Bollino del Trasimeno

Bollino del Trasimeno Elenca le attività che hanno aderito al marchio di provenienza territoriale: PER VISIONARE LA LISTA

DISCIPLINARE

Accordo di utilizzo permanente gratuito del cosiddetto “Bollino di Provenienza del Trasimeno”

Premesso che il cosiddetto Bollino di Provenienza del Trasimeno è un marchio registrato e che ha lo scopo di indicare la collocazione geografica della sede di produzione di un determinato prodotto, anche al fine di creare elementi distintivi per rendere il territorio stesso del Lago Trasime

no sempre più capace di essere riconosciuto come autorevole presso i consumatori di prodotti ad esso riconducibili;

oggi .... 2017 in Castiglione del Lago, con il presente accordo l'ente gestore concede in uso gratuito permanente il cosiddetto “Bollino di Provenienza del Trasimeno” qui raffigurato e utilizzabile solo in queste versioni, mai distorto:
• 1 colore: bianco e nero (ovvero in negativo);
• 2 colori: rosso e verde (azzurro diventa verde);
• 3 colori: rosso, verde e azzurro (come da bollino qui riportato);


alla controparte società/ente …….………………………………………….….……….., Partita Iva/CF ………………..………………………..…, la quale dichiara che fa parte di questo/i settore/i:
(mettere massimo cinque crocette)
produzione di mangimi per animali o pet food;
produzione di carni macellate;
produzione di insaccati o preparati di carne;
produzione di cereali e preparati relativi;
produzione di prodotti da forno;
produzione di ortaggi e preparati relativi;
produzione di frutta e preparati relativi;
produzione di complementi per alimenti, salse, o altri preparati;
produzione di olii, senza inficiare eventuali disciplinari;
produzione di birra;
produzione di miele e prodotti delle api;
produzione di vino senza inficiare eventuali disciplinari;
produzione di bevande non alcoliche;
altra produzione (specificare) diversa dalla lista sopra riportata: ………………………………………
altra produzione (specificare) diversa dalla lista sopra riportata: ………………………………………
altra produzione (specificare) diversa dalla lista sopra riportata: ………………………………………

Il Bollino sarà utilizzato dalla controparte per accompagnare le proprie pubblicazioni e produzioni solo se effettuate in parte significativa nel territorio del Trasimeno, relativamente ai suddetti settori. Eventuali esclusioni o esclusività temporanee saranno discusse a parte. Il mancato uso del Bollino dopo la firma dell’accordo può sempre autorizzare, in tempi ragionevoli, l'ente gestore a revocare la concessione dell’uso del Bollino stesso. Il presente accordo si risolve immediatamente non appena si dovesse appurare che il Bollino viene apposto dalla controparte su produzioni totalmente estranee al territorio del Trasimeno o a questo accordo o nel caso di gravi reati che possano essere lesivi anche della credibilità del Bollino a danno potenziale di altre società che se ne fregiano. IN FEDE IN FEDE (firma leggibile)
Ente gestore del Bollino del Trasimeno
………………………………………………….

28/01/2026

Un nuovo sviluppo industriale e commerciale e un polo promettente

Un polo umbro
27/01/2026

Un polo umbro

L’operazione vuole dar vita a un progetto industriale che “rafforzi il ruolo della regione nel settore mangimistico nazionale”

Tipicità e Tradizione
28/12/2025

Tipicità e Tradizione

Il Messaggero oggi dedica la pagina economica al modello Giardini e ai risultati 2025

La faraonaun'antica presenza negli allevamenti umbriLa faraona (Numida meleagris) è un volatile originario dell’Africa m...
10/12/2025

La faraona
un'antica presenza negli allevamenti umbri

La faraona (Numida meleagris) è un volatile originario dell’Africa ma ormai perfettamente integrato anche negli allevamenti italiani, soprattutto nelle campagne dell’Umbria. È apprezzata per la carne magra e saporita, ma anche per il suo carattere vigile, quasi “sentinella”: emette versi rumorosi appena percepisce un pericolo, avvisando gli altri animali… e l’allevatore!

