UDAR Unione di Donne Associate Russofone. Associazione antiviolenza.

UDAR Unione di Donne Associate Russofone. Associazione antiviolenza. Объединение русскоязычных женщин против насилия в Италии.

Associazione contro la violenza sulle donne russofone in Italia.

10 РЕАКЦИЙ, КОТОРЫЕ ПРОИСХОДЯТ, КОГДА НАРЦИСС ТЕРЯЕТ НАД ТОБОЙ КОНТРОЛЬ1. Злость и ярость — вспыхивают, когда больше не ...
12/05/2026

10 РЕАКЦИЙ, КОТОРЫЕ ПРОИСХОДЯТ, КОГДА НАРЦИСС ТЕРЯЕТ НАД ТОБОЙ КОНТРОЛЬ

1. Злость и ярость — вспыхивают, когда больше не могут тобой манипулировать или запугивать.

2. Растерянность — не понимают, почему их привычные тактики больше не работают.

3. Игра в жертву — внезапно начинают изображать из себя жертву, чтобы вызвать жалость.

4. Активная клевета — пытаются разрушить твою репутацию, говоря о тебе гадости другим.

5. Молчаливый бойкот — замыкаются и игнорируют тебя, чтобы вернуть себе власть.

6. Показная доброта — возвращаются с нежностью и обещаниями, чтобы снова переманить тебя на свою сторону.

7. Провокации и испытания — подталкивают тебя к реакции, чтобы проверить, можно ли ещё тебя задеть.

8. Треугольник — вовлекают других людей, чтобы вызвать ревность или соперничество.

9. Паника и неуверенность — в глубине души боятся потерять контроль над тобой.

10. Презрение и обесценивание — пытаются унизить тебя, чтобы снова заставить чувствовать себя ниже.

«Когда ты перестаёшь реагировать — именно тогда они начинают терять власть над тобой.» 🤍

Сегодня ваш день, мамочки! 🌸 Устали вы или улыбаетесь, терпите или радуетесь — вы сердце каждой семьи. От всей души позд...
10/05/2026

Сегодня ваш день, мамочки! 🌸 Устали вы или улыбаетесь, терпите или радуетесь — вы сердце каждой семьи. От всей души поздравляем всех мам нашей группы с праздником! Пусть этот воскресный день подарит вам хотя бы минутку только для себя. ❤️

Vi ricordate l’11 novembre di due anni fa? Era sabato. La mattina dopo, aprendo i giornali, trovavamo la foto di una rag...
11/11/2025

Vi ricordate l’11 novembre di due anni fa? Era sabato. La mattina dopo, aprendo i giornali, trovavamo la foto di una ragazza scomparsa. Giulia Cecchettin, 22 anni, viso pulito, una vita che corre veloce. I TG riavvolgevano il nastro continuamente: l’uscita con l’ex fidanzato, l’ultimo messaggio alla sorella, le immagini del centro commerciale, poi il vuoto. La chiamavano scomparsa, ma noi sapevamo che era femminicidio. Eppure mancava un pezzo allo storytelling: il movente. Si erano lasciati, ma erano amici. Lei provava ad aiutarlo, lui era un ‘bravo ragazzo’. Erano anche colleghi di università. Poi, finalmente, il dettaglio chiave: Giulia stava per laurearsi, prima di lui. Il resto lo conosciamo.

Che cosa ci è successo in questi due anni?

Abbiamo visto un padre trasformare il dolore in impegno pubblico. Abbiamo ascoltato una sorella dare nomi precisi a concetti che erano sempre stati ignorati. Abbiamo scoperto che un ‘bravo ragazzo’ può uscire di casa con coltelli, nastro adesivo e una mappa mentale per la latitanza. Che una ragazza può essere punita con la morte per aver osato raggiungere prima del suo ex quello che era stato un comune obiettivo di vita. Che per un tocco da laureato si può distruggere più vite.

E ora fermiamoci un istante. Dentro questi fatti non c’è solo cronaca: c’è il modo in cui una società guarda al talento e alla libertà delle sue ragazze.

Per questo oggi non voglio ricordare Giulia con i soliti paternalismi. Giulia Cecchettin non è diventata importante per il modo in cui è morta, ma per il modo in cui è vissuta. Merita di essere raccontata la sua tenacia, la sua creatività, la sua forza nel costruire il futuro anche dopo un evento che ti fa sentire morta a metà, la perdita della madre. Giulia era una ragazza straordinaria ed è stata uccisa per questo.

E oggi è alle ragazze come lei che voglio parlare, quelle che hanno il mondo in mano ma si sentono in colpa per essere brave. Non vi dirò di stare attente, di non condividere il vostro cellulare, di diffidare dai ricatti emotivi. Non vi dirò di avere paura. Vi dirò di essere spavalde, di prendervi quello che è vostro, pur continuando ad amare, accudire, proteggere. Voi stesse.

Giulia stava per entrare nel mondo adulto con le proprie forze, con un talento che nessuno le aveva regalato. È stata fermata nel momento esatto in cui stava per raccogliere il frutto del suo impegno. È stata punita per le sue conquiste. E allora il modo migliore per celebrarla sarebbe aprire quella strada alle altre. Sostenere le ragazze che pagano il loro talento dentro la coppia, sul lavoro, all’università. Servirebbe uno Stato capace di favorire e garantire la loro entrata nel mondo della responsabilità e del potere, un mondo ancora percepito come appannaggio maschile.

Il regalo più grande a Giulia sarebbe questo: proteggere la libertà, non piangere l’assenza; custodire il talento, invece di lavare il sangue.

08/03/2025

Indirizzo

Via Aimo Da Gabiano, 3
Castel Gabbiano
26010

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