28/05/2026
ðº Dalle sorgenti del Gari, Cassino restituisce il volto di Kamal Ram
Un percorso di memoria condivisa tra India in Italy (Embassy of India, Rome), Comune, associazioni e artisti del territorio.
Il 26 maggio 2026 Cassino ha vissuto un momento straordinario. L'inaugurazione del memoriale dedicato al Sepoy Kamal Ram non Ú stata solo una cerimonia istituzionale â Ú stata il risultato di un percorso durato anni, nel quale Cassino MIA 1944 aps ha fatto da collante tra le istituzioni coinvolte.
Alla cerimonia hanno preso parte l'Ambasciatrice Indiana S.E. Vani Rao, il Generale di Brigata Garau e il Sindaco Dr. Enzo Salera, insieme ad autorità militari, civili e numerosi cittadini e turisti di passaggio. ðïž
ð€ Tutto Ú iniziato quando l'Ambasciata Indiana ha proposto all'Assessora Mariaconcetta Tamburrini l'installazione di una scultura commemorativa. Da quel momento sono seguiti numerosi incontri tra il Colonnello Rohan Falnikar, Addetto Militare dell'Ambasciata, l'Assessora Tamburrini, il Sindaco Salera, e i nostri Pino Valente, Alessio Accardi e Lorenzo Di Flumeri, insieme allo scultore Raffaele D'Aquanno, cui Ú stata affidata la realizzazione dell'opera.
ðš La scelta di Raffaele D'Aquanno non Ú stata casuale. Artista e scultore radicato nel territorio cassinate, lavorare con lui ha significato unire le forze con una voce autentica della nostra città . Il risultato Ú sotto gli occhi di tutti: quel turbante, quei tratti marcati, quell'espressione forte e dignitosa emergono dal marmo con una forza che va oltre la rappresentazione.
ð Ma il valore di questo percorso non Ú stato solo organizzativo né solo artistico. à stato durante questi incontri che la figura di Kamal Ram ha preso forma nelle nostre coscienze. Un ragazzo di diciannove anni, probabilmente uno dei primi soldati ad attraversare il fiume Gari nella notte del 12 maggio 1944. Quattro postazioni tedesche tenevano sotto tiro la riva e rendevano impossibile il lavoro dei genieri canadesi, incaricati della costruzione del ponte per il passaggio dei carri armati. Kamal Ram si offrì volontario. Da solo, strisciando nel buio, neutralizzò postazione dopo postazione â con il fucile, con la baionetta, con la pi***la sottratta al nemico. Un atto di coraggio straordinario, premiato con la Victoria Cross direttamente dal Re Giorgio VI. ð
Vedere emergere piano piano, sotto le mani dello scultore, il volto di questo giovane soldato Ú stata un'esperienza che ha toccato tutti. Un volto che, al momento della cerimonia, Ú stato riconosciuto nei lineamenti dei due nipoti di Kamal Ram, giunti dall'India in abiti tradizionali. ð®ð³ E sapere che la moglie di Kamal Ram Ú ancora viva, a 105 anni, ha dato a questo progetto qualcosa che va oltre la storia: un'anima. â€ïž
ð Il memoriale si trova nell'area retrostante la Chiesa Madre â prima chiesa dell'antica San Germano, l'attuale Cassino. Un'area che per anni Ú rimasta sepolta sotto una vegetazione f***a e selvaggia, e che Ú tornata alla luce grazie al lavoro certosino del Consigliere Rosario Iemma. Oggi, tra il memoriale a Kamal Ram, il monumento all'Esercito Indiano inaugurato nel luglio 2021 e la Memoria di Pietra, quell'angolo racchiude elementi identitari fondamentali per comprendere il Genius Loci moderno della nostra città .
Cassino si unisce così ad altre cinque città italiane che conservano la memoria dei soldati indiani decorati con la Victoria Cross. Un riconoscimento che arriva attraverso culture lontane, unite dagli elementi naturali del territorio, dalla storia e dal coraggio â come quel fiume Gari che scorre dalla sorgente, qui a Cassino, fino al punto dove, qualche chilometro più avanti verso Sant'Angelo in Teodice, Kamal Ram attraversò le acque nella notte più importante della sua vita. ð
ð¥ C'Ú un dettaglio che vale più di tante parole. Alessio Accardi, Lorenzo Di Flumeri e Simone Imperiali â tre giovani della nostra associazione â hanno rispettivamente 22, 16 e 23 anni. Pressoché la stessa età di Kamal Ram. E pressoché la stessa età dei suoi nipoti. Giovani italiani e giovani indiani che si riconoscono, si guardano, si scambiano un papavero rosso davanti allo stesso memoriale. à in questo incontro â in questo ambiente istituzionale e diplomatico nel quale i nostri ragazzi cominciano a far parte â che si trasmette davvero la memoria. Non come peso del passato, ma come eredità viva che appartiene anche a loro.
ðº Prendiamoci cura di questo spazio insieme â con rispetto e con la consapevolezza che quei monumenti raccontano storie di sacrificio e libertà che appartengono a tutti noi.
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