Happy Hour

Happy Hour associazione no profit In quest’ottica nasce HAPPY HOUR, traduzione letterale “Ora felice”, ma comunemente definita “momento d’incontro informale ”.

IL CONCETTO DI "HAPPY HOUR"
Il concetto di qualità della vita comprende aspetti immateriali quali: percezione dello stato di salute dell’individuo, delle sue relazioni sociali e della qualità dell’ambiente naturale in cui vive, oltre che il mero benessere soggettivo collegato alla logica del consumo. Il suo fulcro è per promuovere l’incontro e la collaborazione fra i cittadini, ma ad essa si colle

gano e aggiungono altre iniziative di promozione sociale, territoriale, culturale e dei diritti umani. La costituzione di questa associazione nasce con la volontà di creare un percorso di vita originale che prevede relazioni con il prossimo e con l’ambiente circostante come elemento indispensabile per un miglioramento della qualità della vita, e coinvolge salute, relazioni sociali, integrità ecologica, giustizia economica e sociale, democrazia. L'Associazione, ispirandosi ai principi della Costituzione Italiana e della Legislazione Europea, si muove su campi di intervento dei i settori tradizionali e nuovi dell'associazionismo culturale, sportivo, ricreativo, ambientalistico, educativo, di volontariato, ecc. In particolare “HAPPY HOUR” è un’associazione costituita, apolitica, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, ed ha come finalità:
1) la promozione di uno sviluppo sociale, civile, culturale ed economico del territorio;
2) la salvaguardia ed il rispetto dei diritti umani;
3) il rispetto, la difesa e la promozione dell'ambiente ed il suo sviluppo sostenibile;
4) la cura del territorio;
5) la promozione dell’incontro tra diverse generazioni, culture, origini (altri paesi, altre generazioni, altri ambienti naturali);
6) l'affermazione dei valori di solidarietà, convivenza e coesione sociale;
7) la promozione dello sport come cultura di sviluppo delle personalità e della vita di relazione;
8) la riqualificazione delle zone rurali anche attraverso il miglioramento della qualità delle condizioni di vita delle popolazioni residenti;
9) la diffusione di metodi e tecnologie innovative, rispettosi dell’ambiente e della protezione dello spazio naturale, dell’igiene e del benessere degli animali, per migliorare la qualità e la competitività dei prodotti e dei servizi;
10) la valorizzazione delle produzioni locali, con particolare attenzione a quelle a basso impatto ambientale;
11) il miglioramento delle possibilità di impiego e di autoimpiego con priorità per alcune categorie specifiche, quali i giovani, le donne, ed altre categorie svantaggiate;
12) la valorizzazione, anche a fini turistici, delle risorse naturali e culturali.
13) la tutela dei diritti dei consumatori e dei fruitori di servizi dati da aziende privati e da enti;
14) L’impianto e la gestione di una “Banca del Tempo (e delle Ore)” per la promozione di un equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”. L’idea fondante della Banca è quella di strutturare la rete di aiuto reciproco esistente in ogni territorio e ha l’obbiettivo di favorire lo sviluppo di una comunità più solidale; costituisce inoltre una preziosa occasione di crescita, di inclusione sociale e “arricchimento” per le persone che decidono di parteciparvi. Si tratta di un istituto di credito particolare, dove non si deposita denaro né si riscuotono interessi, ma ognuno si rende disponibile a scambiare prestazioni con gli altri, utilizzando il tempo come unità di misura. Il suo intento:
Rivalutare la potenzialità ed il valore di persone che normalmente non partecipano attivamente alla vita sociale in quanto non inserite nei meccanismi costruiti dalla società contemporanea, ma che in realtà sono più degli altri una fonte di sapere, di esperienza e di capacità nello svolgere le più svariate attività. Ricreare i rapporti di buon vicinato, migliorando la qualità della vita e considerando l'altro non più come un estraneo, ma come un potenziale amico. Agevolare l’incontro fra persone disponibili ad offrire gratuitamente parte del loro tempo per attività di cura, custodia ed assistenza, e soggetti e famiglie in condizioni di bisogno. Creare un equilibrio fra i tempi dedicati alla famiglia ed il lavoro, soprattutto in caso di particolari esigenze e/o disagi. Valorizzare le capacità e il sapere, le tradizioni e le culture diverse, al fine di promuovere un'economia basata sulla solidarietà e non sul consumismo e sulle regole di mercato. Recuperare i rapporti sociali di reciprocità e di solidarietà. Favorire l'incontro e lo scambio nei confronti di persone, che non hanno una rete di supporto familiare o che hanno un'origine e una cultura diversa dalla propria. Soddisfare bisogni che non possono essere risolti causa difficoltà economiche oppure organizzative o ancora legati ad ambiti di realtà personale. Le modalità tecniche di svolgimento di tali compiti della banca sono demandati ad un apposito Regolamento Interno, la cui distribuzione sarà compito del Consiglio Direttivo.
