Mirco Francioso

Mirco Francioso Attivista ribelle, padre guerriero, difensore della biodiversità. Voce di chi non può gridare. Combatto con coerenza, a muso duro, ma sempre aperto al dialogo.

Istinto, verità e libertà sono il mio credo.
© Mirco@77 Mirco Francioso - Appassionato amante dei rettili e un fervente sostenitore dei diritti degli animali. La mia passione per questi straordinari esseri viventi mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze e ad impegnarmi attivamente nella loro tutela. Da anni dedico il mio tempo e le mie energie a proteggere la biodiversità , con un focus p

articolare sulla conservazione delle specie a rischio. Credo fermamente che ogni creatura, grande o piccola, abbia un ruolo fondamentale nel nostro ecosistema, e mi impegno a garantire che le future generazioni possano continuare ad ammirare la bellezza della natura. Il mio lavoro non si ferma all'allevamento etico e responsabile di rettili. Collaboro con diverse organizzazioni per promuovere la sensibilizzazione e l'educazione ambientale, con l'obiettivo di creare un mondo più rispettoso e consapevole. La mia missione è ispirare altri a prendersi cura del nostro pianeta e a valorizzare la meravigliosa diversità che lo popola. Benvenuti nel mio viaggio affascinante e ricco di avventure nel mondo dei rettili e della conservazione della natura. 🌍🐍

Questa immagine descrive la gabbia invisibile in cui la società tenta di rinchiuderci tutti. I palazzoni grigi sono la m...
11/06/2026

Questa immagine descrive la gabbia invisibile in cui la società tenta di rinchiuderci tutti. I palazzoni grigi sono la massa: uniforme, prevedibile, sempre pronta a puntare il dito dalla finestra e a pretendere ke tu ti adegui alle regole del gruppo. La casa colorata in mezzo alla natura è lo spazio dell'individuo ke difende la propria indipendenza.

La società moderna impone costantemente di scegliere una fazione: maschi contro femmine, una bandiera politica contro l'altra. Una totale finzione utile solo a distruggere il pensiero critico.

Xké le persone non sono categorie da salotto. Non contano le etichette ideologiche, il finto buonismo o i pregiudizi ke calpestano le esistenze, dalle storture negli affidamenti dei minori fino alle barriere del razzismo o dell'omofobia. Uomo o donna, bianco o nero, esiste solo l'individuo. E ogni individuo merita rispetto in quanto persona, punto.

La coerenza non cerca l'applauso della folla e ti costringe a subire il giudizio di chi sta alla finestra senza mai comprendere la complessità del mondo reale. Chi ha bisogno del consenso del gruppo per sentirsi qualcuno, spesso nasconde solo un grande vuoto interiore.

Difendere la propria identità fuori dal coro è l'unico modo per rimanere umani in mezzo al grigio del conformismo. Chi si accontenta delle risposte facili e preconfezionate della massa, della vita vera non ha capito niente.

Ci hanno convinti ke per valere qualcosa in questo mondo si debba esibire l'ultimo modello di macchina, il vestito firma...
10/06/2026

Ci hanno convinti ke per valere qualcosa in questo mondo si debba esibire l'ultimo modello di macchina, il vestito firmato o il conto in banca. Una farsa totale. La massa è tutta uguale: uniforme, prevedibile e vuota.

Ciò ke ci distingue davvero dagli altri non è l'abito ke indossiamo o quanto guadagniamo alla fine del mese. La vera differenza la fa la sensibilità, quella vera, ke si vede nei gesti ke non portano nessun profitto e nessun applauso.

Guardate questa foto. Mani segnate dal lavoro vero ke si fermano in mezzo al cemento per offrire un goccio d'acqua a una piccola creatura, usando un semplice tappo di plastica. Un gesto ke x molti non vale nulla, ma ke dimostra una comprensione superiore della vita.

L'empatia non è una debolezza, è una forza biologica. Significa accorgersi del mondo reale ke si muove sotto i nostri piedi, mentre la maggior parte della gente cammina distratta e indifferente. Siamo circondati da persone perfette all'apparenza, ma con il deserto dentro.

Io preferisco chi si abbassa, chi si sporca le mani e chi rispetta la vita in ogni sua forma, senza filtri e senza ipocrisie. Il vero valore di un individuo è un'architettura interna ke nessun denaro potrà mai comprare.
© Mirco@77

Il polpo ha mezzo miliardo di neuroni e nessuna spina dorsale. La cornacchia grigia ne ha un miliardo e mezzo — compress...
09/06/2026

Il polpo ha mezzo miliardo di neuroni e nessuna spina dorsale. La cornacchia grigia ne ha un miliardo e mezzo — compressi in un cervello che pesa appena 10 grammi. E con quei 10 grammi fa cose ke i primati impiegano anni a imparare.

