L’Associazione Liberi per Liberare – riconosciuta, anche giuridicamente, con l’acronimo “LforL” – fondata con l’augurio e la speranza di annunciare un impegno nuovo e davvero partecipe, quello di aprirsi alla realtà della sofferenza e del desiderio di “partecipare per cambiare”, mira a contrastare le nuove forme di schiavitù. Il nome dell’associazione indica il suo centro propulsivo, quello di ess
ere laica, apartitica e democratica ma ancorata sull’esempio di San Pietro Nolasco, fondatore dell’Ordine della Mercede e, nel senso della non casualità, si può ricordare la data di costituzione della riferita associazione, il 24 settembre 2012, un giorno speciale perché dedicato alla Madonna della Mercede. Il presidente dell’associazione, Padre Nicola Di Rienzo, ha saputo ben sviluppare il messaggio mercedario coinvolgendo giovani, professionisti, impiegati e casalinghe nelle attività sociali che i Padri Mercedari svolgevano quotidianamente dapprima nella comunità carpignanese e di Grottaminarda e poi anche nella Casa Circondariale di Ar**no Irpino. Queste iniziali esperienze, singolari per ognuno dei soci, hanno entusiasmato e coinvolto gli animi, i cuori e le menti, spingendo ad una naturale riunione sotto lo scudo crociato con le catene spezzate, simbolo dell’Ordine Mercedario. Oggi, l’Associazione Liberi per Liberare – LforL, secondo le finalità espresse dallo statuto, accanto alla promozione, organizzazione e realizzazione di attività di volontariato, garantisce anche la promozione di idonee iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e i giovani, soprattutto riguardo ai temi dell’emarginazione, del volontariato e della cultura del fare per gli altri. Ancora nel solco delle finalità espresse dallo statuto, l’associazione cura la formazione permanente e continua dei propri operatori attraverso la collaborazione di qualificati esperti. Dalla sua costituzione l’associazione ha operato attivamente nella Casa Circondariale di Ar**no Irpino, supportando i detenuti e le loro famiglie, partecipando così all’attuazione di una pena a finalità rieducative. Inoltre, l’impegno profuso è anche andato oltre le mura del carcere, laddove il disagio non è marcato ma insito nei silenzi delle persone, nelle comunità, donando ascolto e assistenza alle persone più fragili e disagiate. Centro di ascolto, laboratori socio-integrativi, cooperazione in rete sono tra le principali attività svolte nell’ultimo anno e tantissimi sono stati i nuovi soci che hanno dedicato gratuitamente il proprio tempo per i più bisognosi. L’utilità sociale fa presto eco e l’operatività dell’associazione, attraverso la passione e la dedizione dei suoi volontari e le reti solidali, che nel tempo si sono costruite con le altre associazioni, hanno portato LforL ad acquisire una rilevanza provinciale. Traendo insegnamento dalle parole di Gandhi per cui bisogna vivere con amore, l’associazione si augura di sviluppare i confini della solidarietà fin dove vi è necessità, di costruire una società più giusta, di abbattere ogni discriminazione e povertà, di donare, con semplici gesti, la fiducia nell’essere uomini di cui tutti abbiamo bisogno.