Cgil Caserta

Cgil Caserta Pagina della Camera del Lavoro Territoriale di Caserta - CGIL di Caserta
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Dopo il   di  , la mobilitazione continua e deve diventare una vertenza.Quella di ieri è stata un’assemblea pubblica num...
05/09/2026

Dopo il di , la mobilitazione continua e deve diventare una vertenza.

Quella di ieri è stata un’assemblea pubblica numerosa e partecipata, che ha messo insieme cittadine e cittadini, associazioni, comitati e realtà di territori diversi.

La , insieme alla Cgil Benevento, ha scelto di esserci perché ciò che è accaduto ad Airola non può essere derubricato a emergenza locale, né può essere affrontato come un episodio isolato. Siamo di fronte a una questione politica e territoriale, che riguarda il modello di dell’ , della e della delle nostre comunità.

Il rogo ha colpito un territorio già fragile e le sue conseguenze non si fermano ai confini amministrativi. Riguardano la e le comunità delle aree di confine tra e , che condividono ambiente, aria, acqua e rischi.

Per questo serve una risposta all’altezza della dimensione del problema.

Non possiamo accettare che, passata l’emergenza, tutto torni come prima. Non possiamo accettare che i territori vengano lasciati soli a gestire le conseguenze di una devastazione ambientale e che la responsabilità venga dispersa nella burocrazia.

Chiediamo alle , a tutti i livelli, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di interve**re immediatamente: occorrono trasparenza sulle cause e sulle conseguenze del rogo, monitoraggi ambientali e sanitari seri e continui, messa in sicurezza, bonifica e un piano concreto di tutela delle comunità.

Ma chiediamo anche che vengano accertate tutte le responsabilità, comprese quelle relative alla gestione e al controllo del territorio. Perché la tutela dell’ambiente non può essere affidata all’emergenza e la salute delle persone non può essere considerata un costo collaterale.

Salute, ambiente e diritti sono una sola battaglia e questa battaglia deve essere costruita insieme alle comunità, superando i confini amministrativi e mettendo in i territori, i comitati, le associazioni e il mondo del lavoro.

Il presidio non si chiude con questa assemblea.
Da qui parte una . Da qui riparte la .

OGGI, 4 SETTEMBRE, CI SAREMO.La CGIL Caserta parteciperà al presidio per la difesa della salute e dell’ambiente dopo il ...
04/09/2026

OGGI, 4 SETTEMBRE, CI SAREMO.

La CGIL Caserta parteciperà al presidio per la difesa della salute e dell’ambiente dopo il grave rogo di Airola.

Un momento importante per chiedere verità, responsabilità, tutela della salute e bonifica del territorio, perché le conseguenze di quanto accaduto riguardano l’intera comunità del beneventano e del casertano, nella Valle di Suessola.

📍 **ATTENZIONE: il presidio è stato spostato dalla Piazza V. Lombardi all’AULA CONSILIARE DI AIROLA in via Giacomo Matteotti, 6
🕖 Ore 19.00

Ci vediamo oggi. Insieme, per dire basta alla devastazione del nostro territorio.

BASTA INQUINAMENTO. LA SALUTE NON È NEGOZIABILE.Quello che è accaduto ad Airola non può essere archiviato come l’ennesim...
03/09/2026

BASTA INQUINAMENTO. LA SALUTE NON È NEGOZIABILE.

Quello che è accaduto ad Airola non può essere archiviato come l’ennesimo incidente.

L’incendio divampato il 31 agosto in un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti ha sprigionato una densa nube di fumo, coinvolgendo la Valle di Suessola e raggiungendo anche il territorio casertano.

Oggi abbiamo anche i primi risultati dei monitoraggi ARPAC: nel campionamento effettuato nei pressi dell’incendio sono state rilevate diossine, furani e PCB diossina-simili in una concentrazione di 0,28 pg/Nm³, superiore al valore di riferimento di 0,15. Altri campionamenti sono stati attivati ad Arienzo, Bucciano e Rotondi per verificare la dispersione degli inquinanti.

Di fronte a questi dati non possiamo limitarci ad aspettare.

