12/06/2026
IL FUTURO È ADESSO
Quella di oggi è stata un’iniziativa necessaria. Urgente.
Su un tema rispetto al quale la politica è in ritardo, le istituzioni sono in ritardo, spesso anche il mondo del lavoro rischia di arrivare in ritardo: l’impatto dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e della robotica sui processi produttivi, sull’occupazione, sulla vita concreta delle persone.
Se questi processi non vengono governati, rischiano di travolgerci.
Oggi alla Camera del Lavoro di Catania ne abbiamo discusso con lavoratrici e lavoratori delle aziende metalmeccaniche e industriali (e non solo) del territorio, con delegati, delegate, compagne e compagni che ogni giorno vivono dentro fabbriche e luoghi di lavoro già attraversati da questi cambiamenti, studenti.
Abbiamo ascoltato testimonianze, domande, preoccupazioni, esperienze reali.
Abbiamo avuto con noi Eliana Como, della Fiom nazionale, che ha presentato lo studio realizzato per la Fondazione Di Vittorio sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Uno studio importante, perché parte dal lavoro vivo, dalle persone, da quello che sta già accadendo nei luoghi di lavoro.
E abbiamo avuto con noi anche Alice Ferlito, attrice, che ha raccontato il percorso di Human Prime, manuale di manutenzione umana, spettacolo teatrale che debutterà a novembre e che affronta proprio questi temi. Perché questa trasformazione non riguarda solo l’industria: riguarda anche il teatro, il doppiaggio, la scenografia, la cultura. Riguarda tutti.
Il punto emerso con forza è che la tecnologia non è mai neutra.
Non basta dire “innovazione”.
Bisogna chiedersi: chi la governa? A vantaggio di chi? Con quali regole? Con quali ricadute sul lavoro, sui salari, sulla sicurezza, sulla dignità, sull’ambiente, sulla società?
Oggi l’intelligenza artificiale è nelle mani di pochi grandi poteri economici e industriali. Proprio per questo serve una discussione pubblica, collettiva, democratica. Serve controllo pubblico. Serve contrattazione. Serve partecipazione.
Noi non siamo contro la tecnologia.
Non ne abbiamo paura.
Pensiamo però che debba servire a migliorare la vita delle persone, non a renderle più sole, più controllate, più ricattabili.
Se aumenta la produttività, devono crescere anche salari e diritti.
Se cambia il lavoro, deve crescere la formazione.
Se l’automazione riduce fatica e tempi, allora bisogna discutere seriamente anche di riduzione dell’orario di lavoro.
Se l’intelligenza artificiale produce impatti sociali e ambientali enormi, la società deve essere risarcita e tutelata.
Il sindacato non può limitarsi a gestire l’esistente.
Deve provare a leggere il futuro, a contrattarlo, a orientarlo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per questo oggi abbiamo aperto una discussione che continuerà. La Fiom sta lavorando a un documento con proposte precise da portare dentro tutta l’organizzazione.
Da Catania è partito un confronto vero.
Non tecnico, non astratto, non per addetti ai lavori.
Un confronto umano, politico, necessario.
Perché il futuro non si subisce.
Si governa.
E si governa insieme ✊️