Pro Loco Cappadocia Aq

Chiama Indicazioni

Pro Loco Cappadocia Aq Valorizzare Cappadocia ed il territorio che la circonda. Promuovere le sue bellezze e potenzialità

In Abruzzo , ed in tutta l'Italia centrale, quello che si avvicina era un momento topico: tra il 31 ottobre e l'11 novem...
06/10/2026

In Abruzzo , ed in tutta l'Italia centrale, quello che si avvicina era un momento topico: tra il 31 ottobre e l'11 novembre (san Martino) terminava l'anno contadino e cominciava un nuovo ciclo agricolo.... la natura tornava a dormire sotto la terra, il sole accorciava la sua permanenza nel cielo e, in questo tempo di interregno tra la luce e l'oscurità, diventavano più labili i confini tra il mondo dei vivi e quello delle ombre...
Come non festeggiare un periodo così interessante e carico di pathos???
La Proloco di Cappadocia lo farà con un'occhio alla tradizione locale ma senza sottrarsi ai festosi e imperdibili cortei di mostriciattoli d'oltreoceano!!!
Non mancate!!!

Ai più attenti non sarà sfuggito che... MANCA UN MESE ALLA NOTTE DI OGNISSANTI!!!Per una migliore organizzazione del fat...
30/09/2026

Ai più attenti non sarà sfuggito che... MANCA UN MESE ALLA NOTTE DI OGNISSANTI!!!
Per una migliore organizzazione del fatidico giro di "dolcetto o scherzetto" chiediamo cortesemente alla persone che il 31 ottobre (tendenzialmente nel tardo pomeriggio: dalle 18:30 in poi) saranno presenti a Cappadocia e si rendono disponibili ad accogliere adorabili gruppetti di fantasmi , streghe, jupi rapaci e mostri di varia natura rabbonendoli con un dolcetto, di segnalarcelo (commentando questo post o con un messaggio sul profilo Messenger della Proloco o contattandoci privatamente - Annibale, Piera, Irene, Silvia, Tiziana, Pietro)...e chi non accoglie i fantasmetti...
si aspetti tremendi scherzetti!!!

Pasquale Scarpitti è stato un giornalista, poeta e scrittore italiano; nato a Castel di Sangro nel 1923, era un fiero ab...
08/09/2026

Pasquale Scarpitti è stato un giornalista, poeta e scrittore italiano; nato a Castel di Sangro nel 1923, era un fiero abruzzese: per questo agli inizi degli anni '70 si dedicò ad un'opera (una raccolta di prose, inchieste, riflessioni poetiche) che aveva come obiettivo quello di tracciare un ritratto dell'identità abruzzese, la chiamò "Disincanto" , chiarendo nel titolo l'intento di offrire una riflessione che non si lasciasse andare ad un patetico regionalismo o ad un folklore ideale e nostalgico, ma che offrisse una rappresentazione realistica , lucida e rigorosa dell'Abruzzo, delle sue luci e delle sue ombre.
Nella sua opera Scarpitti integrò anche i contributi di altri celebri abruzzesi e non mancò di consultare il più ironico e disilluso di tutti: Ennio Flaiano che, pur essendosi trasferito a Roma ancora giovane, aveva radici che affondavano nella terra delle colline pescaresi. Una lunga corrispondenza intercorse tra i due e culminò nella celebre "Lettera sull'Abruzzo" di Flaiano, nella quale l'intellettuale rispondeva alla richiesta di Scarpitti di indicare che legame avesse conservato con l'Abruzzo e cosa dell'identità abruzzese portasse ancora con sé. Questa risposta entrò a fare parte del testo di "Disincanto" e tocca corde profonde di ogni abruzzese, per questo la condividiamo qui:

