08/05/2026
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Queste oltre 45mila firme dimostrano che nel Paese esiste una domanda chiara di uguaglianza e di accesso non discriminatorio alla procreazione medicalmente assistita.
Con la petizione PMA per tutte, depositata oltre un anno e mezzo fa, abbiamo chiesto al Parlamento di intervenire per cancellare il divieto che oggi esclude donne singole e coppie dello stesso sesso dall’accesso alla procedura.
In assenza di un intervento parlamentare, abbiamo costituito un Comitato promotore per una proposta di legge di iniziativa popolare, con l’obiettivo di raccogliere almeno altre 50.000 firme certificate e portare formalmente in Parlamento una riforma che superi le attuali discriminazioni.
“La Corte costituzionale ha chiarito che non esistono ostacoli: ora la responsabilità è della politica”, spiega Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Per questo, accanto alla petizione, avviamo un nuovo percorso: una proposta di legge di iniziativa popolare che nasce dalle persone, dalle loro storie e dal bisogno concreto di accesso alle cure. Se il legislatore non interviene, saranno i cittadini a portare questa riforma in Parlamento. Perché i diritti non possono più aspettare.”
“Con la costituzione del Comitato promotore vogliamo coinvolgere persone, associazioni e realtà sociali in tutto il territorio nazionale”, conclude Francesca Re, coordinatrice della campagna. “Perché la legge attuale non rispecchia più la realtà del Paese.”