15) diffusione dell’etica dell’ aiuto reciproco per affrontare le difficoltà causate da problemi economici, fisici, familiari, psicologici o sociali e pianificazione di progetti ed iniziative volte ad ottenere dei benefici ed un miglioramento della qualità della vita a persone in condizione di disagio. ( l’aiuto è rivolto sia ai soci attraverso la banca, sia a terzi attraverso iniziative territoriali)
HAPPY HOUR, pertanto, promuoverà e realizzerà le seguenti attività:
1. studio e realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo sostenibile del territorio ;
2. iniziative miranti a promuovere lo sport come strumento educativo e di mediazione culturale. Attività di formazione alla convivenza e alla socializzazione attraverso la pratica sportiva;
3. studio e realizzazione di interventi di aiuto a persone in condizioni di disagio;
4. studio e realizzazione di programmi per la promozione dei diritti umani, sociali e civili e contro ogni fenomeno di esclusione sociale e di emarginazione; per la promozione dei diritti dell'infanzia; per la promozione della pari opportunità e dei diritti di ogni cittadino, per la promozione dei diritti degli anziani;
5. studio e realizzazione di programmi per l'affermazione dei diritti sociali, civili, politici e culturali;
6. studio e realizzazione di progetti volti alla creazione e/o intensificazione di un collegamento più proficuo e concreto fra fruitori e fornitori di servizi (enti pubblici e privati);
7. iniziative finalizzate alla costruzione ed al rafforzamento di reti di coordinamento con l'Associazionismo;
8. formazione di volontari e collaboratori che, sulla base delle normative vigenti, possano essere impegnati nei programmi;
9. ricerche, studi, seminari, dibattiti e pubblicazioni sui temi inerenti lo scopo dell’associazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica;
10. organizzazione di iniziative e promozione di campagne nazionali e locali finalizzate alla raccolta di fondi a sostegno dei progetti e delle attività istituzionali dell'Associazione (fund raising);
11. progettazione, fornitura e costruzione di impianti, infrastrutture e servizi sportivi; e qualsiasi altra attività idonea al conseguimento delle finalità istituzionali dell’associazione. HAPPY HOUR, nel perseguimento delle finalità istituzionali, potrà progettare interventi finanziati da Enti locali, dallo Stato, dall'Unione Europea, da Organizzazioni Internazionali ed Istituzioni private, accettando i controlli periodici previsti e obbligandosi a presentare la documentazione che l'Ente erogante richiederà. Nel conseguire le finalità istituzionali verso i propri associati, L’Associazione potrà mettere in atto, nei loro confronti, tutti quei servizi strettamente complementari che comportino la organizzazione di iniziative culturali, sportive, turistiche, ricreative e d’intrattenimento in genere, compresa l’organizzazione di incontri, conferenze, seminari, manifestazioni, gare, tornei, spettacoli, feste sociali e simili, viaggi e soggiorni turistici, la somministrazione di alimenti e bevande ecc. L’Associazione potrà organizzare corsi di formazione per operatori nei settori attinenti gli scopi sociali e realizzare materiale editoriale ed audiovisivo. L‘Associazione, pur non avendo fini di lucro, potrà svolgere una attività commerciale, anche eventualmente offrendo servizi a non tesserati, purché strumentale al raggiungimento degli scopi sociali, in tal caso gli eventuali utili, al netto delle imposte previste dalle vigenti normative fiscali, andranno investiti nell’Associazione al fine di migliorarne l’efficienza e la qualità nello svolgimento delle attività istituzionali. Attraverso la Banca del Tempo e delle Ore verranno svolte varie attività che saranno riportate su un apposito documento di programmazione redatto dal Consiglio Direttivo e decise, modificate, incrementate o diminuite in base alle attività offerte dai soci. Genericamente si tratta di scambio di servizi dai più consueti, come i lavori di casa o altri lavori manuali, riparazioni varie, la cura degli animali e piante, lo scambio di saperi e informazioni, la condivisione di svaghi e culture, a quelli più insoliti e inconsueti;
12. programmi di conoscenza, scambio e collaborazione tra cittadini e culture diverse, in Italia e in rapporto a Paesi terzi;
13. Attraverso la Banca del Tempo e delle Ore verranno svolte varie attività che saranno riportate su un apposito documento di programmazione redatto dal Consiglio Direttivo Genericamente si tratta di scambio di servizi dai più consueti, come i lavori di casa o altri lavori manuali, riparazioni varie, ecc

