Società Storica della Valdelsa

Società Storica della Valdelsa http://www.storicavaldelsa.it/ l del 1903), di grande rilievo metodologico e ricco di spunti anticipatori. BIBLIOGRAFIA

M. E. ANTONI e R. S.

del periodico della Società

La «Miscellanea Storica della Valdelsa» nacque per iniziativa dello stesso gruppo promotore dell'omonima Società e il suo primo numero fu presentato a San Gimignano il 31 agosto 1893 in occasione della seconda assemblea sociale. In esso il Direttore Orazio Bacci scriveva che la rivista, «raccoglierà e ordinerà la storia civile, letteraria, artistica, religiosa, del cos

tume, della cultura, in genere, nella nostra regione, con particolare riguardo all'archeologia, topografia e toponomastica medievale»; parlava poi di «amoroso studio delle minori storie comunali» e di «esplorazione di non troppo note fonti storiche». Bacci, seguace della «scuola storica» e amico dei suoi principali esponenti, poté avvalersi subito di una folta schiera di collaboratori di primo piano, italiani e stranieri. Basti ricordare Michele Barbi, Isidoro Del Lungo, Pio Rajna, Paget Toynbee, Ferdinando Gabotto, Henri Hauvette, Alessandro Gherardi, Cesare Paoli, Lodovico Zdekauer, Carlo Calisse, al quale si deve il saggio Gli studi storici locali e l'ufficio moderno della storia (pubblicato nel fasc. Nata nel periodo in cui il clima storiografico era segnato dall'incontro fra la scuola storico-filologica e la nuova scuola che Croce chiamerà «economico-giuridica», la «Miscellanea» ne rispecchiò i caratteri: sia in alcuni riflessi della concezione positivistica della storia; sia nell'attenzione rivolta alla storia istituzionale, economica, sociale, della tecnica; sia ancora, sul piano euristico, attraverso un minuto lavoro di ricerca sulle fonti; sia, infine, nella preferenza accordata all'età dei comuni medievali. Essa, però, si spostò, assai prima di altre riviste di Deputazioni e Società storiche, verso l'età moderna e contemporanea e verso la storia della cultura, della storiografia, delle idee, dimostrando una precoce capacità di adeguarsi agli sviluppi della storiografia. Perciò, anche quando tra le due guerre mondiali, i mutati orientamenti storiografici conseguenti all'affermarsi di nuove correnti di pensiero, spostarono gli interessi di molti storici su altre tematiche, allontanandoli dalla storia locale e dai suoi metodi, la rivista poté continuare sostanzialmente lungo le direttrici fino allora seguite. E se anche si restrinse la cerchia dei collaboratori illustri, non mancarono nemmeno allora firme prestigiose: Francesco Maggini, Guido Mazzoni, Aldo Francesco Massèra, Luigi Pernier, Elena Wieruszowski e ancora Pio Rajna. Nel 1946, alla ripresa delle pubblicazioni, forzatamente sospese nel biennio '44-45, la rivista si trovò a dover affrontare un periodo di crisi, dovuto alla necessità di allinearsi, anche con un ricambio generazionale, al radicale mutamento intervenuto nel panorama storiografico, che investì anche la storia locale avviandola ad un eccezionale revival. La 'svolta' iniziò nel 1961 col fascicolo speciale dedicato al Centenario dell'Unità d'Italia, il primo ad essere curato da un comitato di redazione. Nelle Parole del nuovo direttore si enunciava decisamente l'intenzione di superare i confini, sia cronologici che metodologici e tematici stabiliti dagli immediati predecessori (nel '70 usciva il fascicolo Antifascismo e resistenza in Valdelsa, che accoglieva anche le testimonianze dei protagonisti) e si esprimeva la speranza di riattivare la collaborazione coi docenti universitari specialmente di Firenze e di Siena. E la speranza non