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Comunità Reverie Psicologia Clinica e Psicoterapia in Comunità terapeutiche psichiatriche, centri diurni e residenzialità terapeutiche

questa pagina è lo specchio in pillole delle Comunità Reverie, speriamo vi piaccia e vi ringraziamo della vostra visita

SEMINARIO REVERIE 2026Un incontro ECM dedicato al valore del lavoro condiviso nelle Comunità Terapeutiche.Giovedì 23 ott...
29/09/2026

SEMINARIO REVERIE 2026

Un incontro ECM dedicato al valore del lavoro condiviso nelle Comunità Terapeutiche.

Giovedì 23 ottobre, dalle 9.00 alle 14.00, presso la Comunità Reverie di Capena, approfondiremo il tema della supervisione clinica nel modello Reverie: uno spazio di confronto tra professionalità, prospettive e competenze per sostenere al meglio il lavoro con le persone.

🎓 Evento ECM gratuito
5 crediti formativi - Evento n. 4338-498012

Interverranno: Antonino Serio, Maria Ciambella, Mauro De Angelis, Riccardo Giuliani, Piero Venturi e Pier Luca Zuppi.

La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti.

📍 Comunità Reverie, via Morlupo 94 – Capena (RM)
📞 0690379035
📩 [email protected]

09/09/2026

DAL RIFIUTO AL PERCORSO ESISTENZIALE

Nelle fasi acute della sofferenza psichica può essere difficile anche solo immaginare di poter ricevere aiuto.

Può essere difficile per la persona.
E può esserlo per la famiglia.

L’esperienza della Samadi Reverie mostra come, anche da questo rifiuto iniziale, possa nascere la possibilità di un percorso diverso.

La comunità terapeutica diventa uno spazio in cui ripartire.

Un luogo dove la persona può essere accompagnata nel proprio processo di crescita e la famiglia può trovare una separazione possibile, senza abbandono e senza colpa.

Per questo la comunità non è soltanto un luogo di cura.

È parte di un percorso esistenziale: un tempo e uno spazio in cui ricostruire legami, autonomie e possibilità di vita.

01/09/2026

COMPATIBILITÀ PIUTTOSTO CHE CURABILITÀ

L’ingresso in comunità non è soltanto una risposta a un’emergenza.

È l’inizio di un percorso personale.

Per questo la valutazione iniziale è un passaggio fondamentale: aiuta a comprendere il momento che la persona sta vivendo e la possibilità che la comunità sia il luogo adatto ad accoglierla.

Come sottolinea il dott. Francesco Scotti, non si tratta solo di chiedersi se una persona sia “curabile”.

Si tratta di interrogarsi sulla compatibilità tra quella persona, il suo presente e il contesto della comunità in quel determinato momento.

Perché ogni percorso ha bisogno del luogo, del tempo e delle relazioni giuste.

27/08/2026

PERCHÉ HA SCELTO DI FARLO NEL SERVIZIO PUBBLICO?

Dopo anni di lavoro nei servizi, il dott. Narracci ha scelto di portare l’esperienza della comunità terapeutica dentro il servizio pubblico.

Una scelta nata dall’osservazione.

Le persone che arrivavano alla Maieusis Reverie stavano meglio!

E allora la domanda è diventata semplice: perché non rendere possibile questo lavoro anche nel servizio pubblico?

Perché la cura non può dipendere solo da un luogo.

Ha bisogno di esperienze che funzionano, di relazioni continuative e di servizi capaci di accoglierle.

21/08/2026

CONTINUAMENTE ABBIAMO A CHE FARE CON IL LIMITE

Nel reel di oggi, la dottoressa Luisa Carbone ci guida in una riflessione profonda su un tema centrale sia nella clinica che nella vita di tutti i giorni: il concetto di limite.

Che cos'è il limite e a cosa serve?

