16/04/2024
Condividiamo un commento sulla pagina fb del Sindaco di al post "Da giugno a partono i lavori per la Linea Verde del tram ... 🟢
Signor Matteo Lepore, abbiamo inviato a destra e a manca la segnalazione di un platano che "vive" (si fa per dire) all'angolo fra Via Serena e Viale della Repubblica.
Come può appurare, trattenendosi un momento a osservare la fotografia allegata, l'albero è stato privato di un'ampia porzione dell'apparato radicale, il quale ha una fondamentale importanza per la sua sopravvivenza.
Dovrebbe averlo compreso bene, avendo sicuramente letto qualche libro fra quelli che le abbiamo donato nelle scorse settimane.
La gravissima mutilazione arrecata al platano (le radici di un albero vanno spesso oltre la proiezione verticale della chioma), e pietosamente coperta dal lenzuolo bianco, ha portato qualcuno a temere un suo schianto a suolo, perciò qualcun altro ha pensato di imbrigliarlo con tiranti per aumentarne la stabilità.
Alleghiamo uno schema tratto da un testo conosciuto di arboricoltura, nel quale si può vedere qual è l'architettura radicale di un platano ibrido (il nostro caso) e quindi si può cogliere l'inaccettabilità delle attuali condizioni di vita di quell'esemplare disgraziato.
Se un suo familiare fosse stato ridotto così, signor Lepore, non sarebbe rimasto a guardare, e nemmeno noi siamo rimasti a guardare, però nessuno ha fatto nulla. Alcuni agronomi che abbiamo incontrato nei paraggi hanno amaramente scosso il capo e ammesso di essere arrivati troppo tardi.
L'impreparazione ingiustificabile, riguardo agli alberi, di chi opera nei cantieri è libera e incontrollata.
Il poco detto nel "Regolamento del verde pubblico e privato" e quel po' di più detto nel DECRETO 10 marzo 2020 ("Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde") sono inammissibilmente ignorati.
Però notiamo una cosa.
Lei oggi è il Sindaco di Bologna anche grazie a quell'albero e, in maniera più estesa, grazie a tutte le piante che da milioni di anni rendono questo pianeta ospitale - non "ospedale".
Più guardiamo l'albero in argomento, più ci sembra che somigli alla nostra città e ai suoi cittadini, messi in difficoltà e avvelenati dai vari cantieri in corso. In via Caduti della Via Fani e in Via Serena, con il caldo di questi giorni, c'è un'aria irrespirabile anche la mattina presto.
La sola idea che possa insediarsi il cantiere della scuola (e per diversi anni) nel parco Don Giovanni Bosco, addirittura al posto di parecchi alberi, è micidiale.
Di fronte a tutto questo, com'è possibile non cercare ancora, con ogni mezzo, di evitare l'abbattimento e il maltrattamento di altri alberi? Com'è possibile allontanare le persone, nell'ambito urbano, dai vitali spazi verdi e quindi allontanarle dalla propria salute?
Per sopravvivere ai severi effetti del riscaldamento globale, è ormai inevitabile che ogni cittadino possa coltivare il proprio rapporto con la natura, e rigenerarsi, vicino all'abitazione e al luogo di lavoro - è inevitabile e urgente.
Servono allora molti alberi, giardini e parchi pubblici.
Prima di tutto.
La risposta del Sindaco:
" In realtà sta andando bene. Peccato non tifare per il successo della propria città. "
COMITATO per la TUTELA degli ALBERI di BOLOGNA e PROVINCIA - CTA | Europa Verde - Verdi Bologna | Legambiente Emilia-Romagna APS | Legambiente Bologna | Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio | WWF Emilia-Romagna | WWF Bologna | SIA - Società Italiana di Arboricoltura ONLUS | Greenpeace Italia