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iferimento metodologico per la realizzazione di dibattiti e approcci comunicativi, la promozione di buone pratiche per uno stile di vita sostenibile e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.

BIANCAVILLA, IL SINDACO RIMPROVERATO DAL VESCOVO RISPONDE CON UN PEZZO TRAP SULLA LAICITÀBIANCAVILLA — Dopo il rimprover...
01/09/2026

BIANCAVILLA, IL SINDACO RIMPROVERATO DAL VESCOVO RISPONDE CON UN PEZZO TRAP SULLA LAICITÀ

BIANCAVILLA — Dopo il rimprovero del vescovo, il sindaco avrebbe chiesto un microfono e una base trap.

🎤 «Tu fai il vescovo, io faccio il sindaco.
La fede è personale, il Comune è di tutti.»

Parte il beat.

E in pochi minuti arrivano i sostenitori della Città Laica, armati di Costituzione e cartelli:

“MENO PULPITI, PIÙ ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE.”

“IL SINDACO FACCIA IL SINDACO. IL VESCOVO FACCIA IL VESCOVO.”

Il vescovo prova a riprendere il microfono.

Troppo tardi.

Il DJ alza il volume.

La crisi istituzionale più surreale di Biancavilla finisce così: niente benedizione, ma un gigantesco drop sulla laicità.

E qualcuno dalla piazza urla:

«FINALMENTE UN’ISTITUZIONE CHE PARLA LA NOSTRA LINGUA!» 😂

Dopo anni di carte, protocolli, competenze, tavoli tecnici, sopralluoghi, riunioni, determine, rimpalli e probabilmente ...
01/09/2026

Dopo anni di carte, protocolli, competenze, tavoli tecnici, sopralluoghi, riunioni, determine, rimpalli e probabilmente qualche riunione per decidere quando convocare la riunione…

IL CANCELLO SI È APERTO. 🔓

Un risultato amministrativo di portata storica.

A Palazzo si parla già di “importante segnale di attenzione verso il territorio”.

Traduzione dal burocratese:
👉 “Alla fine qualcuno ha trovato la chiave.”

Adesso aspettiamo fiduciosi il comunicato ufficiale con:

* 14 fotografie del cancello;
* 6 assessori sorridenti;
* 3 dichiarazioni sulla “sinergia istituzionale”;
* almeno un “momento importante per la città”;
* e, naturalmente, la promessa che “a breve” si risolverà tutto il resto.

Il vero miracolo SAREBBE riuscire a fare una cosa normale senza dover aspettare anni, una valanga di carte e l’intervento congiunto di Comune, politica, burocrazia e astri favorevoli.

28/08/2026

Cosa è successo poche ore fa alla pescheria di Catania?
28/08/2026

Cosa è successo poche ore fa alla pescheria di Catania?

Trantino, Tokyo non è Catania: basta paragoni usati come alibiIl sindaco Trantino pubblica un video dalla centralissima ...
27/08/2026

Trantino, Tokyo non è Catania: basta paragoni usati come alibi

Il sindaco Trantino pubblica un video dalla centralissima Piazza Università e, improvvisandosi giornalista, intervista una coppia di turisti: lei giapponese, lui italiano ma residente a Tokyo.

La domanda è sui cestini: «A Tokyo per strada ci sono cestini per buttare i rifiuti?».

La risposta è no. I due spiegano che in Giappone esiste un sistema diverso: i rifiuti vengono gestiti secondo precise modalità e, quando necessario, vengono riportati a casa. Alla fine il sindaco, con tono sornione, chiude il suo piccolo “servizio” con un eloquente: «Ci siamo capiti, vero?»

E invece no, sindaco: non ci siamo capiti affatto.

Perché mettere sullo stesso piano Tokyo e Catania, partendo dalla semplice presenza o assenza dei cestini, è un confronto che non regge.

Tokyo non è Catania. Non lo sono l’organizzazione urbana, i servizi, la cultura del conferimento, i controlli, le condizioni sociali e soprattutto le fragilità dei diversi quartieri.

San Cristoforo non è Kanda.
San Berillo non è Asakusa.
Picanello non è Yanaka.

A Tokyo l’assenza di cestini si inserisce in un sistema complessivo che funziona in un determinato modo. A Catania il problema dei rifiuti e del decoro urbano si inserisce in una realtà completamente diversa, con criticità che l’amministrazione dovrebbe conoscere e affrontare.

Per questo quel «ci siamo capiti, vero?» appare più come una strizzata d’occhio per chi guarda che come una risposta seria a un problema reale.

Non si governa una città facendo confronti ad effetto con l’altra parte del mondo. Si governa guardando in faccia i problemi della propria città, quartiere per quartiere, e assumendosi la responsabilità di risolverli.

Tokyo non può essere utilizzata come alibi per Catania.

I catanesi non hanno bisogno di sentirsi dire che devono essere più bravi dei giapponesi. Hanno bisogno che la propria amministrazione faccia bene il proprio lavoro.

Prima di chiedere decoro a chi porta musica, arte e cultura nelle strade, sarebbe forse il caso di garantire il decoro d...
23/08/2026

Prima di chiedere decoro a chi porta musica, arte e cultura nelle strade, sarebbe forse il caso di garantire il decoro degli spazi pubblici in cui quegli artisti dovrebbero esibirsi.

Le regole devono valere per tutti: per gli artisti, certo, ma anche per chi ha la responsabilità di mantenere le piazze sicure, pulite, accessibili e dignitose.

