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Lab5 Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Lab5, Organizzazione no-profit, Catania.

L’Associazione Culturale Lab5 è un’Associazione di promozione sociale libera, apartitica, apolitica; non ha scopo di lucro e persegue finalità di utilità sociale per la promozione culturale, filosofica e ambientale. Gli scopi principali dell’Associazione sono quelli di promuovere la libera circolazione delle idee, della lettura intesa come piacere e miglioramento personale, della Filosofia come r

iferimento metodologico per la realizzazione di dibattiti e approcci comunicativi, la promozione di buone pratiche per uno stile di vita sostenibile e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

🎬 I CINEMA CHIUDONO, LA CITTÀ PERDE MEMORIA.Negli ultimi decenni il centro storico di Catania ha visto spegnersi uno dop...
18/06/2026

🎬 I CINEMA CHIUDONO, LA CITTÀ PERDE MEMORIA.

Negli ultimi decenni il centro storico di Catania ha visto spegnersi uno dopo l’altro i suoi cinema. Luoghi di incontro, di formazione, di confronto e di vita collettiva sono stati abbandonati, trasformati o lasciati al degrado.

Per questo LAB5 organizza una passeggiata gratuita tra i cinema chiusi e mai più riaperti del centro storico.

📅 25 giugno
🕡 Ore 18:30
📍 Partenza dal Cinema Eliseo

Cammineremo tra le tracce di una città che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia del cinema italiano e racconteremo come, dalla stagione pionieristica dei primi del Novecento fino a oggi, la cultura sia stata troppo spesso considerata un costo anziché una risorsa.

La partenza dal Cinema Eliseo non è casuale. Qui racconteremo le azioni, le battaglie e le proposte messe in campo per impedirne la scomparsa e difendere uno spazio culturale che appartiene alla città.

Perché ogni cinema che chiude non è soltanto un edificio che cambia destinazione d’uso: è un pezzo di memoria collettiva che viene cancellato.

Partecipare significa conoscere, ricordare e rivendicare il diritto a una città che investa nella cultura, nei luoghi di aggregazione e nella vita pubblica.

La memoria si difende praticandola.

Vi aspettiamo.

Da questo momento non saranno tollerati commenti che offendono, denigrano o stigmatizzano le s*x worker, le persone LGBT...
17/06/2026

Da questo momento non saranno tollerati commenti che offendono, denigrano o stigmatizzano le s*x worker, le persone LGBTQIA+ o qualsiasi altra categoria di persone.

È legittimo discutere di sicurezza, degrado urbano, riqualificazione e politiche pubbliche. Non è legittimo utilizzare stereotipi, insulti o linguaggi discriminatori per descrivere individui o comunità.

I commenti che riducono interi gruppi umani a etichette offensive o che alimentano odio e disprezzo saranno rimossi. In caso di reiterazione, gli autori saranno esclusi dalla pagina.

Questo spazio nasce per promuovere confronto, memoria, cultura e partecipazione civile. Chi non è in grado di rispettare la dignità delle persone è invitato a cercare altrove luoghi più adatti al proprio modo di esprimersi.

Abbiamo letto e risposto a tutti i commenti del post precedente e paradossalmente, sono proprio quei commenti a conferma...
17/06/2026

Abbiamo letto e risposto a tutti i commenti del post precedente e paradossalmente, sono proprio quei commenti a confermare la nostra analisi.

Per molti, la storia della Piazza delle Belle sembra ridursi a una semplice alternativa: prima il degrado, oggi il decoro. Prima le persone sbagliate, oggi quelle giuste. Prima s*x worker, poveri, marginali e residenti; oggi turisti, dehors, B&B e consumatori.

È una rappresentazione inquietante della città.

Perché rivela una concezione in cui il valore di un luogo coincide con la sua capacità di produrre rendita, attrarre visitatori e soddisfare le aspettative del mercato. Tutto ciò che non rientra in questa immagine viene relegato nel campo del degrado, dell’errore, dell’indesiderabile.

A seguito del dibattito che si è sviluppato attorno alla Piazzetta Goliarda Sapienza, abbiamo deciso di osservare più da vicino cosa stia accadendo anche nell’altra piazzetta recentemente trasformata di San Berillo, Piazzetta Dora Musumeci.

Qui abbiamo avuto il piacere di dialogare con una proprietaria di immobili della zona. Alla nostra domanda sul perché mancassero delle semplici panchine, la risposta è stata disarmante: per evitare che gli abitanti della “parte malata” di San Berillo potessero fermarsi in quello spazio e “imbruttire” l’angolo più fotografato e instagrammato del quartiere.

Se questa è davvero la filosofia che guida certe trasformazioni urbane, allora il problema è molto più profondo dell’estetica degli spazi.

Noi siamo fermamente convinti che San Berillo non abbia bisogno di essere trasformato in uno sfondo per selfie. Ha bisogno di essere un quartiere vivo, abitato, attraversato, condiviso.

Per questo continuiamo a sostenere che il recupero fisico di uno spazio non cancella il diritto di interrogarsi sui suoi effetti sociali.

