16/12/2025
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Psicoanalisi e rock di Vittorio Gonella ed Alpes
Psicoanalisi e rock di Vittorio Gonella si inserisce nel quadro delle riflessioni psicoanalitiche che hanno progressivamente riconosciuto il ruolo centrale della dimensione sonoro-musicale nei processi di costituzione della vita psichica e nella comunicazione inconscia. Gli elementi preverbali – ritmo, timbro, intensità, pause – precedono la parola e partecipano in modo decisivo all’organizzazione affettiva e alla regolazione dell’eccitazione. In questa prospettiva, la musica non è un semplice linguaggio espressivo, ma un dispositivo psichico complesso, capace di intercettare stati emotivi primitivi.
Il volume propone il rock come spazio transizionale contemporaneo, un oggetto culturale ad alta intensità emotiva che consente al soggetto di contenere stati affettivi difficilmente mentalizzabili e di offrire una prima forma all’esperienza traumatica. La musica opera così come contenitore e come livello iniziale di simbolizzazione, sostenendo la continuità del Sé nei momenti di maggiore fragilità psichica.
Attraverso l’analisi delle traiettorie esistenziali e creative di figure emblematiche della storia del rock, Gonella mostra come la creazione musicale possa assumere una funzione traumatolitica. La canzone diventa il luogo in cui dolore, perdita, frammentazione e lutto trovano una forma strutturante, capace di attenuare l’impatto dell’esperienza traumatica senza annullarla. In questo processo, la musica è spesso investita come oggetto privilegiato, su cui il soggetto deposita parti non integrate della propria esperienza emotiva.
Di particolare rilievo clinico è l’attenzione dell’autore alla dimensione dell’ascolto, intesa non solo come atto recettivo ma come processo relazionale che coinvolge l’analista. Il riferimento musicale portato dal paziente attiva risonanze corporee, affettive e immaginative nel controtransfert, che diventano parte integrante del campo analitico. Tali risonanze, se riconosciute e pensate, costituiscono uno strumento fondamentale per accedere a stati psichici non ancora rappresentabili e per orientare il lavoro interpretativo. Il controtransfert non è qui considerato un semplice effetto collaterale dell’incontro, ma una via privilegiata di conoscenza del funzionamento affettivo del paziente.
In questa prospettiva, il compito dell’analista non è interpretare il contenuto estetico o culturale della musica, ma coglierne la funzione psichica nell’economia del soggetto, utilizzando le proprie risposte controtransferali come indicatori della qualità dell’eccitazione, delle difese in atto e delle modalità di regolazione affettiva. Il lavoro clinico mira così a favorire la trasformazione dell’esperienza sonora in pensabilità condivisa.
Sul piano metapsicologico, emergono configurazioni caratterizzate da fragilità dell’Io, difficoltà nella regolazione pulsionale, idealizzazioni onnipotenti e organizzazioni difensive fondate sulla scissione. In tali assetti, la musica assume una funzione supplente, offrendo una possibilità di organizzazione laddove i processi di simbolizzazione risultano insufficienti. Il contesto storico e culturale contribuisce a intensificare tali dinamiche, rendendo il rock un luogo privilegiato di elaborazione individuale e collettiva del trauma.
Psicoanalisi e rock rappresenta dunque un contributo significativo alla riflessione psicoanalitica contemporanea. Il volume invita a un ampliamento del campo dell’ascolto analitico, includendo la dimensione sonora e le risonanze controtransferali come strumenti legittimi del lavoro clinico. Ne emerge una psicoanalisi capace di integrare rigore concettuale e attenzione ai processi preverbali, mantenendo aperto lo spazio in cui ciò che non ha ancora trovato parola può essere accolto, contenuto e trasformato
Matteo De Simone psichiatra psicoanalista didatta Associazione Italiana di Psicoanalisi A.I.Psi/I.P.A docente Istituto di Formazione AIPsi, docente Asnea, socio onorario ASSIA ( Associazione siciliana per lo studio dell'infanzia e dell'adolescenza)