Fish Campania ETS

Fish Campania ETS La Fish Campania ETs, già Federhand, è impegnata nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Opera su tutto il territorio regionale, attraverso le organizzazioni socie.

01/09/2026

La FISH esprime profondo dolore e vicinanza di fronte alla tragedia avvenuta nel quartiere di Pietralata, a Roma, dove un padre, una madre e la loro bambina con disabilità sono stati trovati senza vita.

Questa tragedia richiama con forza la necessità di superare definitivamente una concezione del welfare costruita attorno alle singole prestazioni. Le persone hanno bisogno di un sistema capace di costruire intorno a loro risposte continuative, coordinate e realmente personalizzate.

🔗Comunicato stampa integrale https://fishets.it/fish-la-tragedia-di-pietralata-impone-un-cambio-di-passo-nessuna-persona-con-disabilita-e-nessuna-famiglia-devono-essere-lasciate-sole/

26/08/2026

*Presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

15/08/2026

Buon Ferragosto

11/08/2026

Maltrattamenti delle persone con disabilità: serve un cambio di paradigma che garantisca diritti, dignità, autodeterminazione e sostegni personalizzati, superando la logica delle strutture.

IL MARE È UN DIRITTO DI TUTTI: ERA ORA! 🏖️♿Accogliamo con grande favore ed entusiasmo la Delibera n. 27 del 21 luglio 20...
07/08/2026

IL MARE È UN DIRITTO DI TUTTI: ERA ORA! 🏖️♿
Accogliamo con grande favore ed entusiasmo la Delibera n. 27 del 21 luglio 2026 emanata dall'Autorità Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità.
In vista della riassegnazione delle concessioni balneari, l'Atto di Indirizzo stabilisce un principio per cui lottiamo da anni: l'accessibilità e la qualità inclusiva non possono più essere considerate un optional o una semplice opzione d'arredo, ma devono essere un requisito fondamentale nei bandi e vincolanti per l'intera durata della concessione.
Come FISH Campania ribadiamo che:
❌ Non basta una semplice passerella o una sedia Job all'ingresso!
✅ Serve un'accessibilità reale a 360 gradi: percorsi interni, bagni e spogliatoi fruibili, servizi di accoglienza, comunicazione accessibile e personale formato per garantire a chiunque di vivere il mare in piena autonomia, dignità e sicurezza.
In una regione con un patrimonio costiero straordinario come la Campania, il riordino delle concessioni demaniali deve rappresentare l'occasione concreta per dire basta alla discriminazione e all'improvvisazione.
Ci auguriamo che i Comuni costieri e la Regione Campania recepiscano immediatamente queste linee guida all'interno dei propri bandi di gara, assegnando un peso reale e premialità significative a chi garantisce standard inclusivi elevati e misurabili.
Il mare e le spiagge sono beni pubblici: l'inclusione è un diritto, non una concessions! 🌊💪
🔗 Leggi la delibera completa sul sito del Garante: https://www.garantedisabilita.it/atti-autorita/delibera-27-del-21-luglio-2026-atto-di-indirizzo-concessioni-demaniali-marittime/

06/08/2026

L’approvazione in esame preliminare da parte del Consiglio dei Ministri costituisce il primo via libera formale a uno schema di provvedimento normativo — solitamente un decreto legislativo (emanato su delega del Parlamento) o un regolamento governativo. Questo passaggio indica che il Governo ha definito la bozza del testo, ma il provvedimento non è ancora efficace né definitivo

POSTI DI SOSTEGNO IN DEROGA IN PROVINCIA DI NAPOLI - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADOC'è un numero, nascosto tra le ca...
06/08/2026

POSTI DI SOSTEGNO IN DEROGA IN PROVINCIA DI NAPOLI - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
C'è un numero, nascosto tra le carte dell'Ufficio Scolastico di Napoli, che spiega benissimo come funziona davvero la nostra scuola. Dei 4.420 posti di sostegno assegnati in deroga alle scuole superiori della provincia, più del 43 per cento finisce negli istituti professionali. Nei licei, invece, quella percentuale crolla a poco più del 20 per cento.

Se pensate che sia solo una coincidenza o una scelta casuale dei ragazzi, vi sbagliate. Dietro questo squilibrio si nasconde una vecchia e br**ta abitudine che in Italia non siamo mai riusciti a superare: non abbiamo mai davvero imparato a fare orientamento.