La CGIL di Caserta ritiene indispensabile che siano garantiti controlli continui, informazioni trasparenti e tempestive e la massima tutela della salute delle popolazioni e dei lavoratori.

Ma c’è una questione ancora più grande.

Non possiamo continuare a interve**re dopo che un incendio è divampato, dopo che una nube tossica ha attraversato i territori, dopo che cittadini e lavoratori sono stati esposti a possibili rischi.

La prevenzione ambientale e la sicurezza degli impianti devono ve**re prima dell’emergenza.

E bisogna fare piena luce su quanto accaduto: sulle condizioni dell’impianto, sui sistemi di prevenzione e sicurezza, sui controlli effettuati e sulle eventuali responsabilità.

Perché la tutela dell’ambiente è tutela della salute.
E la tutela della salute viene prima di tutto.

Per questo la CGIL di Caserta sarà al fianco delle cittadine e dei cittadini della Valle di Suessola e parteciperà al presidio di protesta promosso per chiedere risposte e garanzie.

📍 Venerdì 4 settembre – ore 19.00
Piazza Vincenzo Lombardi – Statua di San Giorgio, Airola (BN)

Scendiamo in piazza perché non vogliamo rassegnarci all’idea che i nostri territori debbano essere continuamente esposti a emergenze ambientali.

Basta emergenze.
Basta silenzi.
Basta territori sacrificati.

La salute non si tratta.
La salute è un diritto e va difeso e garantito!

🟥 37 anni dopo, Jerry Essan Masslo è ancora qui.Oggi, come ogni anno, siamo tornati a Villa Literno per ricordare Jerry ...
24/08/2026

🟥 37 anni dopo, Jerry Essan Masslo è ancora qui.

Oggi, come ogni anno, siamo tornati a Villa Literno per ricordare Jerry Essan Masslo, a 37 anni dal suo assassinio.

Lo abbiamo fatto non soltanto per custodire una memoria, ma per rinnovare un impegno.

Jerry fu ucciso perché aveva cercato in Italia quella libertà e quella dignità che gli erano state negate nel suo Paese. La sua storia è diventata il simbolo di una condizione che, ancora oggi, riguarda troppe donne e troppi uomini costretti a vivere ai margini, tra sfruttamento, caporalato, razzismo e invisibilità.

Trentasette anni dopo, non possiamo dire che quella storia sia finita.

Perché ogni volta che un lavoratore viene sfruttato, ogni volta che una persona viene privata della propria dignità, ogni volta che il colore della pelle diventa una condanna, la memoria di Jerry torna a interrogarci.

E allora ricordarlo significa soprattutto non voltarsi dall’altra parte.

Significa continuare a lottare perché nessuno debba scegliere tra la propria dignità e la possibilità di sopravvivere. Perché nessuno sia costretto a vivere nelle maglie del caporalato e dello sfruttamento. Perché il lavoro torni ad essere ciò che deve essere: diritto, dignità, emancipazione.

Oggi abbiamo deposto un ricordo.
Domani continueremo la battaglia.

Per Jerry.
Per chi ancora oggi vive nell’invisibilità.
Per una società nella quale nessuno sia straniero, nessuno sia sfruttato, nessuno sia lasciato indietro.

🟥 DOMANI, 24 AGOSTO, RICORDIAMO JERRY ESSAN MASSLOA 37 anni dalla sua uccisione, la memoria di   torna a parlarci del pr...
23/08/2026

🟥 DOMANI, 24 AGOSTO, RICORDIAMO JERRY ESSAN MASSLO

A 37 anni dalla sua uccisione, la memoria di torna a parlarci del presente.

📍 Cimitero di Villa Literno
🕠 24 agosto 2026 | ore 17:30

La , insieme alla Comunità di Sant’Egidio e alle associazioni del territorio, sarà presente per rendere omaggio a Jerry Essan Masslo e rinnovare un impegno che non può fermarsi alla memoria.

Jerry era fuggito dall’apartheid in cerca di libertà e dignità. In Italia trovò sfruttamento, razzismo e violenza. La sua uccisione, il 25 agosto 1989, scosse profondamente il Paese e contribuì a far emergere con forza la condizione dei lavoratori migranti e lo sfruttamento nelle campagne.