Quando un quartiere perde i suoi abitanti, le sue relazioni, la sua memoria e le sue funzioni storiche per diventare prevalentemente uno spazio di consumo, siamo di fronte a una trasformazione che va discussa criticamente.

Noi non difendiamo il degrado. Difendiamo il diritto della città a non essere ridotta a una vetrina.

17/06/2026

Il cinema Eliseo di Catania è in vendita e c'è chi ha deciso di provare a salvarlo con un progetto dal basso.

Ex Piazza delle Belle. Oggi Piazzetta Goliarda Sapienza.Se esiste un luogo a Catania dove la turistificazione ha vinto s...
16/06/2026

Ex Piazza delle Belle. Oggi Piazzetta Goliarda Sapienza.

Se esiste un luogo a Catania dove la turistificazione ha vinto sulla memoria, è questo.

Una piazza che per secoli ha avuto una storia, un’identità popolare. Un luogo attraversato dalla vita quotidiana dei catanesi, dai drammi della guerra, dalle ferite dei bombardamenti alleati del 1943 che devastarono la città in preparazione dello Sbarco in Sicilia.

Oggi, invece, è diventata un set fotografico.

Un fondale perfetto per Instagram.

Tavolini, B&B, aperitivi, selfie e murales trasformati in merce da consumare rapidamente. Della memoria del luogo resta poco o nulla. Delle famiglie che abitavano queste case non è rimasto quasi nessuno. Degli abitanti che costruivano relazioni, comunità e identità non c’è traccia.

Al loro posto: turisti di passaggio, albergatori, ristoratori e investitori immobiliari.

Questa viene raccontata come una “riqualificazione”. In realtà è una sostituzione sociale.

La città reale viene espulsa e rimpiazzata da una città-vetrina costruita per essere fotografata, venduta e consumata.

Persino il cambio di nome appare come il simbolo di questa rimozione della memoria. Sarebbe stato più coerente dedicare questo spazio a Sebastiano Addamo, che qui ambientò alcune delle pagine più intense de Il giudizio della sera, anziché utilizzare la toponomastica come operazione di marketing culturale.

Noi vogliamo raccontare ciò che questa piazza è stata davvero. Le visite gratuite di Lab5 ricordano i bombardamenti del 1943, le vite spezzate, la storia che esisteva prima dei cocktail e delle recensioni online.

Perché una città che dimentica i propri abitanti per inseguire i turisti non sta rinascendo.

Sta perdendo sé stessa.

E ogni foto dei murales “trendissimi” dovrebbe essere accompagnata da un hashtag che racconti la verità:









Non è comparso soltanto un adesivo. È comparso un messaggio politico.“BIANCHI COI BIANCHI” non è una provocazione innoce...
15/06/2026

Non è comparso soltanto un adesivo. È comparso un messaggio politico.

“BIANCHI COI BIANCHI” non è una provocazione innocente: è uno slogan che richiama una visione del mondo fondata sulla separazione etnica, sull’esclusione e sulla gerarchia tra esseri umani. Un linguaggio che normalizza il razzismo presentandolo come semplice preferenza identitaria.

Ma c’è un altro elemento che colpisce e che troppo spesso passa sotto silenzio. Nell’immagine la donna non è una persona libera e autonoma: è rappresentata seduta su una lavatrice, simbolo domestico per eccellenza, mentre il tricolore occupa il centro della scena. La figura femminile viene ridotta a complemento dell’uomo, confinata nello spazio della casa e del lavoro domestico.

L’estetica scelta richiama volutamente la pubblicità conservatrice degli anni Cinquanta e Sessanta: la donna sorridente, bianca, rassicurante, definita dal suo ruolo familiare e dal possesso degli elettrodomestici. Non è una rappresentazione neutrale. È la nostalgia di un ordine sociale in cui le donne erano subordinate e le differenze etniche rigidamente separate.

Per questo questi adesivi non parlano soltanto di razzismo. Parlano anche di sessismo, di controllo dei corpi, di un’idea di società che assegna a ciascuno un posto prestabilito in base al colore della pelle, al genere e all’origine.

Sottovalutare questi messaggi significa permettere che certe idee tornino a circolare come folklore o semplice provocazione. In realtà sono tasselli di una cultura dell’esclusione che colpisce insieme donne, migranti e tutte le persone che non rientrano nel modello identitario che questi slogan vogliono imporre.

Il razzismo e il sessismo non sono fenomeni separati: spesso parlano la stessa lingua e costruiscono la stessa gerarchia.

Prima di combattere i parcheggiatori abusivi dovremmo combattere chi li foraggia.Perché i parcheggiatori abusivi non esi...
14/06/2026

Prima di combattere i parcheggiatori abusivi dovremmo combattere chi li foraggia.

Perché i parcheggiatori abusivi non esisterebbero senza chi ogni giorno li finanzia, li legittima e li considera una comoda soluzione ai propri problemi.

Esistono perché c’è chi lascia l’auto in doppia fila e preferisce pagare qualcuno anziché rispettare le regole. Esistono perché c’è chi pretende di parcheggiare ovunque e vede nell’illegalità una scorciatoia conveniente. Esistono perché troppo spesso la tolleranza verso questi comportamenti supera il rispetto delle norme.