16/12/2025

“GONFIABILI” E SOVRACCARICO SENSORIALE

Penso ai cosiddetti “gonfiabili”.
A quegli spazi colorati, con luci intermittenti e artificiali, rumorosi, apparentemente gioiosi, che vengono spesso proposti ai bambini e alle bambine come luoghi di “sfogo”, mentre per l’adulto rappresentano una promessa di pausa, di sollievo, di delega.

Ma ciò che appare come divertimento, dal punto di vista del bambino - soprattutto nella fascia 0–6 anni - è spesso tutt’altro.

Ciò che noi osserviamo come eccitazione motoria nei bambini e nelle bambine non coincide con il benessere e lo stato di felicità.
Un corpo che corre senza sosta, che salta, rimbalza, cade e si rialza in modo continuo, immerso in rumori, colori accesi, contatti imprevedibili, luci, richiami, musiche e voci, è un corpo che entra rapidamente in sovraccarico sensoriale ed emotivo.

Il sistema nervoso del bambino non è ancora in grado di filtrare, modulare, selezionare ed integrare gli stimoli senso-percettivi.
Tutto arriva insieme. Tutto, troppo velocemente, passa dal corpo.

Il battito accelera, il respiro si fa corto, il sudore aumenta.
L’ascolto si interrompe, l’appetito scompare, il tono emotivo oscilla tra crisi e urla di eccitazione.
Euforia e paura iniziano ad alternarsi senza che il bambino/a riesca a dare un senso a ciò che sta vivendo.

È come se il suo sistema percettivo fosse costantemente sollecitato oltre la soglia di tolleranza.
Troppi stimoli visivi.
Troppi stimoli uditivi.
Troppi stimoli tattili e vestibolari.
Troppi corpi che entrano nello spazio personale senza possibilità di scelta.

In questa condizione, il bambino e la bambina non si stanno “sfogando”.
Si stanno caricando!

Si carica di tensione muscolare, di eccitazione tonico-motoria non integrata, di confusione emotiva.
Si carica di una fatica invisibile che spesso emerge dopo: nel pianto improvviso, nella rabbia apparentemente immotivata, nella chiusura, nel rifiuto, nella difficoltà ad addormentarsi o a ritrovare calma.

Parlare di “sfogo” è una semplificazione adulta, poco rispettosa del funzionamento neuro-emotivo dell’infanzia.
Lo sfogo, per essere tale, richiede consapevolezza, scelta, integrazione.
Richiede un sistema nervoso maturo.

I bambini e le bambine, invece, hanno bisogno di contesti che li aiutino a co-regolarsi, non che li spingano oltre.
E spesso, in quell’‘oltre’, l’adulto non è presente e connesso. Non coglie la necessità di co-regolazione.
Non riconosce l’ulteriore stato di eccitazione che emerge dopo quel tempo definito sfogo.

I bambini e le bambine hanno diritto, come ogni persona, di trovare da sé le proprie modalità di movimento, di gioco, di scoperta.
Così come noi adulti non troviamo tutti ristoro nello stesso luogo o nella stessa attività, anche i bambini non possono essere condotti in spazi standardizzati e commerciali per “fare ciò che dovrebbero fare”.

A tutto questo si intreccia un’altra convinzione culturale profonda: l’idea che i bambini/e debbano essere costantemente animati, intrattenuti, occupati.
Come se non fossero capaci di creare gioco da sè.
Come se la noia e l’ozio fosse un pericolo.

E invece la noia è uno spazio neurobiologicamente fertile.
La noia non è vuoto.
È silenzio che prepara il pensiero.
È tempo che permette al sistema nervoso di abbassare l’attivazione e riorganizzarsi.
È il luogo in cui nascono il gioco spontaneo, la fantasia, l’immaginazione, la creatività autentica.

Quando un bambino/a non è sommerso dagli stimoli, può finalmente ascoltarsi.
Può ascoltare il corpo.
Può sentire cosa gli va di fare.
Può trasformare un gesto semplice in scoperta profonda.