Perché una città non può essere inflessibile con chi la anima e tollerante con chi lascia degradare i suoi spazi. Lunaspina Caruso

Catania: via le auto, ma via pure gli alberi.Guardate bene queste immagini. Siamo in piazza Federico di Svevia, all’ombr...
22/08/2026

Catania: via le auto, ma via pure gli alberi.
Guardate bene queste immagini. Siamo in piazza Federico di Svevia, all’ombra del Castello Ursino.
A prima vista potrebbe sembrare un miglioramento per la viabilità o un passo avanti verso la pedonalizzazione, ma il prezzo che la città sta pagando è sotto gli occhi di tutti:
* Prima: alberi ad alto fusto, chiome rigogliose, ombra naturale e un tappeto verde che mitigava il calore e dava respiro all’area.
* Oggi: un tronco segato, una ceppaia a terra, terra arida e un’isola di calore spianata sotto il sole.
Togliere le macchine dalle piazze storiche è un atto di civiltà necessario. Sostituire gli alberi con il vuoto, invece, è un controsenso ecologico e urbanistico inaccettabile. In una città che affronta estati sempre più torride e picchi di calore estremi, abbattere fusti sani (o comunque fare interventi drastici senza un piano trasparente di ripiantumazione immediata) significa impoverire la qualità della vita dei cittadini.
La rigenerazione urbana non si fa con le motoseghe, ma curando, integrando e tutelando il patrimonio verde esistente.
Catania non ha bisogno di altre distese di cemento o terra arida. Ha bisogno di ombra, pulizia e rispetto per l’ambiente.

Tregua armata a Catania: Grazia-Roxy chiama, Trantino risponde 📞Dopo mesi di scontri, frecciate e barricate mediatiche t...
22/08/2026

Tregua armata a Catania: Grazia-Roxy chiama, Trantino risponde 📞

Dopo mesi di scontri, frecciate e barricate mediatiche tra la signora Grazia del Cavalier Roxy e il pugno fermo del sindaco Enrico Trantino, arriva quella che potrebbe essere la svolta diplomatica dell’estate catanese.

La telefonata, alla fine, c’è stata davvero. Pochi minuti, ma nella politica catanese si sa: anche una telefonata può valere quanto una conferenza di Yalta. 😂

La signora Grazia ha incassato dunque il primo contatto diretto con il primo cittadino, ma non sembra intenzionata a fermarsi qui. Perché, dopo la linea telefonica, ora aspetta il vero faccia a faccia: l’incontro reale con il sindaco.

Insomma, il primo round si è giocato al telefono. Adesso si attende il secondo, quello vero, faccia a faccia. Perché a Catania una telefonata può aprire la diplomazia, ma per cambiare il traffico serve ben altro. 📞🚗😂

Sul tavolo restano le questioni che hanno alimentato per mesi il confronto: dalla pedonalizzazione della piazza alle proteste dei commercianti e dei promotori della battaglia contro la chiusura al traffico.

La domanda, quindi, resta una sola: questa telefonata sarà l’inizio di una vera tregua o soltanto il trailer della prossima puntata?

Riuscirà la signora Grazia a convincere il Comune a riaprire la strada alle vetture catanesi? Oppure il famoso pugno fermo del sindaco resterà, come suggerisce il nome, rigorosamente fermo? 😂

E mentre Catania aspetta il faccia a faccia, una cosa è già certa: la diplomazia ha aperto una linea diretta.

Ora bisogna vedere dove porterà.

Alla pace?

Alla piazza?

O, più semplicemente…

al traffico di prima? 🚗📞😂

Post satirico: i riferimenti alle vicende politiche e alle polemiche cittadine sono proposti in chiave ironica.

🚨 PIAZZALE CANDIDO CANNAVÒ: BASTA CON IL SILENZIOQui non stiamo parlando di un problema comparso ieri.Stiamo parlando di...
21/08/2026

🚨 PIAZZALE CANDIDO CANNAVÒ: BASTA CON IL SILENZIO

Qui non stiamo parlando di un problema comparso ieri.

Stiamo parlando di una situazione denunciata pubblicamente da anni.

📍 2015: il Comune riqualifica il piazzale e realizza l’area di sgambamento per cani.

📍 2022: vengono denunciati recinti bucati, assenza d’acqua, rifiuti, problemi di sicurezza e manutenzione praticamente inesistente. Viene riferito anche che erano state inviate PEC al Comune senza risposta.

📍 2023: il Comitato Cittadino Vulcania torna alla carica: cancelli che non si chiudono, fontana distrutta, recinzione danneggiata, buchi nella rete e cani che rischiano di uscire.

📍 2024: arrivano ulteriori solleciti e viene segnalato persino un albero ritenuto pericoloso, con il rischio di danneggiare ulteriormente la recinzione.

📍 2026: siamo ancora qui. Cancelli rotti. Acqua assente. Area definita pubblicamente “un disastro”. E vengono nuovamente pubblicate segnalazioni sul degrado e sulla sporcizia del piazzale.

Quattro anni di denunce pubbliche. Le stesse criticità che ritornano.

La domanda è semplice: quante altre segnalazioni devono essere fatte prima che qualcuno intervenga seriamente?

Non chiediamo favori.
Non chiediamo inaugurazioni.
Non chiediamo comunicati.

Chiediamo manutenzione, sicurezza, pulizia e rispetto per i cittadini che pagano le tasse e per gli animali che utilizzano quest’area.

Se un’area pubblica viene realizzata con soldi pubblici, non può essere abbandonata fino a diventare pericolosa e indecorosa.

Adesso basta scaricabarile.

Vogliamo sapere chi è responsabile della manutenzione dell’area, quali interventi sono stati disposti negli ultimi anni e perché, nonostante le ripetute segnalazioni, le criticità continuano a ripresentarsi.

📣 Piazzale Candido Cannavò non può essere dimenticato.

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Catania

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