A 37 anni di distanza, quelle ferite non sono ancora chiuse.

Ancora oggi, nei nostri territori, migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti sono esposti al caporalato, allo sfruttamento, al lavoro povero e alla negazione dei diritti.

Per questo ricordare Jerry significa scegliere da che parte stare.

Dalla parte di chi lavora.
Dalla parte della dignità.
Dalla parte dei diritti.
Contro il razzismo e contro ogni forma di sfruttamento.

🟥 La memoria non è soltanto passato: è responsabilità nel presente.

Domani saremo a Villa Literno per ricordare Jerry e per ribadire, ancora una volta, che un lavoro senza diritti non è libertà e che nessuna vita può essere considerata sacrificabile.

DUE MORTI, UNA SOLA DOMANDA: QUANTO È INVISIBILE CHI VIVE AI MARGINI?Le due vicende che hanno scosso Caserta — il ritrov...
23/08/2026

DUE MORTI, UNA SOLA DOMANDA: QUANTO È INVISIBILE CHI VIVE AI MARGINI?

Le due vicende che hanno scosso Caserta — il ritrovamento di un uomo, senza fissa dimora, senza vita nei pressi del Monumento ai Caduti e la morte di Guido, aggredito in piazza Sant’Anna — non possono essere archiviate come semplici fatti di cronaca.

Sono due morti che interrogano la nostra comunità e, soprattutto, la politica.

Dietro quelle morti ci sono persone, storie, fragilità e solitudini. Vite che diventano visibili troppo spesso soltanto quando accade una tragedia.

La CGIL di Caserta esprime vicinanza alle famiglie e alle persone che hanno conosciuto e accompagnato queste vite. Ma la solidarietà non basta.

La domanda è politica: una città è davvero sicura quando chi vive ai margini viene lasciato solo?

La sicurezza non è soltanto controllo del territorio. È anche e soprattutto casa, salute, lavoro, servizi sociali, accoglienza, prevenzione e presa in carico.

Non possiamo accettare che la povertà venga trattata come un problema di decoro urbano, né che le persone senza dimora diventino visibili soltanto quando muoiono.

Servono servizi pubblici più forti, presidi territoriali, prossimità, strutture dignitose e una rete sociale e sanitaria capace di intercettare le fragilità prima che diventino emergenze.

La povertà non è una colpa, la marginalità non è un reato e la dignità è un diritto.

La CGIL di Caserta chiede alle istituzioni una risposta politica concreta e un rafforzamento delle politiche sociali.

Perché una città giusta non è quella che nasconde le proprie fragilità ma è quella che se ne prende cura.




Il segretario generale della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro in un’intervista a Repubblica: “Il governo...
12/08/2026

Il segretario generale della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro in un’intervista a Repubblica: “Il governo sposta l’attenzione dai problemi reali: salari, sanità, crisi demografica”.

Il segretario generale della Cgil in un’intervista a Repubblica: Il governo sposta l’attenzione dai problemi reali: salari, sanità, crisi demografica

07/08/2026

C’è la crisi energetica, industriale e sociale e il governo spende 22 miliardi per le armi. Ferrari, Cgil: “È follia, si trascurano le vere emergenze”

La strage di Bologna del 2 agosto 1980 rappresenta una delle pagine più dolorose e oscure della storia italiana del dopo...
02/08/2026

La strage di Bologna del 2 agosto 1980 rappresenta una delle pagine più dolorose e oscure della storia italiana del dopoguerra. Alle ore 10.25 di quel sabato mattina un ordigno esplode nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria del capoluogo emiliano causando un’ecatombe: 85 morti e oltre 200 feriti. Un attentato avvenuto nel pieno della stagione turistica e nel cuore dell’Italia che sconvolge l’intera nazione, lasciando una ferita profonda nella coscienza collettiva.

Lo scoppio, violentissimo, provoca il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina, investendo anche un treno in sosta al primo binario. È il più grave atto terroristico avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Una strage.