È una specie rustica e resistente, che si adatta bene alla vita all’aperto, anche in condizioni difficili. Per questo viene spesso allevata in modo estensivo, contribuendo a una gestione più sostenibile dell’azienda agricola.

Inoltre, ha bisogno di poco: pascolo, protezione dai predatori e un ricovero notturno. Un animale che unisce tradizione, efficienza e biodiversità.

Fonti:
Agraria.org:
[1] https://www.agraria.org/avicoli/faraona.htm
[2] Ruralea (filiere avicole tradizionali): https://www.ruralea.it/schede/faraona.html

L’asino dell’Amiata tesoro della tradizione umbraL’asino dell’Amiata è una razza autoctona dell’Italia centrale, ben ada...
05/12/2025

L’asino dell’Amiata
tesoro della tradizione umbra

L’asino dell’Amiata è una razza autoctona dell’Italia centrale, ben adattata anche alle zone rurali e montane dell’Umbria. Si riconosce per la sua struttura robusta, le orecchie grandi, le striature zebrate sugli arti e la caratteristica croce dorsale. Può vivere fino a 40 anni, resistendo anche in condizioni ambientali difficili.

Tradizionalmente utilizzato per il trasporto e i lavori agricoli, oggi è protagonista di una nuova stagione: viene impiegato in agricoltura sociale, in attività di pet therapy (onoterapia) e nel trekking someggiato, per il turismo lento e sostenibile.

Il suo latte, molto simile a quello materno umano, è utilizzato in ambito nutrizionale e cosmetico. Inoltre, grazie alla sua indole calma e alla capacità di creare legami affettivi con le persone, è una presenza preziosa nei progetti educativi e riabilitativi.

In Umbria, progetti come quello della fattoria didattica Baldo & Riccia a Perugia sono un esempio virtuoso di come la ruralità possa sposare inclusione, salute e biodiversità.

[1] Regione Umbria – Parco 3A: Scheda razza Asino dell’Amiata,https://www.parco3a.org/wpcontent/uploads/2022/04/AsinoAmiata.pdf
[2] Baldo & Riccia – Pet therapy con asini in Umbria, https://www.baldoericcia.it/pettherapyconasini
[3] Horse Angels – Onoterapia e impieghi dell’asino, https://www.horseangels.it/index.php/attualita/zoonoterapia/onoterapia/item/1455lasinounpazientedocileperlaonoterapia
[4] Coldiretti – Il ritorno dell’asino tra latte, trekking e didattica, https://www.coldiretti.it/ambiente/tornalasinotralattecosmesiedidattica
[5] Wikipedia – Asino dell’Amiata, https://it.wikipedia.org/wiki/Amiata_%28asino%29

L'asino amiatino è una razza di asino molto antica, originaria del continente africano ed evolutasi in provincia di Grosseto,[2] in particolare sul monte Amiata. Asini amiatini sono stati raffigurati anche da Giotto nella ca****la degli Scrovegni di Padova.

il Trasimeno si valorizza! 👏
03/12/2025

il Trasimeno si valorizza! 👏

Il gufo realeUn predatore notturno con udito e volo straordinariIl gufo reale può ruotare la testa fino a 270 # e vola q...
01/12/2025

Il gufo reale
Un predatore notturno con udito e volo straordinari
Il gufo reale può ruotare la testa fino a 270 # e vola quasi senza rumore grazie alle sue piume speciali. Scopri di più in descrizione!

Il gufo reale (Bubo bubo) è uno dei rapaci notturni più grandi e affascinanti presenti in Italia, e una presenza importante anche nell’Appennino umbro. Questo straordinario uc***lo si distingue per alcune caratteristiche uniche: è in grado di ruotare la testa fino a 270 gradi, un adattamento fondamentale per compensare la scarsa mobilità oculare, permettendogli di avere un ampio campo visivo senza dover muovere il corpo.

Un altro aspetto sorprendente del gufo reale è il suo volo silenzioso. Le piume morbide e strutturate in modo particolare agiscono da ammortizzatori, attenuando il rumore delle ali battute e permettendo al gufo di avvicinarsi alle prede senza essere udito. Questa capacità è fondamentale per un predatore notturno, che si affida anche a un udito finissimo per localizzare piccoli mammiferi e altri animali nel buio.

