06/01/2026
Che bella serata... Che grande soddisfazione!
Abbiamo assistito alla messa in scena di Amen di Crescenzo Autieri. E alla conclusione abbiamo ricevuto un dono da parte del regista che ci inorgoglisce e ci fa capire che siamo sulla strada giusta. La strada della socializzazione e dell'associazionismo apre molteplici strade e noi le vogliamo sfruttare tutte. Grazie Crescenzo per il tuo gesto.
Per quanto all'opera che dire, é stato uno spettacolo che si è distinto per la sua intensità emotiva e per il modo in cui coinvolge lo spettatore.
Fin dai primi momenti, l'opera ci ha trascinato in un percorso introspettivo, dove il silenzio e la parola hanno lo stesso peso.
Autieri costruisce un testo che non dà risposte facili ma pone domande lasciando spazio al silenzio.
L'interpretazione attoriale è intensa capace di trasmettere il tormento interiore del personaggio instaurando un rapporto diretto con il pubblico.
Amen non è uno spettacolo di facile fruizione: richiede attenzione e disponibilità emotiva. È capace di scavare nell'animo umano,
lasciando traccia anche quando il sipario si è chiuso.
(Il riferimento al romanzo di Dickens "Oliver twist"non è solo letterario ma simbolico. Oliver incarna l'innocenza abbandonata: il bambino che chiede di essere visto, accolto e salvato..è tutta lì la chiave)
Il romanzo è lo specchio del protagonista dando voce ad un' innocenza ferita..
Ancora una volta Autieri fa ricorso alla letteratura che diventa strumento di salvezza capace di illuminare il senso ultimo dello spettacolo: il desiderio ultimo di essere salvati.