"Caro Scarpitti,
adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l’orgoglio di esserlo, che mi riviene in gola quando meno me l’aspetto, per esempio quest’estate in Canada, parlando con alcuni abruzzesi della comunità di Montreal, gente straordinaria e fedele al ricordo della loro terra. Un orgoglio che ha le sue relative lacerazioni e ambivalenze di sentimenti verso tutto ciò che è Abruzzo. Questo dovrebbe spiegarti il mio ritardo nel risponderti. (...)
Tra i dati positivi della mia eredità abruzzese metto la tolleranza, la pietà cristiana (nelle campagne un uomo è ancora “nu cristiane”), – la benevolenza dell’umore, la semplicità, la franchezza nelle amicizie; e cioè quel sempre fermarmi alla prima impressione e non cambiare poi il giudizio sulle persone, accettandole come sono, riconoscendo i loro difetti come miei, anzi nei loro difetti i miei. Quel senso ospitale che è in noi, un po’ dovuto alla conformazione di una terra isolata, diciamo addirittura un’isola (nel Decamerone, Boccaccio cita una sola volta l’Abruzzo, come regione remota: “Gli è più lontano che Abruzzi”); un’isola schiacciata tra un mare esemplare e due montagne che non è possibile ignorare, monumentali e libere: se ci pensi bene, il Gran Sasso e la Majella sono le nostre basiliche, che si fronteggiano in un dialogo molto riuscito e complementare. Tra i dati negativi della stessa eredità: il sentimento che tutto è vanità, ed è quindi inutile portare a termine le cose, inutile far valere i propri diritti; e tutto ciò misto ad una disapprovazione muta, antica, a una sensualità disarmante, a un senso profondo della giustizia e della grazia, a un’accettazione della vita come preludio alla sola cosa certa, la morte: e da qui il disordine quotidiano, l’indecisione, la disattenzione a quello che ci succede attorno. Bisogna prenderci come siamo, gente rimasta di confine (a quale stato o nazione? O, forse, a quale tempo?) – con una sola morale: il Lavoro. E con le nostre Madonne vestite a lutto e le sette spade dei sette dolori ben confitte nel seno. Amico, dell’Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue. Me ne andai all’età di cinque anni, vi tornai a sedici, a diciotto ero già trasferito a Roma, emigrante intellettuale, senza nemmeno la speranza di ritornarci. Ma le mie “estati” sono abruzzesi, e quindi conosco bene dell’Abruzzo il colore e il senso dell’estate, quando dai treni che riportavano a casa da lontani paesi, passavo il Tronto e rivedevo le prime case coloniche coi mazzi di granturco sui tetti, le spiagge libere ancora, i paesi affacciati su quei loro balconi naturali di colline, le più belle che io conosco. (...) Dico sempre a me stesso che devo tornarci a “vederlo”. Non certo per scriverne, scrittori abruzzesi che possono dirci qualcosa dell’Abruzzo d’oggi non mancano, io indulgerei un po’ troppo nella memoria, non so più giudicare, capisci quello che voglio dire? O forse, chissà… questa lettera che mi hai cavato con la tua dolce pazienza non volevo scriverla, per un altro difetto abruzzese, il più grave, quello del pudore dei propri sentimenti. Non farmi aggiungere altro, statti bene e tanti saluti dal tuo,
Ennio Flaiano"

Hai presente quando arriva, fatale e inesorabile, la fine di agosto e tu, col cuore pesante, pronunci l'inevitabile sent...
31/08/2026

Hai presente quando arriva, fatale e inesorabile, la fine di agosto e tu, col cuore pesante, pronunci l'inevitabile sentenza "ne lle simo appiccate"? Hai presente l'ultima serata allietata dal freschetto cappadociano, quando cominci a pensare "chissà domani a quest'ora a Roma..."? Hai presente il magone che ti prende quando con la macchina cominci a percorrere a ritroso la strada tra Cappadocia e Petrella, e poi tra Petrella e Tagliacozzo... e già ripensi nostalgico alle capatine al mercato del giovedì, alle serate a mangiare i crostoni del Brigante, alle passeggiate fino al bar "Il Grifone" per prendere un gelato? Hai presente quel lieve senso di esilio che ti coglie di sorpresa quando oltrepassi il cartello "Abruzzo" con un'impietosa linea rossa a confermarti che si, te ne stai proprio andando da quella magica regione?
Quante volte hai provato a spiegare queste sensazioni senza trovare la parola adatta, pensando che il mondo, chi non conosce Cappadocia, non potesse capirti?
Buone notizie: la parola per spiegarle c'è! Viene dal gaelico scozzese ed è "CIANALAS"!

Cianalas (pronuncia: "keeanalas") è una parola che indica una malinconia profonda causata dalla separazione dai propri luoghi di origine o da paesaggi amati da cui ci si deve allontanare, una nostalgia che va oltre la semplice "mancanza di casa". È il richiamo verso un luogo, una comunità, uno stile di vita che forse non hai mai vissuto davvero, eppure senti tuo. Quella stretta lieve nel petto quando senti un'espressione dialettale nota, quando un paesaggio ti sembra parte della tua storia più remota. Non c'è tristezza nel cianalas, soltanto la consapevolezza di ciò che è veramente importante nella vita. Racchiude l'idea che un luogo continui ad appartenenti anche quando te ne stai andando.

Per te che, come noi, in questi giorni sei vittima del cianalas... coraggio fratello (o sorella)!

27/08/2026

Pubblichiamo a social unificati un comunicato del Presidentissimo della Proloco, Annibale

"Le feste di agosto appena concluse hanno visto una grande e soddisfacente partecipazione da parte del paese.
Nonostante il poco tempo avuto a disposizione per prepararle, sono state portate a termine numerose iniziative che hanno riscosso l'approvazione di Cappadocia.
La popolazione ha contribuito con il tesseramento (abbiamo raggiunto il numero di 303 soci), con donazioni volontarie e con la partecipazione agli eventi.
Maggiori dettagli saranno forniti durante la prima assemblea dei soci che presumibilmente sarà convocata per il ponte dell'1 novembre.
RInnovo a nome di tutto il C. D. I ringraziamenti per il sostegno dato all'Associazione.
Annibale Conforti"