Spesso, quando ci troviamo a dover mettere un confine, noi o chi lo riceve percepiamo una certa quota di "violenza". Eppure, stabilire delle regole e definire gli spazi è un passaggio strettamente necessario a livello dell'identità.

Riprendendo le suggestioni dello psichiatra Luigi Cancrini, la dottoressa affronta dinamiche familiari molto comuni. Un esempio? La difficoltà di molti genitori italiani nel far uscire i bambini dal proprio letto.

Non mettere un limite in questi spazi, e non permettere al bambino di abitare il suo, significa creare dei problemi nella crescita e nella definizione del sé. Un concetto fondamentale per la famiglia, così come per il funzionamento istituzionale di una comunità.

L'intervento completo della dottoressa Luisa Carbone è disponibile integralmente sulla nostra pagina Facebook. Vi invitiamo ad ascoltarlo per approfondire questa importante tematica.

Da tredici anni, alla fine di luglio, il centro diurno della Reverie cambia casa.Per quindici giorni il nostro Centro Di...
04/08/2026

Da tredici anni, alla fine di luglio, il centro diurno della Reverie cambia casa.

Per quindici giorni il nostro Centro Diurno lascia Capena e si trasferisce a Nicotera Marina.

Qualcuno potrebbe chiamarla vacanza. Noi preferiamo chiamarla cura.

Perché la salute mentale non si costruisce solo dentro uno studio o una comunità. Si costruisce camminando insieme, affrontando un sentiero, aspettando chi è rimasto indietro, condividendo un pranzo, facendo un bagno in mare, emozionandosi davanti a una cascata.

In questi giorni attraversiamo una Calabria meravigliosa: il Tirreno, Tropea, l’Aspromonte con la sua natura potente e selvaggia, fino allo Ionio. Luoghi che ricordano quanto la bellezza possa essere terapeutica.

Ma il regalo più grande, ogni anno, è l’incontro con le persone.

A Nicotera ci accoglie Mommo. Ormai è difficile definirlo il proprietario dell’albergo: è diventato un amico, uno di famiglia. La sua ospitalità ci ricorda che sentirsi accolti è uno dei bisogni più profondi di ogni essere umano.

In questi quindici giorni non ci sono solo pazienti e operatori. Ci sono persone che condividono un pezzo di strada, ognuna con le proprie fragilità e le proprie risorse. Si ride, ci si aiuta, si affrontano le difficoltà, ci si ritrova. Proprio come accade in ogni famiglia.

Ogni estate torniamo negli stessi luoghi, ma nessuno di noi torna uguale. Perché ogni esperienza lascia un segno, ogni relazione fa crescere, ogni piccolo traguardo diventa una conquista che ci accompagna anche quando rientriamo a Roma.

È questa la psichiatria in cui crediamo. Una psichiatria che esce dalle strutture, incontra il territorio, si lascia attraversare dalla bellezza e mette al centro la vita, prima ancora della malattia. Una psichiatria che non si limita a curare i sintomi, ma crea occasioni di incontro, di autonomia, di appartenenza e di speranza.

Da tredici anni la Calabria ci ricorda una cosa semplice, ma fondamentale: la bellezza, quando è condivisa, può diventare una straordinaria forma di cura.

30/07/2026

IL RAPPORTO TRA IL REFERENTE E IL GRUPPO DI LAVORO

La "solitudine istituzionale" è un peso inevitabile per chi guida un gruppo o si può condividere?

Il rapporto tra referente e gruppo di lavoro è una delle dinamiche più complesse che emergono durante i nostri momenti di supervisione. In questi spazi di confronto, diventa evidente un aspetto cruciale: il senso di appartenenza.

Da un lato c'è il referente, che spesso rimane assorbito e isolato dalle responsabilità del proprio ruolo. Dall'altro c'è il gruppo, che attraverso il sentimento di appartenenza potrebbe – e dovrebbe – alleggerire queste fatiche.

Quanto il referente riesce a farsi aiutare?
E quanto il gruppo è pronto ad accogliere questo carico?

Spesso si crea un cortocircuito.

Paradossalmente, l'isolamento del referente viene rinforzato proprio dall'operatore, che al contrario dovrebbe riuscire a condividere con più libertà e trasparenza il lavoro quotidiano che sta svolgendo.

La supervisione serve proprio a questo: sciogliere i nodi, abbattere i muri della solitudine istituzionale e permettere all'equipe di ritrovare la vera forza del lavoro condiviso.

E tu, quanto ti senti libero di condividere le fatiche lavorative con il tuo gruppo?

Parliamone nei commenti. 👇

Equipe

23/07/2026

LA PARANOIA È UNA GRANDE RISORSA!

In questo estratto, in maniera provocatoria e contestualizzato dall'interno intervento, il dott. Antonello Correale affronta un concetto complesso: la paranoia può essere vista come una grande risorsa che ci aiuta.

Allo stesso modo, evidenzia come la depressione sia un passaggio importantissimo, perché significa riuscire a riconoscere in se stessi una mancanza.

Estratto dall'intervento del dott. Antonello Correale nel seminario tenuto presso la Comunità Reverie il 17 aprile 2026.

L'intervento completo è visibile sulla nostra pagina Facebook.

09/07/2026

PSICOSI E INFANZIA: LE ORIGINI NASCOSTE

Le storie cliniche di pazienti con psicosi mostrano spesso un elemento ricorrente: circostanze sfavorevoli nei primi anni di vita. Non si tratta di destino o astrologia, ma di fattori concreti che incidono sullo sviluppo psicologico fin dalla nascita.

Ambiente, relazioni precoci e condizioni emotive nei primi periodi della vita giocano un ruolo chiave nella costruzione della mente. La psicosi, infatti, non emerge all’improvviso: affonda spesso le sue radici in esperienze precoci difficili, che segnano il percorso di crescita.

Il contenuto riprende l’intervento del dott. Luigi Cancrini, lo stesso autore del post “Prima della psicosi: un punto cieco?”. L’intervento completo, insieme agli altri contributi del seminario, è disponibile sulla pagina Facebook della Comunità Reverie.

Segui la pagina di Reverie su IG e FB per altri contenuti su psicologia, psicosi e salute mentale.

03/07/2026

LA CESURA DELL’AFFIDO TERAPEUTICO

Nel suo intervento, il dottor Pier Luca Zuppi mette a fuoco un passaggio cruciale e spesso poco esplorato: il momento in cui il paziente entra in comunità terapeutica.
È un passaggio che non rappresenta soltanto un cambio di contesto, ma una vera e propria cesura, un punto di rottura che apre interrogativi profondi sul senso dell’affidamento, della delega e della responsabilità condivisa.

Questa cesura, spiega il dottor Zuppi, può diventare facilmente una forma di abbandono se non viene riconosciuta e pensata con attenzione.
Quando l’invio del paziente viene vissuto come uno spostamento netto e definitivo, senza un’elaborazione comune, il rischio è che si perda la continuità clinica e relazionale che invece dovrebbe accompagnare ogni presa in carico.
Per questo diventa fondamentale non fermarsi alla sola consegna del paziente alla comunità, ma mantenere viva una responsabilità che riguarda sia chi invia sia chi accoglie.

Il punto centrale del suo ragionamento è proprio questo: non può esserci una vera presa in carico senza la capacità di pensare insieme.
Invio e accoglimento non sono gesti separati, ma due momenti di uno stesso processo clinico, che richiede confronto, consapevolezza e una reale assunzione di responsabilità da entrambe le parti.
Solo così la comunità terapeutica può essere davvero uno spazio di cura condivisa, capace di trasformare la cesura in continuità e l’abbandono in possibilità terapeutica.

Indirizzo

Via Morlupo, 94 Capena
Capena
00060

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