12/06/2026
Chi ha costruito la Repubblica? E chi tiene insieme oggi la Repubblica?
Una bella serata di confronto, riflessione e partecipazione quella vissuta giovedì 11 giugno presso la Biblioteca di Cassano d'Adda.
Partendo dagli 80 anni della Repubblica, abbiamo provato a porci una domanda semplice ma impegnativa: chi ha costruito la Repubblica italiana e chi continua oggi a renderla viva?
Grazie al contributo di Savino Pezzotta, Delfina Colombo, Vittorio Caglio e alla conduzione di Fabio Pizzul, sono emerse parole importanti: partecipazione, responsabilità, pluralismo, solidarietà, lavoro, diritti, pace, comunità.
La Repubblica non è stata raccontata come un'eredità da conservare in una teca, ma come un compito che ogni generazione è chiamata a raccogliere. Una costruzione collettiva che vive nelle istituzioni, ma anche nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni, nel volontariato, nelle cooperative, nelle amministrazioni locali e in tutte quelle persone che ogni giorno si prendono cura del bene comune.
Particolarmente significativo il richiamo al ruolo delle donne nella costruzione della Repubblica e della Costituzione, spesso poco conosciuto, così come la riflessione sul valore della partecipazione democratica in un tempo segnato da disaffezione e individualismo.
Non sono mancati interventi e opinioni differenti dal pubblico. E va bene così. La Repubblica vive anche nel confronto tra idee diverse, purché vissuto nel rispetto reciproco e nella ricerca di ciò che unisce più di ciò che divide.
Forse il messaggio più forte emerso dalla serata è che la Repubblica non appartiene a qualcuno: appartiene a tutti coloro che vi si riconoscono secondo i valori che l’hanno fondata. Ma soprattutto vive grazie a tutti coloro che, ogni giorno, la costruiscono con il proprio lavoro, il proprio impegno civile, la propria disponibilità verso gli altri.
Come ACLI e ANPC siamo convinti che ricordare il passato abbia senso soltanto se ci aiuta a vivere meglio il presente e a costruire insieme il futuro.
Perché la Repubblica non è soltanto qualcosa che abbiamo alle spalle.
È qualcosa che abbiamo davanti.