Ogni azione che il bambino/a compie – giocare, saltare, cantare, osservare, mangiare, prendersi cura di sé, stare seduto in ascolto – è lavoro intellettivo complesso.
È integrazione sensoriale.
È costruzione di sé.

Forse, come adulti, il vero apprendimento che ci viene chiesto è questo: rallentare lo sguardo.
Tornare a meravigliarci.
Chiederci, con onestà: quando siamo al mare, sappiamo ancora ascoltare il rumore delle onde?
Quando piove, sappiamo fermarci ad ascoltare la pioggia sui vetri?

Il bambino e la bambina lo fanno.
Lo fanno naturalmente.
Lo vive con tutto il corpo.
E forse è proprio lì che ci sta indicando la strada.

Atelier della Pedagogista

16/12/2025

Mi chiamo Elio. Ho 67 anni, sono un termoidraulico specializzato, ora in pensione.

Per più di quarant'anni ho vissuto in cantine umide e cantieri polverosi. Ho posato chilometri di tubi, riparato caldaie e fatto in modo che nelle case della gente uscisse acqua calda dal rubinetto.

Nessuno mi ha mai chiesto in quale prestigiosa università mi fossi laureato. L'unica domanda era sempre e solo una: "Elio, per favore, riesci a far ripartire la caldaia prima che i bambini congelino stasera?"

Lo scorso autunno sono stato invitato alla scuola elementare di mia nipote, Viola, per la "Giornata dei Mestieri".

La stanza era piena di dottori, avvocati, un architetto e un ragazzo del settore IT con un computer portatile che costava quanto la mia vecchia auto. Io ero l'unico con la giacca da lavoro, quella blu, e le mani segnate da decenni di fatica.

Quando è arrivato il mio turno, mi sono alzato e ho detto: "Io non ho mai fatto l'università. Non ho 'pezzi di carta' appesi al muro. Ma ho contribuito a costruire le scuole dove studiate, le case di riposo per i vostri nonni e il municipio della nostra città. E quando nell'inverno del '96 saltò l'impianto di riscaldamento dell'Ospedale Civile, non c'era nessun manager in giacca e cravatta in corsia alle tre di notte. C'ero io, giù nel locale caldaie, con una torcia in bocca, a lavorare per garantire che i pazienti ai piani di sopra non restassero al freddo."

I bambini, che prima ridacchiavano un po', si sono zittiti.

Hanno iniziato a farmi domande vere: "Come si impara?", "Si guadagna bene?", "Ti sei mai scottato?" (Sì, e ho ancora la cicatrice sul braccio).

Dopo il suono della campanella, un ragazzino è rimasto indietro.
Magrolino, capelli rossi arruffati, un maglione un po' troppo grande per lui. Ha mormorato, quasi vergognandosi: "Mio papà fa il muratore. Molti ridono di lui perché torna a casa sporco di calce e non ha il diploma... Ma è l'unico della famiglia che sa costruire una casa da zero."

L'ho guardato dritto negli occhi e gli ho detto: "Ascoltami bene, ragazzo. Tuo padre è un eroe. Quando il tetto perde o un muro crolla, non serve a nulla chiamare un professore di filosofia. Serve un muratore. Serve tuo padre."

Il problema, qui da noi, è che parliamo dei lavori manuali come se fossero un piano B, un "rifugio" per chi non aveva voglia di studiare. Ma senza gli artigiani, l'Italia si ferma. A cosa serve il miglior ingegnere civile se non c'è nessuno che sappia impastare il cemento, posare i cavi o saldare i tubi?

Quattro anni dopo il diploma, alcuni hanno una laurea e magari cercano ancora uno stage non pagato. Altri hanno imparato un mestiere: hanno un lavoro sicuro, dignità, indipendenza economica e una competenza che servirà sempre, ovunque. Perché quando la caldaia si rompe a gennaio, nessuna laurea ti salverà. Ti salverà un tecnico.

Pochi giorni fa ho incontrato la madre di quel ragazzino al mercato rionale. Mi ha fermato e ha detto: "Forse non si ricorda di me, ma lei ha detto a mio figlio che fare l'artigiano è importante. Da quel giorno, il sabato mattina chiede di andare in cantiere con suo padre. Per la prima volta dopo anni, lo vedo fiero di qualcosa."