Smettiamola con l'arroganza di valutare l'intelligenza della natura in base alla taglia. La cornacchia ke vedete sul cassonetto non sta cercando rifiuti per caso. Vi sta valutando.

Guardiamo i fatti, quelli ke la scienza ha dimostrato:

FABBRICA STRUMENTI: Se le serve del cibo in un tubo, prende un filo metallico e lo piega a uncino. Modella i rametti x raggiungere le larve nei buchi. Non imita: progetta la soluzione x quel problema specifico.

HA AUTOCONSAPEVOLEZZA: I corvidi superano il test dello specchio. Riconoscono il proprio corpo nel riflesso e si puliscono i segni sul piumaggio ke vedono solo attraverso il vetro.

PIANIFICA IL FUTURO: Nasconde il cibo in decine di punti diversi, ma se si accorge ke un altro corvo la osserva, cambia subito nascondiglio. Sa identificare il sospetto dell'altro e agisce di conseguenza.

RICONOSCE I VOLTI E TRAMANDA LA MEMORIA: In un famoso esperimento universitario, le cornacchie sottoposte a una cattura temporanea da parte di ricercatori con una maschera sul viso non hanno mai dimenticato quel volto. Per anni hanno continuato a lanciare segnali di allarme contro chiunque la indossasse, e hanno insegnato ai loro figli a riconoscere quell'esatto pericolo.

Il segreto è nella densità neuronale: contiene più neuroni per grammo di quasi tutti i primati. Non serve un cervello grande, serve un cervello denso.

Ricordatevelo quando incrociate il loro sguardo sulle nostre montagne o in città. Loro si ricorderanno di voi.
© Mirco@77

Il cane ti ama x fedeltà, il gatto ti ama solo se sei libero quanto lui. Chi nn capisce la differenza, nn capirà mai un ...
06/06/2026

Il cane ti ama x fedeltà, il gatto ti ama solo se sei libero quanto lui. Chi nn capisce la differenza, nn capirà mai un gatto.

I NUMERI NON MENTONO. LA GENTE, SPESSO SÌ.L'immagine ke circola in rete pone una domanda semplice, quasi disarmante nell...
06/06/2026

I NUMERI NON MENTONO. LA GENTE, SPESSO SÌ.
L'immagine ke circola in rete pone una domanda semplice, quasi disarmante nella sua brutalità: ki maltratta gli animali dovrebbe finire sui giornali con nome e foto?
Prima di rispondere, fermati un secondo. Metti giù l'emotività da tastiera e guarda i numeri. Quelli veri, nn quelli ke fanno comodo.
Nel 2024, ogni singolo giorno, le Procure italiane hanno aperto circa 22 fascicoli x reati a danno di animali. Quattordici indagati al giorno, tutti i giorni, trecentosessantacinque giorni l'anno. Stiamo parlando di una carneficina silenziosa, quotidiana, ke nn fa notizia xké nn è abbastanza "scenografica" x i telegiornali delle 20.
E il maltrattamento nn è in calo. Rispetto al 2023 registra un aumento dell'11,13%, con 1.506 indagati. 11% in più. Come se ogni anno alzassimo leggermente l'asticella della nostra capacità di fare del male a ki nn può risponderci.
Gli animali maltrattati in Italia sotto tutela nel 2024 sono stati oltre 274.000, tra soccorsi e accuditi: un aumento del 55% rispetto all'anno precedente. 274.000. Hai letto bene. Nn stiamo parlando di qualke caso isolato ke finisce sui social x raccogliere like indignati. Stiamo parlando di un sistema.

Allora torno alla domanda dell'immagine: è giusto pubblicare nome e foto di ki maltratta?
Rispondo con un'altra domanda: lo facciamo già x altri reati?
Il pedofilo condannato finisce sui giornali. Il rapinatore condannato finisce sui giornali. Il truffatore d'azienda condannato finisce sui giornali. Ma l'uomo ke ha tenuto un cane incatenato x dieci anni, senza acqua e al sole di luglio — lui no. Lui resta nell'ombra. Lui riceve una multa ke a volte nn paga nemmeno.
La Legge Brambilla, entrata in vigore l'estate scorsa, ha cambiato qualcosa: uccisione di animali fino a 4 anni di reclusione, maltrattamento fino a 2 anni con multa fino a 30.000 euro, divieto assoluto della catena in tutta Italia. È un passo. Nn è abbastanza, ma è un passo.
E c'è di più. Con la nuova legge la sentenza sarà resa pubblica, con la conseguente pubblicazione dei nomi dei condannati. Quindi la risposta alla domanda posta dall'immagine è: sì, e lo prevede già la legge. Almeno x i condannati in via definitiva.