Oltre alle sue abilità di caccia, il gufo reale è un indicatore importante della salute degli ecosistemi forestali. La sua presenza segnala un ambiente equilibrato e ricco di biodiversità. Tuttavia, come molte specie predatrici, è sensibile a cambiamenti ambientali e attività umane che ne minacciano gli habitat naturali.

Conoscere e proteggere il gufo reale significa contribuire alla tutela degli habitat naturali umbri e italiani, garantendo la conservazione di un patrimonio faunistico unico.

Fonte:
[1] WWF Italia: https://www.wwf.it/animali/guforeale/
[2] Regione Umbria, Osservatorio Faunistico: https://www.regione.umbria.it/ambiente/forestefaunaecaccia

IL TASSO EUROPEO – LO SCAVATORENotturno e discreto, il tasso è un abile scavatore che vive nei boschi collinari. Le sue ...
24/11/2025

IL TASSO EUROPEO – LO SCAVATORE
Notturno e discreto, il tasso è un abile scavatore che vive nei boschi collinari. Le sue tane articolate ospitano intere famiglie e resistono per generazioni. Scopri di più in descrizione!

Il tasso europeo (Meles meles) è un carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi, diffuso in tutta Italia, ad eccezione delle zone costiere o fortemente urbanizzate. In Umbria è presente nei boschi collinari, nei margini forestali e nei comprensori agricoli con siepi, macchie e boschi relitti.

Caratterizzato da un corpo robusto, arti corti e muscolosi, e da una inconfondibile maschera facciale bianca con strisce nere, il tasso è un animale notturno, molto territoriale. La sua dieta è onnivora, nonostante sia un carnivoro lo è in modo atipico, in quanto varia molto in base al periodo: si nutre di lombrichi, piccoli vertebrati, frutti, insetti, cereali, tuberi e carogne.

Il tratto più distintivo è l’abilità nello scavare tane complesse (dette “tane madre” o “tassiere”), con numerose camere e cunicoli, utilizzate da più generazioni. Questi rifugi possono raggiungere decine di metri di estensione e costituiscono veri e propri microambienti.

Il tasso svolge anche un ruolo ecologico importante come riciclatori naturali (consumando animali morti) e diffusori occasionali di semi. È una specie protetta e particolarmente vulnerabile all’impatto delle infrastrutture viarie, soprattutto per la mortalità da investimento.

In quanto elusivo, è difficile osservarlo direttamente: la sua presenza si rileva più facilmente attraverso impronte, escrementi o fototrappole.

Il riccio comune, anche noto come riccio europeo, (Erinaceus europaeus) è un piccolo mammifero insettivoro diffuso in tu...
14/11/2025

Il riccio comune, anche noto come riccio europeo, (Erinaceus europaeus) è un piccolo mammifero insettivoro diffuso in tutta Europa, presente anche in gran parte dell’Italia, incluse le aree agricole, urbane e boschive dell’Umbria.

Dal corpo compatto e la testa allungata, con il dorso coperto da aculei rigidi, il riccio è noto per la sua strategia difensiva: si appallottola quando minacciato, rendendosi inaccessibile ai predatori. Si muove prevalentemente di notte, con abitudini crepuscolari, ed è molto abile nel foraggiamento.

La sua dieta è composta da insetti, lumache, lombrichi, piccoli anfibi, frutta caduta e a volte uova. Per questo è considerato un utile alleato in orti e giardini, dove contribuisce al controllo biologico di molte specie dannose.

Il riccio è un indicatore ecologico importante nei paesaggi a mosaico, ma la sua sopravvivenza è minacciata da molteplici fattori, di natura umana principalmente. Le automobili sono un grande pericolo per lui, in quanto tende ad appallottolarsi quando si sente minacciato, non “fugge dalle auto”. L’uso di fitofarmaci ne riduce le fonti alimentari e le falciature e fuochi nei campi, durante i periodi di estivazione o letargo.

In Italia è specie protetta e sempre più spesso oggetto di iniziative di tutela urbana, “giardini amici dei ricci”, rifugi artificiali e campagne di sensibilizzazione.

