10/01/2026
Lo sportello antiviolenza Diana di Carlentini respinge con assoluta fermezza le gravi ed infondate accuse contenute nelle dichiarazioni rese alla stampa dalla Presidente del Centro Antiviolenza Angeli nei confronti dello Sportello e delle professioniste che vi operano.
Le affermazioni secondo cui lo sportello Diana opererebbe in assenza di requisiti normativi, in violazione di legge o in conflitto di interessi sono oggettivamente false e configurano un tentativo evidente di delegittimazione pubblica di un servizio che opera nel territorio nel pieno rispetto delle normative vigenti, dei protocolli istituzionali e dei principi deontologici che regolano il lavoro a tutela delle vittime di ogni tipo di violenza.
Lo sportello Diana è regolarmente attivo come centro di ascolto, facente parte dell’associazione Co.tu.le.vi, e svolge esclusivamente le funzioni previste dal protocollo d’intesa siglato tra la predetta Associazione e il Comune di Carlentini. Non ha mai svolto né rivendicato attività riservate per legge ad altre tipologie di strutture. Ogni presa in carico avviene da parte della Co.tu.le.vi. nel rispetto della riservatezza e delle procedure previste, senza alcuna commistione impropria di ruoli o interessi, essendo lo Sportello esclusivamente un presidio di ascolto e supporto meramente gratuito e su basi volontarie.
Le professioniste dello sportello antiviolenza Diana si riservano di tutelare la propria immagine, la propria professionalità e il proprio operato in tutte le opportune sedi giudiziarie, per le dichiarazioni espresse dalla sig.ra Angela Viscuso nella sua qualità di Presidente del Cav Angeli, e nei confronti di chiunque continui a diffondere dichiarazioni diffamatorie o non rispondenti al vero.
È particolarmente grave che, in un ambito così delicato, si scelga di utilizzare lo strumento della denuncia mediatica per alimentare confusione, screditare professionalità riconosciute e colpire indirettamente un presidio che rappresenta per molti cittadini un primo e fondamentale spazio di ascolto e orientamento. Tali condotte non danneggiano solo le operatrici, ma rischiano di minare la fiducia nei servizi antiviolenza nel loro complesso, con un impatto diretto sulle persone più vulnerabili.
Lo sportello Diana continuerà a operare con serietà, competenza e responsabilità, nella convinzione che la lotta alla violenza non possa e non debba mai trasformarsi in terreno di scontro, strumentalizzazione o guerra tra soggetti che, per missione, dovrebbero agire esclusivamente nell’interesse delle vittime.