30/05/2026
Natalia Aspesi, intervistando Paola Cortelesi e chiedendole conferma che la liberazione di Delia, la protagonista del suo film C'รจ ancora domani, fosse arrivata con il voto, riceve questa risposta dall'attrice. โEsattamente. In quella famiglia lรฌ, in quella condizione sociale lรฌ, dopo che il fascismo aveva relegato le donne al ruolo di madre, moglie, sforna-figli, ricevere dallo Stato, che รจ tanto piรน importante di quegli aguzzini che sono il marito e il suocero, la lettera per votare ha rappresentato una svolta. Quella missiva era indirizzata a lei, cโera il suo nome scritto sopra. E infatti Delia la conserva come fosse di un amanteโ.
Nella parole di Paola Cortellesi c'รจ tutto il senso del primo esercizio del diritto al voto politico per le donne italiane. Il 2 giugno 1946 difatti le donne italiane si recano alle urne e finalmente votano.
ร un passaggio storico fondamentale nel processo di ricostruzione dellโItalia, una conquista ottenuta a suon di battaglie femministe cominciate giร nellโOttocento, e consolidate con la partecipazione alla resistenza civile e alla lotta di liberazione. Cosรฌ Nilde Iotti ricordava la prima volta delle donne al voto: โSentivano la gioia di essere finalmente libere, come italiane e come donne, e quella scheda su cui mani incerte o sicure tracciavano una croce, era per loro un simbolo di democrazia, di libertร e di aspirazione finalmente realizzateโ.
โLunghissima attesa davanti ai seggi elettorali - scriveva nel 1946 la giornalista Anna Garofalo - Sembra di essere tornati alle code per lโacqua e per i generi razionati. Abbiamo tutte nel petto un vuoto da giorni dโesame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto al nome. Stringiamo le schede come biglietti dโamore. Si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi e molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra donne e uomini hanno un tono diverso, alla pariโ. Tornare alla data del 2 giugno 1946 significa ricordare che le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto a fare parte della politica e ad essere parte della decisione pubblica.