Corte Fieschi Casella Vallescrivia

Corte Fieschi Casella Vallescrivia Associazione storico culturale multiepoca .Organizziamo eventi storici,cene medievali,napoleoniche a tema. Bovio Gabriella presidente

13/06/2026
13/06/2026

✨ Samedi 13 juin à 22h, la Place du Palais s’illumine ! ✨

La Fédération des Sites historiques Grimaldi de Monaco vous donne rendez-vous pour un spectacle exceptionnel Son & Lumière, à l’occasion de la 7ᵉ Rencontre des Sites historiques Grimaldi de Monaco.

🏰 Un voyage immersif au cœur de l’histoire des Grimaldi
🎭 Des projections monumentales, des effets lumineux et des créations visuelles inédites
🌟 Un moment magique à partager en famille ou entre amis dans le cadre prestigieux de la Place du Palais

📅 Samedi 13 juin 2026
🕙 22h00
📍 Place du Palais - Monaco

Venez découvrir l’histoire, le patrimoine et les traditions des Sites historiques Grimaldi de Monaco à travers un spectacle grandiose mêlant émotion, culture et innovation.

✨ Entrée libre - Nous vous attendons nombreux !

13/06/2026

Tanti auguri a tutti gli Antonio e tutte Antonelle

11/06/2026

La mostra è dedicata al tema della regalità come invenzione scenica, un linguaggio che attraversa secoli, generi e stili, costruendo figure capaci di imporsi nell’immaginario. Al centro della mostra è il costume di scena tra cinema e teatro, officine diverse della stessa meraviglia. Il percorso...

11/06/2026

Il 15 ottobre 1581, a Parigi, un italiano mise in scena uno spettacolo che molti storici considerano uno dei primi grandi antenati del balletto.

Si chiamava Balthasar de Beaujoyeulx. Prima, in Italia, era Baltazarini di Belgioioso: piemontese, musicista, coreografo, uomo di corte.

Ed ecco il piccolo tradimento della memoria: noi diciamo “balletto francese” con la naturalezza con cui diciamo Versailles, Luigi XIV, l’Opéra di Parigi. E non è sbagliato.

Ma non è tutta la storia.

Prima che diventasse disciplina accademica, prima delle punte, prima dei teatri, prima dell’immagine eterea della ballerina ottocentesca, il balletto era un linguaggio politico. Un modo per mostrare ordine, potere, gerarchia, grazia.

Nelle corti italiane del Rinascimento, danza, musica, geometria e cerimoniale non erano passatempi leggeri: erano grammatica del comando. Il corpo doveva sapere dove stare. Anche il passo aveva un rango.

Quando Caterina de’ Medici, nata a Firenze nel 1519, entrò nella corte francese sposando Enrico II, portò con sé molto più di un cognome pesante. Portò gusto italiano, feste, intermezzi, maestri, una certa idea della scena come macchina di prestigio.

La Francia, però, fece ciò che la Francia spesso ha saputo fare: prese una forma, la disciplinò, la rese istituzione.

Nel 1581, per le nozze legate alla corte reale, il Ballet comique de la reine unì danza, musica, poesia, canto, scenografia e racconto mitologico. Non era ancora il balletto che immaginiamo oggi. Era uno spettacolo lunghissimo, aristocratico, costoso, pensato per essere visto come un ordine del mondo.

Il dettaglio affascinante è proprio questo: all’inizio non ballavano professionisti nel senso moderno. Ballavano nobili. Ballava la corte. Il potere non guardava soltanto lo spettacolo: si metteva in scena.

Poi arrivò Luigi XIV, il Re Sole, ballerino lui stesso, e nel 1661 fondò l’Académie Royale de Danse. Da lì la Francia trasformò quella lingua di corte in una disciplina europea.

Quindi sì: chiamarlo “francese” è comprensibile.

Ma dimenticare l’Italia è un’amnesia elegante.

Perché prima che il balletto diventasse leggerezza, era calcolo.
Prima che sembrasse sogno, era politica.
Prima di parlare francese, aveva già imparato a camminare in italiano.

Un passo nato a corte.
Una grazia diventata potere.
E un’origine italiana nascosta sotto un nome francese.

In breve:
— Il balletto affonda le radici nelle corti italiane del Rinascimento.
— Caterina de’ Medici contribuì a portare quel gusto spettacolare nella corte francese.
— La Francia lo trasformò poi in disciplina codificata, soprattutto con Luigi XIV.

11/06/2026

Ritorna uno degli eventi country più attesi nell'entroterra genovese. La storica Fiera di Maggio che si teneva a Torriglia in passato richiamando interessati da tutta la Liguria torna con l'ottava edizione. L'Antica Fiera di Torriglia si svolge domenica 14 giugno 2026 (dalle ore 8.30 alle 18.30) c...

11/06/2026

Visto il positivo riscontro ottenuto per il racconto sul passo delle Murette vi propongo un itinerario virtuale per percorrere o vedere le antiche mura del Barbarossa. Cliccando sul link troverete tutte le foto.

Invitato all’inaugurazione Papa Alessandro III esclamò: “Siano le vostre Mura inespugnabili come lo sono i vostri cuori”.

La leggenda narra che i genovesi eressero in soli otto giorni, 53 secondo altre fonti, le poderose mura della terza cinta muraria, quella del 1155 detta del Barbarossa.

In realtà si tratta di una metafora poiché ci vollero 8 anni e furono completate nel 1163. Devono il loro nome all’Imperatore Federico I di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero, dal quale i genovesi volevano proteggersi per difendere la propria autonomia.

Per finanziare la colossale impresa i denari pubblici non erano sufficienti. Perciò il Comune raccolse donazioni e finanziamenti di privati e prestiti di banchieri piacentini. Persino l’Arcivescovo Siro II contribuì, in cambio di una considerevole somma, vendendo parte degli arredi sacri delle chiese della città.
La narrazione epica dei fatti è fornita negli “Annali” del Caffaro in cui il cronista racconta come le mura esistenti, quelle delle Grazie e della Marina, fossero state rafforzate.

“Uomini e donne tutti, in Genova, non ristando, dì e notte, di portar pietra d’arena, avean le mura a tal punto avanzate in solo otto giorni, che qualsiasi altra città d’Italia, pur con lode non sarebbe riuscita ad altrettanto”.

Queste esistevano già prima dell’anno Mille. Il nuovo tratto saliva dal Molo fin sopra Campo Pisano e terminava, percorrendo Via del Colle, a Porta Soprana. (Vico Sotto le Murette e Via del Colle).
Dalla torre sud della porta, riedificata per l’occasione, comincia il tragitto, oggi interrotto da un cancello, delle Murette.
Queste si possono comunque raggiungere passando da Salita della Coccagna dove s’incontra la scaletta che conduce al camminamento.

Nel primo tratto le abitazioni, ormai addossate alle mura, dal lato di levante impediscono l’originaria vista verso la valle del Rivo Torbido che scorre sotterraneo. A ponente si notano ancora, fra le altre, le case danneggiate dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Valicato un piccolo dosso si apre un..

https://www.amezena.net/storia-di/siano-le-vostre-mura-inespugnabili/

Se vi va aiutatemi a diffondere la conoscenza e l'amore per Genova condividendo.

In Copertina: un tratto delle Mura del Barbarossa sul Ponte di Carignano nei pressi di Sarzano. Foto dell’autore.

Indirizzo

Bovio Gabriella Via FIESCHI 63 CASELLA
Casella
16015

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