andò delusa tanto che perfino un accademico dei Lincei, Giacomo Caputo, accettò di far parte della redazione della rivista. Si é potuto così, da un lato, aprire sempre di più la rivista ai giovani più promettenti; dall'altro, ritrovare una serie di collaboratori illustri (ad es. Vittore Branca, Raffaello Ramat, Guido di Pino, Giuseppe Petronio, Giuseppe Vecchi, Carlo Pellegrini, Ernesto Sestan, Giorgio Spini, Kurt von Fischer, Zoltàn Rozsa) le cui firme compaiono soprattutto in alcuni fascicoli speciali, che si è continuato a pubblicare sull'esempio di quello del 1913, Studii su Giovanni Boccaccio, che fu il capolavoro del Bacci direttore. Ancora sull'esempio, e con le stesse motivazioni, della sua Raccolta di studi e testi valdelsani, iniziata nel 1901 e purtroppo interrottasi, col VI volume, nel 1910, si è inaugurata nel 1977, anche per la sollecitazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli, la «Biblioteca della "Miscellanea Storica della Valdelsa"», che si avvale della consulenza di un autorevole Comitato scientifico. La «Miscellanea», avendo preferito seguire una linea che privilegia la riflessione e l'elaborazione storica, non é mai stata, invece, affiancata da una collana di fonti, anche se i documenti pubblicati integralmente per la prima volta (fra cui alcuni statuti di varie epoche e tipologie) potrebbe dar luogo ad un codice diplomatico valdelsano - come sottolineava Michele Cioni già nel 1902. In oltre cento anni di attività, per di più attraversati da due guerre mondiali e da un ventennio di regime dittatoriale, erano inevitabili momenti di 'caduta', che si possono rilevare scorrendo le annate della rivista: ad es. alcune lacune per quanto riguarda l'alto medioevo e i secoli XVII e XVIII. Comunque, in questo lungo periodo, marcato da profondi mutamenti nelle tendenze della storiografia, «Miscellanea», pur nella fedeltà al programma originario, è riuscita a stare al passo coi tempi e a farsi apprezzare nel panorama culturale non solo italiano come attesta il 'cambio' con numerosi periodici anche stranieri. CIONI, Notizie della "Società Storica della Valdelsa", «Miscellanea Storica della Valdelsa» (d'ora in poi «MSV»), X (1902), 3, pp. 5-11. SESTAN, L'erudizione storica in Italia, in Cinquant'anni di vita intellettuale italiana 1896-1946. Scritti in onore di Benedetto Croce per il suo ottantesimo anniversario, a cura di C. MATTIOLI, II, Napoli 1950, ora anche in ID., Scritti vari, III, Storiografia dell'Otto e Novecento, a cura di G. PINTO, Firenze 1991, pp. 3-31. SESTAN, Origini delle società di storia patria e loro posizione nel campo della cultura e degli studi storici fino ad oggi, in Atti del primo convegno delle Società storiche toscane (Pistoia, 15 maggio 1976), Pistoia 1977, pp.17-27, ora anche in ID., Scritti vari cit., III, pp. 107-140. GENSINI, I novant'anni della nostra presenza nella cultura italiana, «MSV», L # # (1983), 2-3, pp. 101-111. ID., Orazio Bacci: la sua Società e la sua rivista, in Orazio Bacci. Un letterato valdelsano, Convegno di studio (Firenze-Castelfiorentino, 6-7 novembre 1987), «MSV», XCV (1989), 1-2, pp. 43-82. ID., Intervento alla Tavola rotonda "Le Deputazioni e Società di Storia Patria: situazione attuale e prospettive", estr. da Atti del convegno 2-5 dicembre 1987, L'Aquila, Deputazione di Storia Patria negli Abruzzi, s.d., pp. 181-186. ID., La Società Storica della Valdelsa e la sua «Miscellanea», in Il contributo delle Società Storiche Toscane allo sviluppo della storiografia regionale nell'ultimo secolo, Convegno di studi (Castelfiorentino, 23-25 aprile 1994), «MSV», CI (1995), 2-3, pp. 139-163.

