Gilda degli insegnanti Help Point Casoria NA

Gilda degli insegnanti Help Point Casoria NA GILDA DEGLI INSEGNANTI SINDACATO SCUOLA.

28/01/2026

ARRETRATI E DIRITTI DEI PENSIONATI DOPO IL NUOVO CONTRATTO SCUOLA
Con il rinnovo del CCNL Scuola 2022-2024 è importante chiarire quali arretrati spettano e a chi, distinguendo correttamente le diverse prestazioni.
Gli arretrati da NoiPA riguardano esclusivamente lo stipendio maturato prima della cessazione dal servizio. Spettano ai lavoratori andati in pensione tra il 1° settembre 2024 e il 1° settembre 2025, limitatamente alle mensilità lavorate e non ancora corrisposte con i nuovi importi contrattuali.
La riliquidazione della pensione con arretrati riguarda invece chi è andato in pensione dal 1° settembre 2022 al 1° settembre 2023. In questo caso la pensione viene ricalcolata dall’INPS tenendo conto degli aumenti contrattuali con decorrenza 1° gennaio 2024 e al pensionato spettano gli arretrati sulla pensione ricalcolata.
Il nuovo contratto incide anche sulla buonuscita (TFS/TFR). Per i pensionati interessati dalla riliquidazione, è prevista anche la riliquidazione del TFS/TFR con riconoscimento degli arretrati, poiché la base di calcolo viene aggiornata in base ai nuovi stipendi tabellari.
È importante ricordare che tutte le riliquidazioni avvengono solo dopo la corretta trasmissione dei dati da parte dell’Amministrazione. In caso di ritardi o anomalie, è possibile richiedere l’intervento dell’ultima scuola di servizio per la regolarizzazione delle pratiche verso INPS e MEF.

26/01/2026
26/01/2026

l lavoro pubblico non può essere lavoro povero

C’è una soglia oltre la quale non si può più parlare di sacrificio, né di responsabilità individuale.
Quando uno stipendio non permette di vivere dove si lavora, quella soglia è stata superata.

Nella scuola pubblica questa condizione è ormai la norma.
Stipendi che non tengono il passo con il costo della vita.
Contratti a termine ripetuti.
Mobilità forzata.
Mesi senza reddito tra un incarico e l’altro.

A tutto questo si aggiunge un paradosso inaccettabile:
per continuare a lavorare nello Stato, lavoratrici e lavoratori sono costretti a pagare di tasca propria la formazione obbligatoria, senza alcuna garanzia di stabilità occupazionale.

Non è più sostenibile.
Non è più giustificabile.
Non è più rinviabile.

La scuola regge grazie a personale altamente qualificato che vive in condizioni di precarietà strutturale.
Si chiede continuità didattica a chi non ha continuità di vita.
Si chiede professionalità a chi viene retribuito come se il suo lavoro fosse accessorio.

Questo non è merito.
È un modello che scarica i costi sul lavoro e chiama “passione” ciò che è, di fatto, svalutazione salariale e precarietà programmata.

Come organizzazione sindacale diciamo con chiarezza che questo modello va cambiato.
Non con appelli generici, ma con scelte politiche precise.

Per questo rivendichiamo:

stipendi adeguati al costo reale della vita;

formazione e abilitazioni a carico dello Stato;

continuità occupazionale e superamento della precarietà;

rispetto per il lavoro pubblico e per chi ogni giorno lo rende possibile.

La dignità non è una concessione.
È un diritto.
E quando viene negato, il conflitto non è un problema:
è una necessità.

25/01/2026

Il lavoro pubblico non può essere lavoro povero

C’è una soglia oltre la quale non si può più parlare di sacrificio, né di responsabilità individuale.
Quando uno stipendio non permette di vivere dove si lavora, quella soglia è stata superata.

Nella scuola pubblica questa condizione è ormai la norma.
Stipendi che non tengono il passo con il costo della vita.
Contratti a termine ripetuti.
Mobilità forzata.
Mesi senza reddito tra un incarico e l’altro.

A tutto questo si aggiunge un paradosso inaccettabile:
per continuare a lavorare nello Stato, lavoratrici e lavoratori sono costretti a pagare di tasca propria la formazione obbligatoria, senza alcuna garanzia di stabilità occupazionale.

Non è più sostenibile.
Non è più giustificabile.
Non è più rinviabile.

La scuola regge grazie a personale altamente qualificato che vive in condizioni di precarietà strutturale.
Si chiede continuità didattica a chi non ha continuità di vita.
Si chiede professionalità a chi viene retribuito come se il suo lavoro fosse accessorio.

Questo non è merito.
È un modello che scarica i costi sul lavoro e chiama “passione” ciò che è, di fatto, svalutazione salariale e precarietà programmata.

Come organizzazione sindacale diciamo con chiarezza che questo modello va cambiato.
Non con appelli generici, ma con scelte politiche precise.

Per questo rivendichiamo:

stipendi adeguati al costo reale della vita;

formazione e abilitazioni a carico dello Stato;

continuità occupazionale e superamento della precarietà;

rispetto per il lavoro pubblico e per chi ogni giorno lo rende possibile.

La dignità non è una concessione.
È un diritto.
E quando viene negato, il conflitto non è un problema:
è una necessità.

16/01/2026
20/11/2025

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Indirizzo

Via Giuseppe Di Vittorio
Casoria
80026

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:00
Martedì 10:00 - 12:00
16:30 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 12:00
Giovedì 10:00 - 12:30
16:30 - 18:30
Venerdì 10:00 - 12:00

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