26/07/2026
IL TRADIMENTO E LA STRAGE — IL SACCO DI CAPUA
Il consiglio cittadino attende disperatamente l'aiuto del re Federico d'Aragona, ma per il sovrano non c'è più via di scampo e non ha possibilità di inviare rinforzi. Di fronte all'inevitabile, i capuani inviano un rappresentante per negoziare la resa pacifica della città.
Viene raggiunto un accordo: Capua aprirà le porte evitando la violenza in cambio del pagamento di un riscatto di 40.000 ducati d'oro (o scudi) da versare entro le ore 15 del 24 luglio. Cesare Borgia, comandante delle forze assedianti, accetta i termini e acconsente a entrare pacificamente.
Il 24 luglio 1501, Capua apre le sue porte. L'esercito francese del generale Bérault Stuart d'Aubigny e le truppe di Cesare Borgia, il Duca Valentino, fanno il loro ingresso giungendo nel centro della città.
La promessa viene immediatamente infranta: con un tradimento inaspettato, Borgia lancia un urlo di battaglia e i soldati si sparpagliano per le strade iniziando il saccheggio.
Ha inizio una spietata carneficina. Le truppe si abbandonano a violenze indicibili, senza risparmiare donne e bambini. Su una popolazione totale stimata in circa 10.000 o 12.000 abitanti, il numero delle vittime oscilla tra le 2.000 e le 6.000, con una stima storicamente accreditata di circa 5.000 morti.
La città di Capua, fino ad allora una delle più ricche e potenti del regno, viene brutalmente annientata in uno degli eventi più drammatici della storia d'Italia.