La centralità della posizione all’interno della Toscana fu un fattore che rese la Valdelsa una delle aree strategiche e ...
09/06/2026

La centralità della posizione all’interno della Toscana fu un fattore che rese la Valdelsa una delle aree strategiche e di maggiore importanza politica della regione e in cui rilevante fu lo sviluppo economico, a partire soprattutto dall’XI secolo. Qui intervennero i maggiori poteri che fecero la storia toscana: dai marchesi alle principali famiglie comitali, ai vescovi di Volterra, Siena, Firenze ai Comuni di quelle stesse città e, più marginalmente, di Pisa e di Lucca. Marchesi, conti e vescovi promossero una politica di controllo territoriale incentrata sulla fondazione prima di badie, poi di castelli. Accanto alla feudalità maggiore e spesso in collegamento con queste, alcune famiglie signorili espressero il loro potere in ambiti più ristretti ma adottando gli stessi metodi. Nel XII secolo la geografia del potere in Valdelsa fu complicata, e non poteva essere diversamente, dall’intervento imperiale che ebbe in Poggibonsi e in San Miniato due caposaldi essenziali.
Alla vivacità dell’esperienze politiche aveva fatto da contrappunto l’espansione economica, dei cui inizi ben poco sappiamo ma che è chiaramente denunciata dalla nascita e sviluppo delle numerose “città in miniatura“, fenomeno che, se caratterizzò la Toscana centrale, ebbe in Valdelsa la sua area privilegiata, come attestano le “terre“ di San Miniato, San Gimignano, Poggibonsi, Colle e, in tono minore, Empoli, Certaldo, Castelfiorentino, Casole. Le origini di questi centri sono da collocare tra la seconda metà del X e la fine dell’XI secolo. L’intenso sviluppo dei secoli centrali del Medioevo, unito al cambiamento delle strutture dell’habitat insediativo, in conseguenza probabilmente a un diverso sfruttamento delle risorse agricole e alla crescita e diversificazione delle produzioni artigianali, fece emergere una nutrita serie di ‘castra’ (Barberino, Gambassi, Montaione, Monteriggioni, San Donato in Poggio, Staggia) le cui popolazioni dettero vita a ben organizzate comunità rurali, capaci di porsi quali centri di riferimento amministrativo di più o meno vasti distretti e di esercitare un potere di coordinazione territoriale – sebbene per un breve periodo – relativamente autonomo, come ben dimostra Antonella Duccini esaminando il caso di Gambassi.

O. Muzzi, ‘Presentazione’, in A. Duccini, ‘Il castello di Gambassi. Territorio, società, istituzioni (secoli X-XIII)’, Castelfiorentino, Società Storica della Valdelsa, 1998 (Biblioteca della “Miscellanea Storica della Valdelsa”, 14), p. 7.
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‘La Valdelsa a volo d’uccello’ acquerello di Massimo Tosi

Il giorno 24 del mese di maggio dell’anno 2025, nella Sala del Centro Civico “Le Granaglie” di San Gimignano (Piazzale M...
13/05/2026

Il giorno 24 del mese di maggio dell’anno 2025, nella Sala del Centro Civico “Le Granaglie” di San Gimignano (Piazzale Martiri di Montemaggio, 2), alle ore 9,00 in prima convocazione e alle ore 10,00, in seconda convocazione, è convocata l’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI della Società Storica della Valdelsa, per discutere il seguente ordine del giorno:
1. Approvazione verbale seduta precedente.
2. Relazione della Presidente sullo stato dell’arte delle attività e sulle novità del passaggio della Società al Terzo Settore.
3. Relazione del Direttore della Miscellanea storica della Valdelsa.
4. Approvazione del Bilancio consuntivo 2025.
5. Approvazione del Bilancio preventivo 2026.
6. Ricordo del Tesoriere Renio Rosi.
7. Nomina di nuovi consiglieri.
8. Varie ed eventuali

08/05/2026
La videoregistrazione della conferenza di presentazione di "Raccontiamoci. Laboratorio di memorie" poggibonsesi
07/05/2026

La videoregistrazione della conferenza di presentazione di "Raccontiamoci. Laboratorio di memorie" poggibonsesi

Martedì 05 Maggio 2026, ore 16.30, Sala Superiore Accabì - Poggibonsi. Società Storica della Valdelsa, in collaborazione con "Insieme" Centro Socio Culturale...

