“Il primo che parli di cristianesimo in Carignano rimonta al 981 circa. E' un rescritto di Ottone III re dei romani, che conferma ad Amizone vescovo di Torino il possesso di Carignano;
Fra gli altri possedimenti citava pure «Curtem in Cargnano con ca****la in Honore... sancti Remigii cm omnibus ad eam partinentibus». E cioè: la corte che è in Carignano con la chiesetta di S. Remigio e con tutti i
beni che le spettano.” (G.B. LUSSO - La Parrocchia – Alzani Pinerolo, 1964)
E’ lecito quindi pensare che a tale data risalga la fondazione della prima “San Remigio”. Considerato inoltre che:
• in diverse epoche la chiesa in oggetto è stata distrutta per eventi bellici ed incuria (trovandosi “fuori le mura”) ed immediatamente ricostruita per iniziativa popolare, sempre nello stesso sito, a dimostrazione della devozione dei Carignanesi nei confronti di quello che fu per più secoli il luogo di custodia delle salme ed il principale luogo di culto intitolato al Santo Patrono;
• la stessa attuale costruzione, consacrata nel 1633, fu restaurata più volte (si ricordano l’intervento radicale del 1865 fino all’ultimo documentato di manutenzione ordinaria degli anni 1951-1956) ed ancora nel 1975 vi fu celebrata una Messa mentre solo due anni più tardi essa veniva svuotata ed abbandonata alla sua sorte;
• nonostante l’attuale stato di rovina la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio ne “[…] ribadisce l’interesse storico artistico ai sensi degli articoli 2 e 5 del D. Lgs. 490/99” e ne solleciti un intervento teso “[…] alla conservazione delle vestigia della chiesa” (comunicazioni del 3 giugno 2003, prot. AD10477 e 26 aprile 2004, prot. n.22610/AD);
• la normativa in materia solleciti tutti i Comuni a segnalare alle Soprintendenze tutti i beni di interesse “storico, artistico, demo-etno-antropologico”, e la Chiesa di San Remigio oggi risulta inserita in tali “liste”;