Ma qui sta il punto ke nessuno vuole affrontare davvero.
Ki maltratta un animale nn è sempre il mostro cinematografico col coltello in mano. Spesso è il vicino di casa ke lascia il cane sul balcone tutto l'inverno. È il contadino ke considera le proprie galline "roba sua" da fare a pezzi quando vuole. È il ragazzino ke cresce in un contesto dove l'animale vale quanto un oggetto rotto da buttare.
Dal 2005 al 2024 sono stati avviati complessivamente circa 112.000 procedimenti x uccisioni, maltrattamenti, combattimenti illegali e spettacoli cruenti. I delitti contro gli animali compaiono nei registri giudiziari fino a 380 volte meno rispetto ai delitti contro il patrimonio.
Trecentottanta volte meno. Questo è il peso ke diamo alla vita di un essere ke nn parla, nn vota, nn paga le tasse.

Pubblicare nomi e foto? Sì. Ma nn basta. Le norme penali, da sole, nn bastano. Servono controlli, strutture adeguate, risorse x i servizi veterinari, collaborazione con i territori.
La vergogna pubblica è uno strumento. Ma uno strumento nn costruisce una coscienza civile. E senza quella, tra dieci anni staremo ancora qui a condividere immagini su giornali finti generati dall'AI, chiedendoci se è giusto fare quello ke già la legge ci consente di fare.
La risposta vera nn sta sui giornali. Sta in ke tipo di esseri umani decidiamo di essere ogni mattina, prima ancora di accendere il telefono.
© Mirco@77

A Pordenone vogliono ammazzare una cornacchia xké difende i figli. E noi chiamiamo questo civiltà.Un tiglio in via Damia...
05/06/2026

A Pordenone vogliono ammazzare una cornacchia xké difende i figli. E noi chiamiamo questo civiltà.

Un tiglio in via Damiani. Un nido. Una madre ke protegge i suoi piccoli come farebbe qualsiasi essere vivente su questa terra.

Da aprile, la cornacchia si lancia in picchiata sui passanti, qualcuno ha riportato graffi e ferite alla testa.  Un’anziana, la più esposta, ha avuto momenti brutti. Nn lo nego. È una situazione scomoda, nn la minimizzo.

Ma la risposta del sindaco Alessandro Basso? Un’ordinanza ke autorizza il “prelievo selettivo eutanasico” — parola complicata x dire: la ammazziamo. 

Fatemi capire bene. Nel nido ci sono i piccoli. Uccidi la madre e condanni anche loro.  Quindi nn stai risolvendo un problema, stai creando una strage silenziosa. Benvenuti nell’Italia del 2026, dove un uc***lo ke fa la mamma diventa un caso di ordine pubblico.

La cornacchia ha evitato sistematicamente ogni trappola. È più furba del Comune.  E questo, oggettivamente, fa quasi ridere — se nn ci fosse da piangere.

La LAV propone sagome dissuasive, delimitazione dell’area, comportamenti prudenti.  La soluzione più radicale ke suggerisce? Un ombrello. Sì, un ombrello. Aspettare qualche giorno xké i piccoli lascino il nido — e tutto finisce da solo. 

Ma è più semplice prendere un fucile.

Noi umani continuiamo ad invadere ogni angolo di natura rimasto, betonando, tagliando, inquinando — e poi ci stupiamo se un animale selvatico osa difendere i propri cuccioli a due metri da casa nostra. La cornacchia nn ha letto il codice civile. Sa solo ke quei piccoli devono sopravvivere.

E lei, a modo suo, sta facendo il suo mestiere meglio di quanto lo faccia molta gente ke conosco.

© Mirco@77

In un certo senso… come dargli torto!!!
04/06/2026

In un certo senso… come dargli torto!!!

03/06/2026
Pipistrello: mani n**e, buone intenzioni. Condanna a morte.Trovarlo lì, a terra, di giorno, fa scattare qualcosa. Un rif...
30/05/2026

Pipistrello: mani n**e, buone intenzioni. Condanna a morte.

Trovarlo lì, a terra, di giorno, fa scattare qualcosa. Un riflesso antico — quello ke ti fa avvicinare, allungare la mano, voler fare qualcosa. È umano. Lo capisco. Ma è esattamente in quel momento, in quei primi cinque minuti di buone intenzioni, ke la maggior parte delle persone trasforma un animale in difficoltà in un animale condannato.

E la cosa ke mi fa incazzare di più? Lo fanno xké vogliono aiutare.

