10/06/2026
Negli ultimi giorni non si fa che parlare della riapertura del "ponte nuovo" dopo otto anni dalla sua chiusura.
La sua presenza è parte integrante del nostro "panorama fluviale", lo abbiamo percorso più volte a piedi o in auto e lo abbiamo utilizzato come punto di riferimento durante le piene del Volturno (quando l'acqua raggiungi gli "occhi" il fatto è serio!).
Lo chiamiamo il "ponte nuovo", ma perchè? Lo è davvero?
La sua storia inizia negli anni '30 , precisamente nel 1932 quando il Nuovo Ponte sul Volturno viene inaugurato per supportare l'ormai inadatto Ponte Romano.
Sono gli anni della prima diffusione delle auto e dei mezzi di trasporto e l'antico ponte si era rivelato già allora insufficiente per il modesto traffico veicolare.
Quindi un ponte nuovo rispetto a quello antico relegato a una funzione di secondo piano, quasi pedonale viste le dimensioni esigue della carreggiata.
Sappiamo chi lo ha costruito? Certamente, il progetto porta la firma di Giulio Krall, uno dei più grandi matematici e contemporaneamente progettista strutturale del '900. La sua costruzione, invece fu affidata ad una consolidata ditta del settore che tanto operava in quegli anni: la Ferrobeton.
Il ponte nuovo però non ebbe una vita lunga. 1943, la guerra infuriava e Capua fu pesantemente bombardata dagli Alleati il 9 settembre. Lo sappiamo, gli obiettivi erano principalmente i due ponti stradali e quello ferroviario.
Ironia della sorte, il 9 settembre nessuno dei due ponti stradali fu distrutto integralmente ed entrambi subirono danni relativamente modesti.
La guerra, come ben sappiamo, continuò e lungo il Volturno si combatterono feroci battaglie! Con l'avvicinarsi degli Alleati, agli inizi di ottobre, le forze tedesche in ritirata ben pensarono di distruggere entrambi i ponti minandoli completamente.
L'8 ottobre la Quinta Armata degli Alleati liberò la nostra città.
Città per modo di dire, dato che nell'ultimo mese era divenuta il centro principale degli scontri.
Gran parte del centro storico era stato distrutto o danneggiato e per attraversare il Volturno i genieri inglesi e americani dovettero costruire dei ponti provvisori i cui piloni sono ancora visibili quando il fiume è in secca!
1945, la guerra finalmente giunge al termine e lentamente si può pensare alla difficile ricostruzione.
La città ha un bisogno disperato dei suoi ponti ma un feroce dibattito si innescò sulla ricostruzione di quello "romano". Il Consiglio Comunale dell'epoca ne avrebbe voluto la ricostruzione integrale ipotizzando addirittura il recupero dei blocchi di tufo e piperno ancora nel fiume...il Genio Civile invece "ordinò" la costruzione di un manufatto più moderno, più resistente alle piene e idoneo alle nuove esigenze di mobilità. Sarebbero passati anni fino alla sua riapertura del 1956...
E il nostro Ponte Nuovo? Beh l'urgenza di un ponte funzionale spinse il Genio Civile a ripristinare più velocemente quel manufatto "meno problematico" come memoria storica. Fu richiamato GIulio Krall che ne progettò una versione 2.0, migliorata e corretta e fu ricostruita l'intera struttura in tempi record dalla Ferrobeton con inaugurazione nel 1947. Ponte Nuovo quindi? Assolutamente no!
Le foto allegate mostrano il primo ponte nuovo deli anni'30; le distruzioni belliche; il ponte provvisorio; il secondo e attuale ponte nuovo degli anni'40