27/05/2026
Si chiude un percorso intenso fatto di incontri, domande, confronto e visioni sul futuro dell’informazione.
Dal 21 aprile al 24 maggio, l’VIII edizione del workshop “Il Giornalismo che verrà” ha dato vita a un articolato percorso di formazione e dibattito sul giornalismo contemporaneo, intrecciando corso base e corso avanzato, laboratori pratici, incontri pubblici e dialoghi con alcune delle firme più autorevoli del panorama italiano e internazionale.
Da Martin Baron a Luciano Fontana, da Ezio Mauro a Domenico Quirico, passando per il confronto con professionisti, reporter, editor, analisti e docenti che ogni giorno contribuiscono a costruire il dibattito pubblico.
Un percorso distribuito tra Villa San Saverio presso la Scuola Superiore di Catania, l’Anfiteatro Romano, Isola.Catania, reso possibile grazie alla collaborazione di istituzioni, partner, sponsor e media partner
A tutti i corsisti, ai relatori, ai partner e a chi ha seguito questo cammino: grazie.
Perché immaginare il giornalismo che verrà significa, prima di tutto, costruirlo insieme.
EN: An intense journey comes to an end, one shaped by meetings, questions, discussions, and visions for the future of information.
From April 21 to May 24, the 8th edition of the workshop “Il Giornalismo che verrà” brought to life a comprehensive program of training and debate on contemporary journalism, combining beginner and advanced courses, practical workshops, public events, and conversations with some of the most authoritative voices in the Italian and international media landscape.
From Martin Baron to Luciano Fontana, from Ezio Mauro to Domenico Quirico, alongside discussions with professionals, reporters, editors, analysts, and lecturers who contribute every day to shaping public debate.
A journey that unfolded across Villa San Saverio at the Scuola Superiore di Catania, the Roman Amphitheatre, and Isola Catania, made possible thanks to the collaboration of institutions, partners, sponsors, and media partners.
To all the participants, speakers, partners, and everyone who followed this journey: thank you.
Because imagining the journalism of the future means, first and foremost, building it together.