L’istrice (Hystrix cristata) è il più grande roditore selvatico presente in Italia. Originario dell’Africa e del bacino ...
10/11/2025

L’istrice (Hystrix cristata) è il più grande roditore selvatico presente in Italia. Originario dell’Africa e del bacino mediterraneo, è ormai una specie naturalizzata e stabile nella fauna italiana, in particolare nell’Italia centrale e in Umbria, dove è abbastanza comune nei paesaggi collinari, agricoli e ai margini boschivi.

Dal corpo robusto e tarchiato, presenta una vistosa corazza di aculei rigidi, lunghi fino a 35 cm. Contrariamente a una credenza diffusa, non lancia i propri aculei, ma li utilizza come difesa passiva, irrigidendoli e scuotendoli per emettere un suono minaccioso. Se disturbato, può caricare contro il potenziale predatore che lo ha minacciato.

Specie notturna, vive in tane scavate nel terreno, spesso condivise in famiglia. La dieta è prevalentemente erbivora, composta da radici, tuberi, frutti, cortecce e occasionalmente ossa (per integrazione di calcio).

È importante anche per l’effetto di disturbo sui suoli, contribuendo a modificare microambienti e dispersione di semi, con potenziali benefici per la biodiversità. Nonostante non sia pericoloso, può entrare in conflitto con le coltivazioni (soprattutto ortive e frutteti), ed è per questo talvolta oggetto di contenimento.

La ghiandaia (Garrulus glandarius) è un corvide diffuso in gran parte d’Europa e dell’Asia, compresa tutta la pen*sola i...
06/11/2025

La ghiandaia (Garrulus glandarius) è un corvide diffuso in gran parte d’Europa e dell’Asia, compresa tutta la pen*sola italiana. Si riconosce per il piumaggio marrone-rosato, con riflessi blu sulle ali e una macchia nera attorno all’occhio. Il suo volo ondulato e la “voce” stridente la rendono facilmente individuabile nei boschi, nei parchi e nelle aree rurali alberate.

È un uc***lo onnivoro, che si nutre di insetti, piccoli vertebrati, frutta, uova, ma soprattutto di semi e le ghiande, da cui prende il nome, che rappresentano la parte più importante nella dieta di questo animale, specialmente nelle stagioni fredde. La sua alimentazione carnivora e insettivora è più preponderante nella stagione riproduttiva, avendo bisogno di più energie. Proprio la sua abitudine di accumulare e interrare ghiande in diverse aree del territorio ha un ruolo ecologico fondamentale: molte di queste non vengono recuperate e contribuiscono alla rinnovazione forestale spontanea, in particolare delle querce.

Dal punto di vista comportamentale, la ghiandaia è una delle specie più intelligenti e adattabili dell’avifauna europea. È capace di riconoscere predatori, imitare i richiami di altri uccelli e mantenere un comportamento estremamente vigile. Viene spesso definita “sentinella del bosco” perché è tra le prime a dare l’allarme alla comparsa di un pericolo. È talmente ottima nell’adattarsi agli ambienti che si è vista vivere bene anche in pinete e taighe.

In Umbria e nelle zone appenniniche è comune in ambienti boschivi misti, anche a ridosso di aree agricole e collinari. La sua presenza è un indicatore di habitat eterogenei e di buona disponibilità alimentare.

L’allevamento è l’attività con cui l’uomo gestisce animali domestici per ottenere prodotti utili come latte, carne, uova...
13/08/2025

L’allevamento è l’attività con cui l’uomo gestisce animali domestici per ottenere prodotti utili come latte, carne, uova, lana o forza lavoro. È una delle forme di attività agricola più antiche, nata circa 10.000 anni fa con l’addomesticamento di pecore, capre e bovini nel Vicino Oriente.

Con il tempo, l’allevamento è diventato sempre più specializzato. Oggi parliamo di zootecnia, ovvero la scienza che studia l’allevamento degli animali domestici, occupandosi di nutrizione, benessere, riproduzione, genetica, produzioni animali e sostenibilità.

Dalla transumanza tradizionale alle moderne stalle automatizzate, la zootecnia ha un ruolo centrale per l’autosufficienza, l’economia e la preservazione di un territorio.

Indirizzo

Castiglione Del Lago
06061

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