28/05/2026
🌈💔
Anni da vagabondo, tra cortili, pioggia e notti fredde,
ma sempre curato e amato da tutto il condominio della Posta.
Poi il tempo ha iniziato a pesarti addosso:
il raffreddore, la zoppia, gli occhi più stanchi…
E noi lì, per mesi, ad aspettarti e cercare di avvicinarti.
Tu furbo più che mai, veloce come il vento,
quasi come se non volessi farci capire quanto stessi male.
Ci siamo sempre chiesti come facessi a sparire così in fretta,
come riuscissi ancora a cavartela da solo contro tutto e tutti.
Poi, un giorno, finalmente sei entrato.
Eri arrabbiato col mondo, diffidente, spaventato.
Graffiavi, soffiavi, tenevi le distanze.
Ma sotto quella corazza c’era solo un piccolo cuore stanco
che forse aspettava da sempre qualcuno di cui fidarsi davvero.
Quando hai capito che nessuno voleva farti del male,
ti sei lasciato andare alle carezze, al calore, all’amore.
E da quel momento sei diventato il nostro piccolo guerriero.
Ti abbiamo amato fino all’ultimo istante,
con la speranza di poterti regalare almeno un po’ di quella serenità
che la vita, prima di noi, ti aveva negato.
Sei stato un vero eroe.
Hai combattuto in silenzio, con una forza immensa,
fino a quando il tuo corpo non ce l’ha più fatta.
Ciao Generale.
Ciao Colonnello.
Ciao Piccolo.
Ognuno ti chiamava in modo diverso,
ma per tutti eri diventato casa.
E adesso il cortile sembrerà più vuoto,
le giornate più silenziose.
Ma da qualche parte continuerai a correre leggero,
senza dolore, senza freddo, senza paura.
Non ti dimenticheremo mai.