Le forze dell’ordine fanno il loro lavoro, come dimostrano le continue operazioni e le numerose sanzioni. Ma se una parte della cittadinanza continua ad alimentare questo sistema, il problema sarà destinato a ripresentarsi puntualmente.

La lotta all’abusivismo non si vince soltanto con le multe e i controlli. Si vince quando nessuno sarà più disposto a pagare per un servizio illegale e quando il rispetto delle regole diventerà un dovere condiviso, non una scelta facoltativa.

🚨CADONO LE P***E DELLA PORTA FERDINANDEAUna delle sfere decorative della Porta Ferdinandea decide di abbandonare il prop...
14/06/2026

🚨CADONO LE P***E DELLA PORTA FERDINANDEA

Una delle sfere decorative della Porta Ferdinandea decide di abbandonare il proprio posto e lanciarsi lungo via Garibaldi, trasformando una passeggiata culturale in una prova di riflessi.

Tra monumenti da valorizzare, musei attesi, teatri chiusi e progetti annunciati, la sfera diventa il simbolo perfetto della programmazione culturale cittadina: tutti la vedono arrivare, nessuno sa dove finirà.

Ma il colpo di scena finale è inatteso: la corsa viene fermata dai tavoli del bar che occupano la visuale del prospetto del Duomo. Proprio quelli che il Piano Bellezza non prevederebbe davanti alla Cattedrale.

Morale della favola: ciò che non è riuscito a fare la programmazione urbana, lo ha fatto l’arredo esterno. Il bar ha salvato la facciata.

🎬 COME SI SALVA UN CINEMA?Il Cinema Eliseo di Catania è in vendita.Di fronte all’ennesimo rischio di perdere un luogo si...
13/06/2026

🎬 COME SI SALVA UN CINEMA?

Il Cinema Eliseo di Catania è in vendita.

Di fronte all’ennesimo rischio di perdere un luogo simbolo della cultura cittadina, abbiamo deciso di non restare a guardare. Dopo un primo incontro con l’agenzia immobiliare incaricata della vendita e la costituzione di un gruppo di lavoro, vogliamo fare un passo in più: coinvolgere la città.

Per questo lanciamo una call to action rivolta a professionisti, tecnici, studiosi, operatori culturali e cittadini.

🔍 Cerchiamo architetti, ingegneri, geometri, esperti di beni culturali, economisti, fundraiser e tutte le persone che possano aiutarci a capire:
✔️ il reale valore del Cinema Eliseo;
✔️ le sue condizioni strutturali;
✔️ quali risorse servirebbero per l’acquisto;
✔️ quali interventi sarebbero necessari per la sua riqualificazione.

Nel frattempo continuiamo a raccontarne la storia inserendo il cinema tra le tappe delle nostre passeggiate letterarie dedicate all’ex Manifattura Tabacchi, ai iarrusi di l’avvulu Rossu, all’ex Collegio e Convento dei Gesuiti, a Virdimura, Adele Gloria e Goliarda Sapienza.

❤️ Aiutaci a scongiurare l’ennesima trasformazione di uno spazio culturale in un luogo destinato esclusivamente al consumo e alla ristorazione.

Il Cinema Eliseo può tornare a essere un presidio culturale vivo, aperto alla città e alle nuove generazioni.

📣 Partecipa alle passeggiate letterarie gratuite.
📣 Condividi questo post.
📣 Unisciti ai gruppi di lavoro.

📞 Per informazioni e adesioni: 346 591 3993

Salvare il Cinema Eliseo significa salvare un pezzo della memoria e del futuro di Catania.

🎬📚❤️

🎬 Panico al Taormina Film Festival.Can Yaman sarebbe stato visto aggirarsi per le vie di Taormina in evidente stato di a...
12/06/2026

🎬 Panico al Taormina Film Festival.

Can Yaman sarebbe stato visto aggirarsi per le vie di Taormina in evidente stato di agitazione.

No, non per i fotografi.

No, non per i fan.

No, nemmeno per il red carpet.

La domanda che avrebbe rivolto ai presenti sarebbe stata molto più inquietante:

«Scusate, dov’è la libreria?»

Da quel momento sarebbe calato il silenzio.

Un passante avrebbe indicato una gioielleria.

Un altro una boutique di lusso.

Un terzo un hotel con suite da migliaia di euro a notte.

Un quarto un ristorante esclusivo con vista sull’Etna.

Ma alla richiesta di una libreria, nessuno avrebbe saputo rispondere.

Le ricerche sarebbero proseguite per ore.

Can Yaman avrebbe trovato celebrità internazionali, limousine, aperitivi esclusivi, bodyguard, yacht, terrazze panoramiche e perfino alcuni produttori cinematografici.

Ma non un libro.

Non perché i libri fossero esauriti.

Perché a Taormina una libreria non c’è.

Lab5 con Ambulanza letteraria denuncia un fatto ben più incredibile: la città dei festival culturali, del G7, del cinema internazionale e dei red carpet continua a essere priva di una libreria.

A Taormina puoi comprare quasi tutto.

Tranne un libro.

E questa, purtroppo, non è satira.

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