20/12/2025
Cara il mio Natale in senso come festa e non come nome , mi ricordo del Natale di quando ero bambino , si toccava con mano la gioia delle feste natalizie , la preparazione della chiesa , dei canti , tutto aveva un sapore indescrivibile e molto diverso delle feste attuali.
Basta pensare la preparazione dei cibi natalizi , una corsa al negozio di paese a prenotare il pane , il famoso detto " al pan par i du dé" , la ricerca dal " bisein " che non poteva mancare , la sôca buna par al pien di blisgnon, al turon , col dal "vantai " (simbolo di una nota marca di torrone)come diceva mio nonno.
Poi la gioia nostra era il fatto che per le feste asa spinava qualcusa , an per ad braghi , an maion , u an per da scarpi e al limite un giaccone comprato isla fera at Casalmagiur a nuvembar.
Io il Natale lo sentivo cosi , gli auguri che si facevano ai passanti che a piedi andavano nei negozi ,di alimentari ,a Quattrocase ne avevamo 5 e l' ambulante Elvina con la frutta e verdura stesa insal caraton .Quasi tutti andavano a piedi o in bicicletta , mentre adesso per fare qualche metro si usa la macchina.
Ma!!! Questo era il mio natale , il telefono "fisso" che squillava e dicevi pronto e non " cusa a vot " visto che adesso vedi chi ti chiama ,i bigliettini di auguri spediti qualche giorno prima , adesso invece copia ,incolla e spedizione a tutti i numeri e chi riceve fa' lo stesso sistema a mo' di catena.
Bene , io cerco di mantenere un po' la tradizione anche se e' molto difficile.
Buon Natale e buone feste a tutti.
Beppe