Un pipistrello a terra di giorno nn è stanco. Nn si è addormentato nel posto sbagliato. È in crisi — ferito, malato, disorientato, oppure è un cucciolo caduto dalla colonia. In ogni caso, quello ke hai davanti è un animale protetto dalla legge, con una biologia precisa, con esigenze ke nn si improvvisano. E il modo in cui reagisci tu, adesso, determina se sopravvive o no. Nn il veterinario. Nn il CRAS. Tu, adesso.

La prima cosa ke fa quasi chiunque è allungare la mano a pelle nuda x raccoglierlo. Sembra la cosa più naturale del mondo. È un errore ke può costare caro — a lui e a te. I chirotteri europei, incluse le specie ke troviamo comunemente in Sicilia, possono essere portatori di lyssavirus, un virus appartenente alla famiglia della rabbia, trasmissibile tramite morso o graffio. Un pipistrello stressato, spaventato, a terra di giorno, morde in autodifesa. Ed è veloce. Tu nn lo vedi arrivare.

Il rischio in termini assoluti è basso. Ma i casi senza trattamento post-esposizione hanno esito mortale. Nn è una cosa ke si affronta con "vabbè tanto nn mi ha quasi graffiato." Si affronta con guanti spessi o un panno doppio — e basta. Due secondi di precauzione ke cambiano completamente il quadro.

Istinto numero due: metterlo al caldo, sotto una lampada, in un posto luminoso, magari sul balcone al sole "ke si riposi". Sbagliato in ogni singolo dettaglio. I pipistrelli sono animali notturni, abituati al buio e a temperature moderate. Metterli sotto stress termico e luminoso nn li aiuta a riprendersi — li destabilizza ulteriormente.

Il contenitore giusto è una scatola di cartone — nn una gabbia, nn un acquario — con piccoli fori x l'aria, carta assorbente sul fondo, e una bottiglia d'acqua calda avvolta in un panno posizionata su metà della scatola, in modo ke l'animale possa spostarsi verso la zona più fresca se ne ha bisogno. Al buio. In un posto tranquillo. Lontano dai cani, dai gatti, da qualsiasi animale domestico ke rappresenta una fonte di stress ulteriore. Poi chiami il CRAS più vicino e aspetti le loro istruzioni — senza improvvisare nient'altro.

L'errore ke trovo più difficile da perdonare — nn alle persone, al sistema di informazione ke nn educa — è il latte. "È piccolo, è debole, gli do un po' di latte x idratarlo." No. Il latte, in qualsiasi forma, causa gastroenterite grave e nella maggior parte dei casi mortale nei chirotteri. Nemmeno ai cuccioli. Nemmeno in piccole quantità. Nemmeno "solo x questa volta."

Se vuoi fare qualcosa di concreto nell'attesa ke arrivi qualcuno competente, l'unica cosa ke puoi somministrare è qualche goccia d'acqua su un panno umido — avvicinato delicatamente alla bocca, senza forzare nulla. Fine. Tutto il resto è danno.

Tra giugno e luglio capita spesso di trovare cuccioli. Uno-due centimetri, quasi nudi, completamente indifesi. Prima di portarli immediatamente al CRAS, c'è un passaggio ke vale la pena tentare: il ricongiungimento con la madre. Metti il cucciolo vicino all'ingresso della colonia al tramonto. Le madri dei chirotteri hanno un legame e un sistema sensoriale talmente sviluppato ke riconoscono il loro piccolo anche tra decine di altri. Se nn ci sono traumi evidenti e il cucciolo è vitale, la madre lo recupererà.

È un passaggio ke molti saltano xké nn lo sanno. Ed è un passaggio ke, quando funziona, evita un cucciolo in cattività, un posto al CRAS occupato inutilmente, e soprattutto restituisce all'ecosistema un animale ke appartiene lì — nn in una struttura di recupero.

Lo dico xké so ke molti minimizzano. "Bah, nn ha quasi fatto nulla." Vai all'ASL. Subito. La profilassi post-esposizione al lyssavirus è efficace se tempestiva. Se aspetti, perde efficacia. Se ignori, stai giocando con qualcosa ke nn si gioca. Nn serve il panico — serve la profilassi.

Il pipistrello ke hai trovato a terra ha lavorato tutta la notte sopra la tua testa. Ogni notte. Mangiando zanzare, falene, insetti ke tu nn vedi e ke nn vorresti vedere. Un singolo esemplare consuma migliaia di insetti a notte. Le colonie ke abitano i centri storici, i tetti vecchi, i campanili — quelle ke molti vogliono "togliere di mezzo" — sono parte di un equilibrio ke regge silenzioso da millenni.

Quando lo trovi a terra, nn è il momento delle emozioni. È il momento della competenza. Xké l'ignoranza nn è un reato — ma quando uccide, uccide lo stesso.

27/05/2026

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