Per capire come siamo arrivati a questo punto dobbiamo fare un piccolo salto indietro nel tempo. Dobbiamo tornare al 1923, quando il ministro Giovanni Gentile disegnò la struttura della scuola italiana. L'idea di fondo era molto semplice, quasi spartana: da una parte c'erano i figli delle famiglie benestanti, destinati a studiare sui libri nei licei per diventare la futura classe dirigente; dall'altra c'erano i figli dei lavoratori, da avviare subito a un mestiere pratico o alle scuole tecniche. Sono passati più di cento anni da allora. La nostra società è cambiata, si è democratizzata, ma quel pregiudizio culturale ci è rimasto addosso come un'ombra invisibile. Continuiamo a ragionare con schemi vecchi di un secolo.

Oggi l'orientamento in terza media funziona spesso come un meccanismo per smistare i ragazzi in base alle loro difficoltà. Quando uno studente fa un po' più di fatica degli altri, o quando ha una disabilità o un bisogno educativo speciale, la risposta automatica del sistema scolastico quasi mai è la domanda fondamentale: "Tu cosa sogni di fare da grande?". La domanda reale che insegnanti e famiglie finiscono per farsi è un'altra: "Qual è il percorso più semplice, quello dove si crea meno intralcio?".

È così che si compie l'ingiustizia. L'istituto professionale smette di essere quello che dovrebbe essere — ovvero una scuola di eccellenza, con laboratori all'avanguardia per ragazzi che hanno un talento pratico — e diventa una sorta di parcheggio inclusivo di comodo. Contemporaneamente, i licei continuano a essere considerati come una specie di fortezza inaccessibile riservata soltanto a chi non ha problemi e "può permetterselo".

Ma c'è un dettaglio fondamentale da tenere a mente: nel 2026 questo modo di fare non è soltanto ingiusto e mortificante, è diventato illegale.

Con l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 62 del 2024 le regole del gioco sono cambiate del tutto. La legge ha introdotto due concetti chiarissimi che spazzano via anni di cattive abitudini: l'autodeterminazione e il Progetto di Vita. Che cosa significa in parole povere? Significa che la strada di un ragazzo con fragilità o disabilità non può più essere decisa a tavolino da un consiglio di classe sopra la sua testa, senza nemmeno interpellarlo.

Oggi lo studente ha il diritto sacro e intoccabile di far sentire la propria voce. Non deve più subire le decisioni altrui. In questo percorso viene affiancato dalla sua famiglia, da chi si prende cura di lui ogni giorno e soprattutto da una figura del tutto nuova prevista dall'articolo 22 della legge: il facilitatore. Si tratta di un operatore preparato che non decide al posto del giovane e non gli impone nulla. Il suo unico compito è metterlo nelle condizioni di esprimere chiaramente le proprie preferenze, aiutandolo a superare eventuali ostacoli comunicativi o emotivi. Il facilitatore dà al ragazzo gli strumenti per dire ad alta voce quali sono i suoi desideri, le sue inclinazioni e i suoi obiettivi per il futuro.

A questo punto la vera sfida è cambiare mentalità. Dobbiamo smetterla di considerare gli istituti professionali come scuole di serie B per chi non ce la fa. E dobbiamo smetterla di guardare ai licei come a luoghi chiusi agli studenti con disabilità. Serve una formazione vera per gli insegnanti, che li aiuti a superare una volta per tutte questi retaggi del passato. Servono tecnologie accessibili, strumenti didattici moderni e sostegni adeguati in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Se un ragazzo con una disabilità sogna di studiare il greco, la filosofia o la fisica quantistica, le istituzioni hanno il dovere di creare le condizioni per farlo studiare, non di spingerlo a rinunciare ancora prima di averci provato.

Orientare un giovane non significa stringere il suo orizzonte per comodità burocratica o per paura delle difficoltà. Orientare significa spalancare porte e mostrare tutte le strade possibili. Restituire la parola, l'ascolto e il potere di scelta ai ragazzi è l'unico modo reale che abbiamo per costruire una scuola che sia finalmente, e davvero, di tutti.

05/08/2026

Con il messaggio numero 2550 del 4 agosto scorso l’INPS ha comunicato l’attivazione del servizio telematico “SISDA – Trasmissione istanze per il progetto di vita”, che consente alle persone con disabilità residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione della riforma della disabil...