26/08/2026

Agosto è agli sgoccioli, settembre ci guarda con la sua aria impietosa... e qui alla Proloco è tempo di bilanci.
Chiudiamo questa prima estate insieme in positivo. Decisamente in positivo. E quello a cui ci riferiamo non è solo un "avido" positivo economico (...c'è anche quello però: grazie alla partecipazione dei Cappadociani possiamo pensare senza affanni a nuove attività e proposte), ma è un bilancio in attivo fatto di sorrisi, di parole d'incoraggiamento, di aiuto concreto. Di voglia di partecipare.
..alla forza lavoro bruta e fondamentale: quella che ci ha permesso di mo***re, smo***re, trasportare tavoli e sedie, svuotare magazzini e rimettere a nuovo vecchio materiale.....a tutte le mani sapienti che hanno cucinato prelibati manicaretti per la serata di Nonna Papera... e a chi è venuto a mangiarli senza farsi fermare dal cielo grigio.....agli audaci genitori che hanno bloccato il traffico per la Maratonina, hanno partecipato ad ambiziose escursioni, si sono financo improvvisati ceramisti nella realizzazione di statuette equine.....a tutti quelli che hanno messo a disposizione della comunità le loro conoscenze, per rendere più bello l'agosto di tutti: chi organizzando un torneo di calcetto, chi tirando fuori un cavo misterioso proprio al momento giusto, chi ideando complesse eliminatorie per tornei di Briscola e Burraco, chi condividendo la sua nutrita collezione di giochi da tavolo, chi prestando la sua voce suadente per ripetute, ripetute, ripetute tombole, chi rispolverando antiche conoscenze di costruttore di cavallucci d'argilla.....a chi ha lasciato un suggerimento nella scatola "fatte esci' jo fiato": Cappadocia si arricchisce grazie alle idee di tutti.....a chi ci ha permesso di portare avanti la nostra idea di ProLoco facendo la tessera, comprando un biglietto per la riffa, partecipando ai tornei...
..a tutti voi vogliamo dedicare una breve filastrocca...

FILASTROCCA DEL PICCOLO GESTO IMPORTANTE
Un piccolo gesto è una pietra preziosa
cela un segreto che è molto potente:
qualcosa accade se tu fai qualcosa
e niente accade, se tu non fai niente.
Basta un secchiello a vuotare il mare?
Basta una scopa a pulir la città?
Forse non basta, ma devi provare
se provi, forse, qualcosa accadrà.
E’ un gesto inutile, ma non importa,
piccoli gesti hanno forza infinita.
Se ognuno spazza davanti alla porta
la città intera sarà pulita.
Bruno Tognolini
.. perché, grazie ai vostri piccoli gesti importanti, in questo agosto Cappadocia è stato un posto più vivo e accogliente.

«Stare a tavola non è solo mangiare, è far parte di una comunità che condivide lo stesso pane e la stessa storia.»      ...
23/08/2026

«Stare a tavola non è solo mangiare, è far parte di una comunità che condivide lo stesso pane e la stessa storia.»
Carlo Petrini, fondatore
di Slow Food

Ieri sera il Piazzale si è animato di lunghe tavolate colorate, musica, profumi e risate... il ritorno dell'atteso appuntamento con la cena comunitaria "ognuno se porta lo si'"!
Si tratta davvero di un'occasione d'incontro molto amata dalla nostra comunità: ritrovarsi tutti insieme sulla piazza di Cappadocia, accanto ai familiari, agli amici di sempre... ai "paesani" (che costituiscono una categoria particolare: persone con le quali per un bagaglio comune di storia, abitudini, ricordi, hai un'innegabile connessione), ognuno con le sue specialità e con la voglia di condividerle con gli altri, rappresenta un momento molto significativo e al tempo una potente metafora: una collettività funziona quando ognuno dei suoi membri può portare la sua originalità, le sue passioni, mettendole al servizio del gruppo!
È questa l'immagine con cui ci piace chiudere le attività agostane della ProLoco: una tavola imbandita con tanti cibi diversi e dalla quale ognuno può prendere ed assaggiare con curiosità...buon appetito...

Nel corso della Serata di ieri è stato estratto il biglietto vincente della riffa che metteva in palio una carriola cari...
23/08/2026

Nel corso della Serata di ieri è stato estratto il biglietto vincente della riffa che metteva in palio una carriola carica di prodotti tipici.
Il numero vincente è il 703 e la carriola se l'è aggiudicata Erika!
Congratulazioni!

...a grande richiesta e per permettervi di tornare nei vostri luoghi di residenza in forma smagliante, le gettonatissime...
23/08/2026

...a grande richiesta e per permettervi di tornare nei vostri luoghi di residenza in forma smagliante, le gettonatissime lezioni di risveglio muscolare con Anita proseguono fino a venerdì 29 agosto. Non mancate!!!

Indirizzo

Largo Beato Salvatore Lilli, 16
Cappadocia
67060

Telefono

+393333333333

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Pro Loco Cappadocia Aq pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi