05/12/2025
COMMEMORAZIONE di GIOVANNI DAMIANI: Un Sogno di Solidarietà divenuto Realtà.
Siamo qui riuniti oggi in occasione dell’anniversario della scomparsa di Giovanni Damiani per ricordarlo e onorare la sua memoria e il suo contributo come benefattore della nostra comunità.
Nel ricordo, ci immergiamo idealmente tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, periodo in cui Giovanni Damiani, facoltoso esponente della borghesia locale ma soprattutto uomo di profonda umanità e fede, osservava la comunità in cui viveva, con occhio attento.
In tale contesto non solo percepiva il progresso che caratterizzava una comunità attiva e laboriosa come quella di Castenaso all’epoca, ma anche i tanti destini silenziosi dei suoi concittadini più anziani, coloro che, dopo una vita di lavoro, mancando a quei tempi le più basilari forme di previdenza sociale, faticavano a sopravvivere in modo autonomo e dignitoso. Un indigenza la loro, che senza mai sconfinare nella mendicità, poco tollerata allora come oggi, poteva contare solo sull’intervento di fondi caritatevoli alimentati da donazioni e lasciti. Fondi controllati e gestiti dal comune.
A Castenaso non esisteva una struttura dedicata all’accoglienza degli anziani indigenti. Quelli più bisognosi, posti a carico del Comune, erano costretti a un esilio forzato, prima verso il ricovero di Budrio e successivamente verso quello di Imola, allontanati pertanto dai loro affetti. Un disagio profondo, che pesava sulle coscienze di tutta la comunità. Giovanni Damiani non si limitò a osservare con rammarico; maturò in sé l'idea di un dovere: il dovere di agire, di intraprendere qualcosa di concreto. Visse da cattolico gli anni dell’impegno sociale della chiesa e dell’enciclica Rerum Novarum, nella quale Papa Leone XIII specificava che la ricchezza non deve essere accumulata per egoismo, ma usata in modo responsabile a beneficio della società intera secondo il concetto cristiano del bene comune, dove ognuno è responsabile non solo di se stesso, ma anche degli altri, specialmente dei più deboli.
Purtroppo, la morte lo colse nel 1910, prima che potesse realizzare il suo sogno. Tuttavia un uomo che ha una visione così forte sa che il proprio lascito può andare oltre la propria vita. Affidò così alla moglie Carolina e ai figli Antonio, Raffaele e Cesarina un compito per lui sacro: vincolare una cospicua parte del suo patrimonio alla costruzione di un ricovero per gli anziani indigenti di Castenaso. Non una semplice donazione, ma un testamento d'amore per la sua comunità.
Il percorso verso la realizzazione non fu facile. Le due Guerre Mondiali, con la loro scia di distruzione e dolore, misero a dura prova il Paese intero, rallentando significativamente anche quel sogno. Eppure, l'ideale di Giovanni Damiani non morì. Sopravvisse nelle menti e nei cuori della sua famiglia e della comunità, come un seme che, anche sotto la neve, attende la primavera per germogliare.
Quella primavera arrivò e il 2 marzo del 1957, in un'Italia che si stava rialzando dalle macerie, Castenaso vide finalmente inaugurarsi la "Casa di Assistenza e di Riposo Dott. Giovanni Damiani". Quel giorno, il sogno di un uomo divenne il trionfo di un'intera comunità.
La storia ci insegna che l'opera di Giovanni Damiani non fu un faro solitario, ma una fiaccola che accese mille altre luci a cominciare da quella di sua moglie e dei suoi figli che mantennero fede al patto e fecero di tutto per portare a compimento l’intento di Giovanni. Oltre al lascito dell’Arciprete Don Pieralli, l'iniziativa raccolse un'ondata straordinaria di solidarietà. Dall'industriale Mario Baschieri, proprietario del polverificio di Marano, ad altri imprenditori, agricoltori e semplici cittadini, tutti diedero il loro contributo. Si contarono ben 916 donazioni! Coloro che non avevano niente da donare, si fecero comunque parte attiva e si rimboccarono le maniche, offrendo il proprio lavoro per la costruzione dell'edificio.
Si trattò di un grande gesto collettivo, un patto di cura tra generazioni che dovrebbe indurci a una profonda riflessione sul valore della comunità.
Oggi, la nostra Associazione, che nel proprio statuto si richiama all’opera meritoria di Giovanni Damiani, ne raccoglie il testimone. Commemorare l’anniversario della sua scomparsa non rappresenta un mero ricordo, bensì un rinnovato impegno che ci proponiamo di portare avanti all’interno della comunità.
Ricordiamo Giovanni Damiani non quale figura del passato, ma quale punto di riferimento per il presente. La sua vita ci insegna che la vera ricchezza risiede nella cura degli ultimi, che le difficoltà possono rallentare, ma non impedire, la realizzazione di un progetto giusto, e che la solidarietà, quando è autentica, può superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Onoriamo la sua memoria operando con lo stesso spirito, affinché la Casa da lui voluta, e la nostra Associazione che a lui si ispira, possano continuare a rappresentare, oggi e in futuro, un presidio di umanità, accoglienza e cura per la nostra comunità.
Grazie Giovanni !
Il Presidente dell’Associazione Angelo Mazzoncini