Associazione Avvocati in Movimento

Associazione Avvocati in Movimento Associazione che promuove la cultura Giuridica, la tutela e diritti degli Avvocati nell'interesse della collettività

04/12/2025

📣Nota Stampa
La recente sentenza della Corte costituzionale n. 179/2025 segna un passaggio fondamentale per l’intero sistema della giustizia.

La Consulta ha infatti stabilito che la riduzione dei compensi dei professionisti nei procedimenti con patrocinio a spese dello Stato non può essere applicata quando le tariffe non risultano adeguate, poiché ciò determina una violazione dei principi di ragionevolezza, uguaglianza ed effettività del diritto di difesa.

Si tratta di un principio di limpida evidenza giuridica, che mette in luce un immobilismo ormai ingiustificabile. La Corte evidenzia inoltre che, anche quando la parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il compenso del professionista deve essere liquidato in misura adeguata all’aumento del costo della vita. L’aggiornamento periodico delle tariffe costituisce infatti un presidio essenziale per garantire dignità e proporzionalità al compenso per l’opera prestata.

La Consulta ricorda anche che una riduzione irragionevole dei compensi genera un grave effetto sistemico: allontana i professionisti più qualificati, compromettendo la qualità dell’assistenza tecnica e, di conseguenza, il diritto di difesa dei cittadini, in particolare dei più fragili.

Il Ministro Nordio ha annunciato lo scorso ottobre un imminente aggiornamento delle tariffe e dei nuovi parametri professionali. Tuttavia, quel provvedimento non è ancora stato emanato. Alla luce di questa pronuncia, tale ritardo non è più né politicamente sostenibile né giuridicamente tollerabile.

Per queste ragioni, il Movimento Forense chiede che si proceda senza ulteriori indugi all’aggiornamento delle tariffe e all’emanazione dei nuovi parametri professionali. L’adeguamento non è più soltanto opportuno: è necessario, urgente e costituzionalmente dovuto.

Il Movimento Forense vigilerà sull’attuazione di questo principio di civiltà giuridica e continuerà a promuovere, in ogni sede, la dignità dei professionisti della giustizia.

Perché la dignità dei professionisti è condizione essenziale della dignità stessa della giustizia.



Avv. Elisa Demma

Presidente Nazionale Movimento Forense

Avv. Serena Callipari

Responsabile Dip. PSS Movimento Forense

07/04/2025

L’ingresso nella professione e la precarietà economica rappresentano un ulteriore deterrente. Il mercato dell’avvocatura è saturo e i redditi spesso inferiori a quelli di altri laureati magistrali. Di conseguenza, molti laureati scelgono percorsi alternativi, orientandosi verso impieghi nel settore pubblico o privato. Tuttavia, le aziende si trovano spesso a dover colmare il divario tra la formazione accademica e le competenze richieste dal mercato, a causa di un sistema universitario ancora troppo teorico.

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