05/09/2026
Dopo il di , la mobilitazione continua e deve diventare una vertenza.
Quella di ieri è stata un’assemblea pubblica numerosa e partecipata, che ha messo insieme cittadine e cittadini, associazioni, comitati e realtà di territori diversi.
La , insieme alla Cgil Benevento, ha scelto di esserci perché ciò che è accaduto ad Airola non può essere derubricato a emergenza locale, né può essere affrontato come un episodio isolato. Siamo di fronte a una questione politica e territoriale, che riguarda il modello di dell’ , della e della delle nostre comunità.
Il rogo ha colpito un territorio già fragile e le sue conseguenze non si fermano ai confini amministrativi. Riguardano la e le comunità delle aree di confine tra e , che condividono ambiente, aria, acqua e rischi.
Per questo serve una risposta all’altezza della dimensione del problema.
Non possiamo accettare che, passata l’emergenza, tutto torni come prima. Non possiamo accettare che i territori vengano lasciati soli a gestire le conseguenze di una devastazione ambientale e che la responsabilità venga dispersa nella burocrazia.
Chiediamo alle , a tutti i livelli, di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di interve**re immediatamente: occorrono trasparenza sulle cause e sulle conseguenze del rogo, monitoraggi ambientali e sanitari seri e continui, messa in sicurezza, bonifica e un piano concreto di tutela delle comunità.
Ma chiediamo anche che vengano accertate tutte le responsabilità, comprese quelle relative alla gestione e al controllo del territorio. Perché la tutela dell’ambiente non può essere affidata all’emergenza e la salute delle persone non può essere considerata un costo collaterale.
Salute, ambiente e diritti sono una sola battaglia e questa battaglia deve essere costruita insieme alle comunità, superando i confini amministrativi e mettendo in i territori, i comitati, le associazioni e il mondo del lavoro.
Il presidio non si chiude con questa assemblea.
Da qui parte una . Da qui riparte la .