07/10/2026
Il 6 ottobre è la Giornata Europea del , promossa dalla rete europea European Association Working for Carers.
Il focus di quest'anno è la flessibilità per i caregiver che lavorano: Eurocarers sollecita infatti misure più incisive per aiutare le persone a conciliare l'attività lavorativa retribuita con l'assistenza a un familiare, al partner o a un amico.
L'assistenza non segue orari prestabiliti. Gli appuntamenti cambiano, si verificano emergenze, le condizioni di salute variano e le soluzioni organizzative per l'assistenza possono saltare. Eppure, la vita lavorativa è spesso strutturata su orari fissi.
Il nuovo position paper di Eurocarers, intitolato "Equilibrio tra lavoro, vita privata e assistenza e flessibilità: valutazione della Direttiva UE sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare nel 2026", riconosce la Direttiva come un importante primo passo, perché ha introdotto standard minimi a livello UE per i permessi di assistenza e il diritto di richiedere modalità di lavoro flessibili. Tuttavia, l'analisi di Eurocarers evidenzia come tali standard minimi non siano sufficienti a rispecchiare la realtà di un'assistenza continua, intensiva e imprevedibile.
La Direttiva prevede un minimo di cinque giorni lavorativi all'anno di permesso non retribuito per i caregiver. Questa misura è ben lungi dal soddisfare le esigenze dei caregiver occupati: un diritto non retribuito è un diritto privo di sostanza. Il diritto al lavoro flessibile rimane un diritto di richiesta, non di ottenimento; ciò significa che, per molti caregiver, si traduce semplicemente nella possibilità di vedersi negata tale opportunità. Possiamo e dobbiamo fare molto di più del minimo indispensabile per i caregiver che sostengono i nostri sistemi sanitari e di assistenza sociale.
Quando lavoro e assistenza risultano inconciliabili, i caregiver possono trovarsi costretti a ridurre l'orario di lavoro, prendere permessi non retribuiti, ridimensionare le proprie responsabilità o abbandonare del tutto l'impiego. Le conseguenze possono includere una riduzione del reddito, una minore tutela sociale e diritti pensionistici più deboli, ripercussioni sulla salute e sul benessere, nonché un maggior rischio di povertà.
Eurocarers invita i decisori politici europei e nazionali a:
• Rendere retribuiti e adeguatamente compensati i congedi per i caregiver, prevedendo modalità flessibili che rispondano alle diverse esigenze di assistenza;
• Rafforzare il diritto alla flessibilità lavorativa, passando dal semplice diritto di richiederla al diritto di ottenere soluzioni adeguate, capaci di rispondere alle realtà in evoluzione dei caregiver;
• Tutelare i diritti previdenziali e pensionistici dei caregiver;
• Sviluppare ambienti di lavoro e sistemi favorevoli ai caregiver, affiancandoli a servizi di assistenza e di sollievo che siano accessibili, di alta qualità e a costi sostenibili.
L'appello è sostenuto da una dichiarazione congiunta firmata da sei organizzazioni europee partner, che ribadisce la necessità di politiche più forti ed efficaci per conciliare lavoro e attività di cura efficacemente.