01/12/2025
C’è, nella terra scura della Tuscia, un respiro antico che nessuna modernità riesce a cancellare. È un respiro che sale dai campi, dalle vigne addormentate nell’arsura di luglio, e che torna ogni anno a chiedere ascolto.
Mercoledì scorso, durante la degustazione alla cieca dell’11ª edizione di Giro di Vino, quel respiro si è fatto voce. Una voce severa, franca, popolare: la voce dei vitigni autoctoni, delle mani che li coltivano, dei gesti che non cambiano mai.
E così, nel silenzio concentrato del panel, sono emersi nove vini: tre bianchi, tre rossi, tre naturali.
🏆 I MIGLIORI BIANCHI!
🥇Campo del Guardiano di Azienda Agricola Palazzone con 90,04/100 punti
🥈G109 di Tenuta la Pazzaglia con 89,66/100 punti
🥉Matan di La Biagiola Winery pari merito con 88,66/100 punti
🥉Ametis di Papalino Vini pari merito con 88,66/100 punti.
🍷 I MIGLIORI ROSSI
🥇Aita di Azienda Muscari Tomajoli con 90,14/100 punti;
🥈 Cavarossa di Vini Pacchiarotti pari merito con 88,21/100 punti;
🥈 Gaia Cecilia di Vini LE LASE pari merito con 88,21/100 punti;
🥉 Maru di Fattoria Lucciano con 87,35/100 punti.
🌿 I MIGLIORI NATURALI
🥇Ciliegiolo Igt di con 86,92/100 punti;
🥈 Altrove, Igt rosato da Ciliegiolo di Cantina Onofri con 85,98/100 punti;
🥉 Tre Quintali, Igt da uve Procanico, prima esperienza secondo i dettami del naturale di con 85,93/100.
Per tutti gli altri che ci hanno onorato della loro presenza ai banchi di assaggio, un meritato quarto posto ex equo, perché questi vini e questi vignaioli rappresentano l’anima più autentica della Tuscia: territorio, passione, mani che lavorano e storie che fermentano, lentamente e con sacrificio, proprio come un grande vino. 💛🍷
Vini che non cercano l’applauso facile: parlano piano, come parlano i borghi, i contadini, le strade consunte dal sole. Ma proprio per questo sanno farsi ascoltare.
E raccontano una verità semplice: che la cultura di un territorio vive finché qualcuno la riconosce, la difende, la assaggia.
A tutte le cantine, a chi ogni giorno lavora questa terra con umiltà e ostinazione: questo premio è anche vostro.
A chi ama il vino come si ama un frammento di storia: continuate a cercare, a domandare e a bere con coscienza.
Perché la Tuscia — come l’Italia più autentica — non è fatta di parole, ma di sapori che resistono.
E resistendo, ci ricordano chi siamo.
"Perché la nostra ansia, se è giusto che non sia più ansia di miseria, sia ansia di beni necessari".
Pasolini
Ad maiora!
Raffaele Marini