Il museo dinamico della tecnologia Adriano Olivetti è stato fondato dal Centro studi ed alta Formazione Maestri del lavoro d'Italia che lo gestisce con i suoi insigniti e soci laici ed ha trovato la piena corrispondenza da parte della presidenza della provincia di Caserta che ne ha condiviso gli scopi. La missione magistrale è quella di far conoscere ai giovani il nostro passato e la nostra stor
ia sia dal punto di vista tecnico che umanistico. La storia della Olivetti passa anche attraverso il Mezzogiorno d'Italia ed in particolare da Pozzuoli e Marcianise, sedi di due importanti stabilimenti di produzione. La figura di Adriano Olivetti, le sue idee permettono di affrontare moltissimi aspetti, che vanno dall'umanistico, al sociologico, dall'editoria alla meccanica ed elettronica. Adriano di Camillo fondò una prima società di misurazione elettrica (si pensi al contatore nelle nostre case), ingegnere imprenditore, seguì le orme del padre portando per la prima volta in Italia la macchina da scrivere e da calcolo. La prima azienda Olivetti prese vita ad Ivrea seguita dall’azienda di Pozzuoli. Nella città piemontese l’imprenditore,interessato al benessere dei suoi dipendenti e affascinato dagli studi psicologici,fondò il Centro di psicologia del lavoro il quale scopo era quello di creare una vera e propria psicologia industriale. La prima macchina da scrivere è stata la M1 creata in seguito a dei viaggi compiuti per comprendere le tecnologie già sviluppate in America. La stessa macchina fu presentata in occasione dell’Esposizione Universale di Torino nel 1911,seguite dalle famose M20 degli omonimi anni , M40 degli anni ’40. Ma le più diffuse macchine da scrivere erano le portatili,utili ai giornalisti e scrittori, modelli “Lettera 22” e “Lettera 32” che includeva le loro custodie. Tristemente la grande industria ha dovuto fare i conti con la realtà amara degli anni ’90,mettendo fine a ciò che per quasi un secolo è stato un vanto per l’Italia intera.