Leggi l’articolo sul nostro sito

 ,  : «37 euro per abitante. Terra di Lavoro terzultima in Italia. L’autonomia differenziata va fermata»Appena 37 euro p...
29/07/2026

, : «37 euro per abitante. Terra di Lavoro terzultima in Italia. L’autonomia differenziata va fermata»

Appena 37 euro per abitante per i servizi sociali: la provincia di è 105ª su 107 province italiane, con una spesa inferiore a un quarto della media nazionale di 150 euro e a meno della metà della già bassa media del Mezzogiorno, pari a 78 euro.

«Non è soltanto una classifica. È la fotografia di una storia che Terra di Lavoro conosce da decenni: un territorio vasto e profondamente , nel quale alle fragilità economiche e sociali si sommano la debolezza delle infrastrutture pubbliche e un welfare territoriale insufficiente.
Dietro quei 37 euro ci sono persone: che cercano servizi per l’infanzia, che hanno bisogno di assistenza domiciliare, persone con , e poveri, , e persone in condizioni di .
Per famiglie e minori Caserta spende appena 73 euro pro capite, contro una media nazionale di 362; per povertà e disagio degli adulti siamo a soli 6 euro, contro 22; per le persone con disabilità la media nazionale è di 2219 euro contro 790 sul nostro territorio e nelle spese per gli anziani rispetto alla media nazionale di euro 93 a Caserta si spendono 20 euro.

In una provincia segnata da , lavoro povero, , e profonde differenze tra aree urbane, litorale, territori agricoli e aree interne, un welfare così debole non si limita a fotografare le : le produce e le moltiplica. Quando manca un servizio pubblico, il bisogno viene scaricato sulle famiglie, e soprattutto sulle donne, oppure resta senza risposta.
È per questo che diciamo un no netto all’ . Va fermata. Non esiste un’autonomia giusta dentro un Paese nel quale i territori partono da condizioni economiche, fiscali e sociali tanto distanti. È necessario colmare i , garantire e finanziare realmente gli stessi livelli essenziali delle prestazioni in ogni parte d’Italia. Procedere nella direzione opposta significa scegliere politicamente di rendere quelle distanze strutturali.

L’autonomia differenziata non è la risposta al divario tra Nord e Sud: rischia di esserne il moltiplicatore. Significa legare ancora di più quantità e qualità dei servizi alla capacità economica dei territori, trasformando il luogo in cui si nasce e si vive in una discriminante nell’accesso ai . Per e per il significherebbe partire più indietro e avere ancora meno strumenti per recuperare terreno.

La metà delle risorse destinate ai servizi sociali proviene già oggi dalle disponibilità proprie dei . È un sistema che penalizza i territori con minore capacità finanziaria e bisogni sociali più complessi. Su questa frattura non serve costruire nuove autonomie: serve un intervento pubblico capace di redistribuire , garantire e ridurre le distanze.
Per questo il welfare deve diventare una grande . Servono risorse strutturali, LEPS realmente finanziati, una responsabilità forte della Regione e una programmazione che coinvolga Comuni e Ambiti territoriali sociali. Serve una contrattazione sociale che entri nelle scelte su bilanci, servizi e utilizzo delle risorse, affinché ogni finanziamento si traduca concretamente in servizi accessibili, diritti esigibili e lavoro di qualità.

Caserta non può essere condannata a essere il fanalino di coda del welfare italiano. Quei 37 euro per abitante raccontano una distanza enorme tra i bisogni delle persone e le risposte che il sistema pubblico riesce a garantire. Colmare quella distanza significa investire nel welfare come infrastruttura fondamentale del territorio: servizi per l’infanzia, sostegno alle famiglie, assistenza alle persone anziane e non autosufficienti, inclusione delle persone con disabilità, contrasto alla povertà e alla marginalità.

Su questo vogliamo aprire una vertenza forte in Terra di Lavoro: perché le risorse aumentino, la programmazione risponda ai bisogni reali e nessuna persona sia costretta a rinunciare a un diritto perché il servizio non c’è, non basta o arriva troppo tardi. Il non è un costo da comprimere: è ciò che tiene insieme una comunità, riduce le disuguaglianze e rende concreta la cittadinanza.»

Indirizzo

Via Verdi 7/21
Caserta
81100

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