09/04/2024
Geografia della Germania.
Cesare e Tacito aprono le proprie opere con un rapido inquadramento del territorio d'analisi, rispettivamente Gallia e Germania. Non potrebbe essere altrimenti data l'enorme sensibilità che i romani hanno per i confini e la delimitazione dello spazio.
Collocare i popoli sul territorio aiuta a identificarne la posizione rispetto al popolo romano: fattore culturale per Tacito, intelligence militare per Cesare. Sorprende (ma non dovrebbe) la lucidità con cui entrambi gli autori individuano il Reno e il Danubio come barriere che (con)tengono i Germani nel proprio spazio.
Bastano queste poche righe a mostrarci come Roma avesse ben chiari degli imperativi strategici collegati alla geografia e, quindi, destinati a durare nei secoli: controllare il Reno significa assicurarsi sia la difesa che le opzioni di attacco verso la Germania e le steppe sarmatiche. In ultima analisi, per aumentare la profondità difensiva dell'Italia e proteggerla da ulteriori invasioni dei Galli e dei Germani. Solo il controllo della Pianura Padana prima e del Reno poi hanno garantito la sicurezza della Pen*sola dai tempi dei Cimbri fino alle invasioni barbariche.
In foto "La Germania, I, Tacito"
"De bello gallico, I, 1 e I, 30, Giulio Cesare"