiamo che succeda l'irreparabile per piangere lacrime di coccodrillo in televisione?
​Sindaco, Assessori: fate rispettare quel divieto prima che sia troppo tardi. La sicurezza dei catanesi non può essere affidata al caso o alla fortuna.
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«Per menare il colpo giusto, le dita della mano devono aiutarsi l'un l'altro», ripeteva Padron ’Ntoni nei Malavoglia. In...
28/05/2026

«Per menare il colpo giusto, le dita della mano devono aiutarsi l'un l'altro», ripeteva Padron ’Ntoni nei Malavoglia.
In quel mondo arcaico, stretto intorno all'ideale dell'ostrica, l'egoismo individuale significava morte certa, ci si salvava solo insieme, aggrappati allo stesso scoglio, condividendo il peso dei naufragi e dei debiti.
Oggi, quel legame viscerale con il destino del nostro vicino sembra appartenere a un’epoca geologica lontana. Nelle nostre società iper-connesse eppure frammentate, la solidarietà non è più un riflesso automatico.
Al contrario, il vero male invisibile del nostro tempo ha un nome preciso: indifferenza sociale.
​Girarsi dall’altra parte è diventato il riflesso condizionato di una collettività anestetizzata, un meccanismo di difesa che ci trasforma da comunità a una semplice somma di solitudini.
​La sociologia e la psicologia sociale studiano da decenni questo fenomeno, definendolo in modo scientifico come "effetto spettatore" (bystander effect). Le ricerche dimostrano un paradosso inquietante. Cioè più persone assistono a una situazione di emergenza o di ingiustizia, meno è probabile che qualcuno intervenga. La responsabilità non si somma, si diluisce. Ognuno pensa: "Lo farà qualcun altro", oppure "Se nessuno si muove, forse non è nulla di grave" oppure peggio ancora " non è un mio problema".
​Questo silenzio collettivo si manifesta quotidianamente nelle nostre città, nelle nostre comunità e lo viviamo quotidianamente da silenti spettatori dinanzi alle immagini dei TG.
​Sul piano macroscopico, quando la sofferenza di interi popoli, le crisi migratorie o le nuove povertà urbane vengono declassate a rumore di fondo nei nostri feed quotidiani.
​L'indifferenza non è una semplice assenza di azione; è un'azione civile omissiva. È la scelta deliberata di considerare la vulnerabilità altrui come un problema privato, una colpa individuale o, peggio, un fastidio estetico che mina il nostro decoro. Ma c'è di più. Quando all'indifferenza si somma l'astio, il risentimento, la violenza, il disimpegno. Questo accade puntualmente quando vediamo l'altro attivarsi per una causa, mettendo anche a rischio la propria incolumità. In questo caso partono " cu cciu fa fari" , " se la sono cercata" , " tornano a loro spese", come nel caso della Flottilla. Dice bene il sindaco di Aci Bonaccorsi in un post su FB . Era necessario aprire uno squarcio mediatico e questa volta la Flottila ci è riuscita.
Chissà per quanto tempo però.
​Siamo la prima generazione nella storia umana esposta a un flusso continuo, h24, di tragedie globali in tempo reale. Questa "iper-esposizione" ha generato una grave saturazione emotiva.
​Lo schermo dello smartphone agisce come un filtro deformante: spettacolarizza il dolore e, allo stesso tempo, lo depotenzia. Consumiamo la miseria altrui tra un video d'intrattenimento e una notifica di messaggistica. Il risultato è la cecità morale: vediamo tutto, ma non sentiamo più nulla. La compassione si esaurisce nel tempo di un "like" o di una condivisione social, un fenomeno noto come slacktivism (attivismo da poltrona), che pulisce la coscienza senza produrre alcun impatto reale sul mondo fisico.
​Gramsci scriveva che "l'indifferenza è il peso morto della storia". È quella zona grigia in cui le società civili smettono di essere tali e diventano giungle urbane.
​Combattere l'indifferenza non richiede gesti eroici o rivoluzioni sistemiche; richiede un'ecologia dello sguardo. Significa riabituarsi a guardare le persone negli occhi, a riconoscere la dignità del dolore altrui e ad accettare il rischio di lasciarsi scomodare dalla realtà. Non girarsi dall'altra parte è un atto di resistenza culturale. È l'unico modo che ci resta per ricordare che, dietro la maschera dell'efficienza e del successo individuale, la nostra sopravvivenza dipende ancora, inevitabilmente, dalla capacità di prenderci cura gli uni degli altri.
Sindaco Aci Bonaccorsi

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Viale Vittorio Veneto, 109
Catania
95127

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