05/08/2026
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗩𝗶𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼̀ 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮.
Aveva appena 17 anni quando rifiutò di sposare l’uomo che l’aveva rapita e violentata. In un’Italia in cui ci si aspettava che una donna “salvasse il proprio onore” sposando il suo stupratore, 𝗹𝗲𝗶 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲 𝗡𝗢.
Accanto a lei ci fu una famiglia straordinaria, che ebbe il coraggio di non piegarsi a quella che veniva chiamata morale, ma che di morale non aveva proprio nulla.
Quel gesto contribuì a incrinare un sistema profondamente ingiusto.
Fino al 5 agosto 1981, infatti, il matrimonio riparatore era previsto dalla legge. Il Codice Rocco considerava la violenza sessuale un’offesa alla morale e all’onore della famiglia, non un crimine contro la persona.
Se lo stupratore sposava la sua vittima, il reato si estingueva.
Quarantacinque anni fa, quella vergogna giuridica fu finalmente cancellata: 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝟰𝟰𝟮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟴𝟭 𝘃𝗲𝗻𝗻𝗲𝗿𝗼 𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱’𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲.
Ci vollero però altri quindici anni perché arrivasse un’altra conquista fondamentale: solo nel 1996 lo stupro fu finalmente riconosciuto per ciò che è sempre stato, un reato contro la persona e non contro la morale.
𝗟𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗲.
Per questo il nome di Franca Viola appartiene alla libertà di tutte le donne che sono venute dopo di lei.