17/10/2026
Oggi, al Parco della Musica di Cagliari, le cose accadono tutte insieme. Una voce si alza, qualcuno apre un libro, altre mani lavorano, qualcuno si ferma ad ascoltare. E intanto, quasi senza accorgercene, persone che fino a un momento prima erano estranee cominciano a condividere lo stesso spazio, lo stesso tempo, persino un pensiero.
È Panta Rei. Tutto scorre.
Ci sono laboratori, letture, arte, incontri e storie che cercano una forma per essere raccontate. Ci sono associazioni che portano il proprio lavoro e persone che, attraverso linguaggi diversi, rendono visibile ciò che spesso rimane ai margini della vita quotidiana.
C'è Marco Cavallo, il grande cavallo azzurro nato dall'esperienza di Trieste, che porta con sé una storia di libertà e di porte finalmente aperte.
E ci siamo noi di Albeschida, con un'opera d'arte, dei libri e uno spettacolo tratto da L'alba tra le brume.
Mi soffermo su queste parole: un'alba, la nebbia. La luce che arriva mentre le cose conservano ancora i loro contorni incerti. Non c'è bisogno che tutto sia chiaro perché qualcosa possa cominciare.
È sufficiente che ci sia uno spazio, che qualcuno trovi il coraggio di parlare e qualcun altro quello, altrettanto importante, di ascoltare.
La salute mentale ha a che fare anche con questo: con la possibilità di esistere in mezzo agli altri senza dover essere sempre spiegati, con la libertà di cambiare, di creare, di scoprire che dentro una persona c'è molto più di quanto si riesca a vedere al primo sguardo.
Oggi, in questo luogo, le storie non sono tutte uguali. E meno male!! Si incontrano, si sfiorano, prendono strade diverse. Come l'acqua, che non conserva la forma del recipiente e tuttavia continua il suo viaggio.
Panta Rei. Tutto scorre. E in questo continuo movimento, tra una voce e un gesto, tra ciò che siamo stati e ciò che ancora possiamo diventare, c'è la possibilità meravigliosa di incontrarci.