📢 INCLUSIONE SCOLASTICA IN CAMPANIA: OLTRE IL 56% DEI POSTI È IN DEROGA. RIPENSIAMO L'INTERO SISTEMA: LA QUANTITÀ DELLE ...
05/08/2026

📢 INCLUSIONE SCOLASTICA IN CAMPANIA: OLTRE IL 56% DEI POSTI È IN DEROGA. RIPENSIAMO L'INTERO SISTEMA: LA QUANTITÀ DELLE ORE NON FA LA QUALITÀ!

I dati sulla dotazione organica per la Provincia di Napoli e la Regione Campania tracciano un quadro non più sostenibile: 24.741 alunni con disabilità nella sola provincia partenopea e 11.972 posti in deroga su 21.223 totali. Significa che il 56,4% delle cattedre di sostegno è precario, coperto da contratti a tempo determinato che scadono ogni anno.

Come FISH Campania, ribadiamo con forza che l'inclusione scolastica non è un atto di mera assistenza o un calcolo contabile, ma un diritto costituzionale inviolabile (Costituzione, Artt. 3, 34 e 38; Legge 104/92).

⚖️ LA DEROGA NON PUÒ ESSERE LA REGOLA
Nonostante la Sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale tuteli il diritto all'istruzione senza vincoli di bilancio, l'Amministrazione Scolastica usa la "deroga" come scelta ordinaria invece di adeguare l'Organico di Diritto. Questo genera un turnover continuo: ogni anno oltre 11.000 docenti a Napoli e più di 20.000 in Campania cambiano scuola, frantumando la continuità didattica indispensabile per la crescita di alunne e alunni.

🏫 NON BASTANO LE ORE: VA RIPENSATO L'INTERO SISTEMA
Attribuire semplicemente "più ore" di sostegno non risolve l'emergenza se non cambia l'impostazione di fondo: la quantità delle ore non si traduce automaticamente in qualità dell'inclusione. Continuare a rincorrere il monte orario scaricando l'intero percorso sull'insegnante specializzato è una scorciatoia che perpetua la delega.

È l'intero ecosistema scuola che deve evolvere e qualificarsi attraverso:

🔸Formazione continua di qualità per i docenti curricolari:
L'inclusione è responsabilità dell'intero Consiglio di Classe. Ogni insegnante di materia deve possedere competenze pedagogiche e didattiche inclusive strutturate e costantemente aggiornate.
🔸Specializzazione e aggiornamento dei docenti di sostegno: La formazione iniziale e in itinere del personale specializzato deve essere di altissimo livello, centrata sulle diverse disabilità e sui linguaggi didattici innovativi.

🔸Coinvolgimento e formazione del personale ATA:I collaboratori e le collaboratrici scolastiche rappresentano un pilastro fondamentale dell'accoglienza, dell'assistenza e della vita scolastica quotidiana. Senza la loro adeguata preparazione e valorizzazione, l'inclusione resta azzoppata.

✊ LE RICHIESTE STRUTTURALI DI FISH CAMPANIA:

1. 🔸Trasformazione immediata dei posti in deroga consolidati in Organico di Diritto: Le cattedre stabili da anni devono essere convertite per consentire le immissioni in ruolo e garantire continuità didattica.
2. 🔸Superamento della logica dell'ora come unico indicatore: Spostare l'attenzione sulla qualità dei Piani Educativi Individualizzati (PEI), sulla valutazione dei processi e sulle metodologie didattiche inclusive.
3. 🔸Piano straordinario di formazione obbligatoria per TUTTA la comunità scolastica: Moduli continui e qualificati per docenti curricolari, docenti di sostegno e personale ATA.
4. 🔸Piena attuazione del Progetto di Vita (D.Lgs. 62/2024): Attivare una reale sinergia tra scuola, servizi socio-sanitari ed enti locali per garantire un'integrazione a 360 gradi, senza lasciare sole le famiglie.

L'inclusione non è un contatore di ore su una tabella, ma un processo complesso che richiede stabilità, competenza e responsabilità condivisa. FISH Campania continuerà a battersi in ogni sede affinché la scuola campana sia davvero un ambiente accogliente, preparato e accessibile a tutti.

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