25/05/2026
Ci sono anime che portano con sé l’immensità. Le riconosci subito, perché sono quelle più delicate, quelle che in silenzio ti insegnano le lezioni più importanti.
Camillina mia era così: una finestra sull’Universo, da sbirciare con pudore. Una presenza discreta e allo stesso tempo immensa, tanto che il silenzio di quei passi che non risuonano più per casa oggi mi è insostenibile.
Non mi è possibile spiegare quanto contrasto ci fosse tra la delicatezza assoluta del suo essere e la forza del suo spirito.
Camilla è stata per anni una paziente oncologica. Ha sconfitto molti mostri, con nomi e volti diversi. Un anno e mezzo fa ha vinto la battaglia più importante, attraversando e superando una sfida che molti ci avevano sconsigliato di affrontare.
Ma io ho guardato Camilla negli occhi e le ho chiesto se se la sentisse. E lo so che forse non mi crederete, ma è stata lei a dirmi di sì.
É così che ci siamo regalate altri 500 giorni insieme. E in quel tempo mi ha mostrato cosa significa la forza, cos’è la resilienza, che volto ha la serenità.
Camilla mi ha salutata una settimana fa. Senza avvisarmi. Con la stessa delicatezza e discrezione con cui ha vissuto la sua vita, confermandomi che le scelte che abbiamo fatto erano giuste. Perché lei lo sapeva: quando sarebbe stato il momento, sarebbe andata.
Camilla non ha mai sofferto. Eppure ha sempre lottato. Ha accolto la vita per come le si è presentata. E io non posso che amarla ancora più immensamente per il grande esempio che è stata.
Certe anime non se ne vanno mai. Forse é per questo che non sono riuscita a scrivere questo post se non oggi, imitando quella sua discrezione che mi porta a salutarla bisbigliandole “mi manchi”.
Mi manchi.