15/03/2026
Negli appalti sanitari e ospedalieri delle ASL si è consolidato negli anni un sistema che scarica sui lavoratori e sulle lavoratrici il peso dei tagli e delle logiche di profitto. Operatrici e operatori della sanificazione, addetti alla logistica, infermiere e infermieri, autiste e autisti del 118 e tante altre figure essenziali garantiscono ogni giorno il funzionamento degli ospedali e dei servizi territoriali. Senza il loro lavoro, il sistema sanitario non potrebbe reggere.
Eppure, proprio questi lavoratori sono tra i più colpiti da condizioni contrattuali precarie, salari insufficienti e continui ricatti occupazionali. Il meccanismo degli appalti al massimo ribasso impone alle aziende di comprimere il costo del lavoro, peggiorando turni, diritti, sicurezza e retribuzioni. A pagarne il prezzo sono le persone che lavorano e, di conseguenza, anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Non è accettabile che servizi fondamentali per la salute pubblica siano gestiti attraverso gare che premiano esclusivamente il prezzo più basso. Questa logica produce sfruttamento, dumping contrattuale e instabilità occupazionale, mentre chi lavora negli ospedali e nei servizi di emergenza continua a garantire professionalità, responsabilità e presenza quotidiana.
Per questo lunedì 23 marzo alle ore 10:30 si terrà un presidio sotto la Regione Campania – Palazzo Santa Lucia, per chiedere con forza un cambio di rotta. È necessario mettere fine agli appalti al massimo ribasso, garantire salari dignitosi, stabilità lavorativa e il pieno rispetto dei diritti.
La sanità pubblica non può reggersi sul lavoro povero. Chi assicura servizi essenziali deve avere condizioni di lavoro giuste e dignitose.
Invitiamo tutte e tutti — lavoratori, utenti della sanità, cittadine e cittadini — a partecipare al presidio e a sostenere questa mobilitazione. Difendere i diritti di chi lavora nella sanità significa difendere la qualità e il futuro del servizio sanitario pubblico.