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AMSSO Associazione scolastica presso Istituto Salesiano Castellanza

Quale ponte sullo stretto si vuole fare ? Lasciamo che la terra si muova come vuole !!
20/04/2026

Quale ponte sullo stretto si vuole fare ? Lasciamo che la terra si muova come vuole !!

Sotto lo Stretto di Messina c'è un oceano che non esiste più.

E non è una metafora. Sono frammenti fisici, rocce del mantello risalite da 15-20 km di profondità, attraverso fratture ancora attive, ancora in movimento.

Lo Stretto di Messina ha sempre avuto la reputazione di posto scomodo. Correnti anomale, mitologia, il terremoto del 1908 che rase al suolo due città in 37 secondi. Ma quello che c'è sotto non lo capiva quasi nessuno — finché nel 2017 il team del CNR coordinato da Alina Polonia dell'ISMAR-CNR non ha pubblicato i risultati su Nature Communications.

Sotto il fondale del Mar Ionio, tra Reggio Calabria e la Sicilia, c'è un sistema di faglie litosferiche che scende fino a 40-80 km di profondità. Faglie a gradini, orientate nord-est/sud-ovest, disposte a formare un'area ellittica centrata quasi esattamente sull'epicentro del sisma del 1908.

Attraverso queste spaccature emergono diapiri di serpentinite — rocce del mantello basale dell'oceano Tetide. Un oceano che esisteva tra i 250 e i 50 milioni di anni fa, dal Triassico all'Eocene, tra Laurasia e Gondwana. Chiuso progressivamente per subduzione, scomparso nell'Oligocene. I suoi resti litosferici sono ancora lì, sotto il Mar Ionio, e lentamente risalgono.

Aspetta.

Queste stesse fratture stanno allontanando la Sicilia dalla Calabria. Non in senso geologico vago: 1-2 mm ogni anno, direzione WNW-ESE, misurabile, attivo. In un millennio fa un metro. In un milione di anni fa un chilometro.

E non è tutto. Il corridoio di faglie si estende verso nord fino all'Etna. I ricercatori del CNR sostengono che queste fratture facilitano la risalita di materiale mantellico che alimenta direttamente il vulcanismo etneo. Il vulcano più attivo d'Europa non erutta per caso — lo fa seguendo le stesse linee di frattura lungo cui risalgono i resti di un oceano scomparso da 30 milioni di anni.

Lo Stretto di Messina non è uno specchio d'acqua tra due sponde.

È una finestra aperta su quello che c'era prima dei continenti così come li conosciamo. Prima degli Appennini, prima delle Alpi, prima dell'Italia stessa.

In breve:
Sotto lo Stretto di Messina emergono frammenti dell'oceano Tetide, scomparso 30 milioni di anni fa, da 15-20 km di profondità.
Le faglie attive allontanano la Sicilia dalla Calabria di 1-2 mm all'anno.
Le stesse fratture alimentano le eruzioni dell'Etna, secondo lo studio CNR pubblicato su Nature Communications nel 2017.

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