Poggibonsi si racconta.  Con una grande partecipazione di pubblico, sono state presentate ieri, 5 maggio, all'HB le inte...
06/05/2026

Poggibonsi si racconta.

Con una grande partecipazione di pubblico, sono state presentate ieri, 5 maggio, all'HB le interviste effettuate negli scorsi mesi sulla vita sociale della città negli anni Sessanta e Settanta: la nascita di nuovi servizi pubblici in campo sociale e sanitario, i nuovi gruppi politici emersi attorno al Sessantotto, le nuove forme di consumo e di associazionismo culturale, religioso e sportivo. Si tratta del progetto “Raccontiamoci”, promosso dalla Società Storica della Valdelsa e dal Centro Sociale Anziani, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Poggibonsi.

Più nello specifico, le interviste hanno affrontato i seguenti temi:

La nascita del primo Centro di Assistenza Sociale in via C. Marmocchi - a cura di Anna Pianigiani

Il Consorzio Socio-Sanitario e la riforma del Servizio Sanitario Nazionale - a cura di Bruno Petri

La trasformazione di un nuovo quartiere: il caso del Borgaccio - a cura di Alessandro Bartalesi

I movimenti politici della Sinistra post ’68 - a cura di Mauro Valiani

Il Circolo UDI ed il femminismo - a cura di Anna Maestrini

La singolare e stimolante esperienza del Teatro di Strada - a cura di Patrizia Vannini

Il nuovo consumo musicale giovanile - a cura di Riccardo Cilemmi

La Milarepa, prima libreria a Poggibonsi - a cura di Fabio Donzelli

Il vivace Circolo Culturale Galileo Galilei - a cura di Riccardo Cilemmi

L’innovativa esperienza della ‘Chiesina’ - a cura di Patrizia Vannini

L’Azione Cattolica nelle parrocchie di Poggibonsi e non solo - a cura di Mario Becattelli

La scoperta della Pallavolo e lo sport sociale - a cura di Giuliano Fontani

Con profondo dispiacere la Società Storica della Valdelsa partecipa al dolore della moglie, Carla, dei figli, Elìa e Ari...
01/05/2026

Con profondo dispiacere la Società Storica della Valdelsa partecipa al dolore della moglie, Carla, dei figli, Elìa e Arianna, e della nipote, Aurelia, per la scomparsa del caro Renio.
Consigliere fin dal 2014, Renio è stato il fidato e scrupoloso tesoriere della nostra Società a cui tutti ci rivolgevamo con la sicurezza di trovare una persona sempre disponibile ad accogliere le richieste che di volta in volta gli rivolgevamo. Fin dalla presidenza di Fabio Dei, Renio aveva assunto il ruolo di tesoriere rivelandosi un punto di riferimento fondamentale per l’assetto organizzativo della Società, contribuendo in prima persona a stabilizzare e potenziare la gestione economico-finanziaria dell’associazione. Originario di Castelfiorentino e profondamente legato al territorio, Renio ha prestato fino all’ultimo le proprie competenze con autentico spirito di servizio. Immancabile ai Consigli Direttivi e alle varie iniziative, ha accompagnato l’associazione fino al passaggio al Terzo Settore offrendo con generosità consigli e raccomandazioni. L’intera Società Storica della Valdelsa esprime profonda gratitudine per il tempo e la competenza donatici da Renio.

Indirizzo

Via Tilli, 41
Castelfiorentino
50051

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