L’Asino di Castel Morrone trae il suo nome dall’omonimo paese confinante con la città di Caserta. È una razza asinina a rischio d’estinzione. È nell’antica e gloriosa “Terra di Lavoro” (attuali province di Caserta e parte meridionale della provincia di Frosinone e Latina) che si rinviene l’areale d’allevamento di questo simpatico ed intelligente animale. Un tempo esistevano numerosi esemplari, pur
troppo negli ultimi cinquanta anni il numero di capi si è progressivamente ridotto, le cause di tale trend sono state:
- il notevole numero di capi deceduti nel periodo post bellico a causa delle mine e delle bombe inesplose che si rinvenivano nelle campagne (spesso gli animali venivano immolati per fare esplodere gli ordigni bellici)
- il progressivo disimpegno nell’attività agricola che li ha resi “inutili” nella vita dell’azienda agricola del passato. L'asino di Castel Morrone si caratterizza per il grande sviluppo delle orecchie, la testa piuttosto grande e gli zoccoli alti, il mantello grigio - morello e focature intorno alle orbite.
È stato utilizzato come animale da cavalcatura e da soma per la sua groppa lunga larga e muscolosa e la sua particolare conformazione fisica era adatta per i terreni particolarmente pietrosi e collinari. Le ricerche di questi anni ci hanno portato anche l'Istituto Incremento Ippico della Campania con sede a Santa Maria Capua Vetere (Ce), che fino a qualche decennio fa era stazione di m***a proprio per il Castel Morrone. Poi il lento ed inesorabile declino della razza che ora è considerata estinta. Due anni fa finalmente abbiamo rinvenuto una femmina (di una quindicina d'anni almeno) di cui esiste un vero book fotografico, peccato che i proprietari (persone anziane che con l'asino instaurano un rapporto quasi parentale) non siano stati disposti a cederlo.