Ecco il punto: il rispetto cambia la vita. Non si tratta solo di tubi o mattoni. Si tratta di orgoglio. Di senso. Di creare qualcosa che resta, molto dopo che hai finito il turno.

Perciò, smettiamola di chiedere ai giovani solo: "A quale facoltà ti iscriverai?".

Chiediamo anche: "Quale strada vuoi percorrere?".

E se un ragazzo risponde: "Voglio fare il falegname" o "Voglio diventare elettricista", non storcete il naso.

Sorridete e ditegli: "Grande. Abbiamo bisogno di mani d'oro come le tue."

Perché ne avremo bisogno. Più che mai. E credetemi, quando l'acqua smetterà di scorrere o il riscaldamento si fermerà, sarete felici che ci siano loro.

💙 Condividi se sei d'accordo che ogni lavoro merita rispetto.

Scopri altre belle storie con Cose Che Ti Fanno Pensare.

17/11/2025

~ PRIMA DELLA MEDICINA MODERNA... C'ERANO LE PIANTE ~

Prima dell'aspirina, c'era la corteccia di salice.

Prima dello sciroppo per la tosse, c'era il sambuco.

Prima delle pillole di ferro, c'era la foglia di ortica.

Prima della crema antidolorifica, c'era l'eucalipto.

Prima dei sonniferi, c'era la lavanda.

Prima dei cerotti, c'era la foglia di piantaggine.

Prima dei farmaci per il raffreddore, c'era la corteccia di ciliegio selvatico.

Prima delle creme per l'eczema, c'era la calendula.

Prima dei disinfettanti, c'era il timo.

Prima dei balsami antidolorifici, c'era l'arnica.

Prima dei probiotici, c'erano i crauti.

Prima del gel per il mal di denti, c'erano i chiodi di garofano.

Prima delle creme per le cicatrici, c'era l'olio di rosa canina.

Prima delle compresse per il dolore e l'emicrania, c'era la valeriana.

Prima che tutto provenisse da un laboratorio, proveniva dalla terra.

-Autore sconosciuto 🌿

L’Almanacco di BabaJaga 🧙🏻‍♀️

13/10/2025

Per l’esercizio dell’attività di Home Restaurant non è necessaria la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), in quanto si tratta di un’attività privata e occasionale, non assimilabile alla ristorazione commerciale. Lo afferma Home Restaurant Hotel, la piattaforma che si definisce l’unica in regola in Italia, attraverso il suo CEO, Gaetano Campolo.​Secondo la piattaforma, la natura dell’attività è stata chiaramente delineata nel 2017 dal tentativo di Legge (poi arenatosi), dal Bollettino Antitrust del 2017 e del 2025, che ha riconosciuto l’attività come privata e occasionale, e dal riconoscimento del Ministero dell’Interno del 2019 (Art. 109 TULPS), in coerenza con l’articolo 41 della Costituzione sulla libertà di iniziativa economica privata.​Gaetano Campolo, CEO di Home Restaurant Hotel, ribadisce: “Il Governo ne le Lobby possono snaturare un’attività già riconosciuta. Qualsiasi tentativo di commercializzare gli Home Restaurant è una truffa per gli utenti e per chi vuole praticare Home Restaurant onestamente“.​ La piattaforma avverte gli utenti e gli aspiranti cuochi domestici che l’attività non può essere svolta tutti i giorni né si possono aprire pagine Google Business come ristoranti. Si parla di “siti web truffa come Cesarine” e si citano piattaforme internazionali come TripAdvisor e Airbnb, sottolineando che il Garante della Concorrenza e del Mercato ha indicato la necessità di un “contatto diretto tra utente cuoco ed utente fruitore senza intermediazione”.​ Gaetano Campolo, impegnato da anni in questa opera di informazione, sottolinea che la sua piattaforma tutela i propri iscritti, il cui numero è in crescita, comunicando in Questura per ognuno di essi, come previsto per l’ospitalità occasionale.​Home Restaurant Hotel si pone come “la speranza per l’intero comparto”, denunciando la confusione generata da “truffa delle Orecchiette, Home Restaurant illegali e piattaforme truffa”.

https://homerestauranthotel.com/home-restaurant-nessuna-scia-necessaria-attivita-privata-e-occasionale/

28/08/2025

Andare a piedi è un modo di affrontare e intendere la vita. E, a volte, una terapia. La storia di un’associazione nata al Trasimeno...

Indirizzo

Piazza Monterone 1
Castel Rigone
06065

Orario di apertura

Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Happy Hour pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi