03/08/2026
Oggetto: Piscine, nuovo obbligo di legge sulle prese di aspirazione, in vigore nei prossimi giorni
Il 29 luglio 2026 il Senato ha approvato in via definitiva la conversione del Decreto Sport (decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108). Il testo approvato contiene un articolo nuovo, il 4-bis, che riguarda direttamente chi gestisce una piscina aperta al pubblico.
Chi è coinvolto.
La norma si applica alle piscine pubbliche e a quelle private aperte a un'utenza pubblica o a uso collettivo: piscine di alberghi, campeggi, villaggi turistici e residence, palestre e centri fitness con vasca, centri natatori e sportivi. Restano fuori le piscine private a uso esclusivo di una singola abitazione. Per le piscine condominiali la situazione è incerta: consigliamo comunque di adeguarsi in via prudenziale.
Cosa impone.
Il sistema di ricircolo e, in particolare, le prese di aspirazione (griglie di fondo, bocchettoni e simili) devono impedire fenomeni di aspirazione a effetto ventosa su qualsiasi parte del corpo del bagnante. Non è richiesto un tipo specifico di componente: conta il risultato.
Cosa succede se non si rispetta l'obbligo.
La legge prevede la chiusura immediata dell'impianto, fino a quando il problema non viene risolto. Non è prevista una sanzione pecuniaria, ma il fermo dell'attività, che in piena stagione può pesare più di una multa.
Quando scatta l'obbligo.
La norma entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione della legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, attesa nei prossimi giorni. I tempi sono stretti: si parla di giorni, non di mesi.
Un chiarimento utile.
Nonostante quanto riportato da alcune testate, la legge non introduce alcun obbligo di cuffia in acqua. Al Senato è stato approvato solo un atto di indirizzo che invita il Governo a valutare la questione in futuro: per ora resta una scelta facoltativa di ogni singolo impianto.
Cosa vi consigliamo di fare.
Fate verificare da un tecnico o manutentore lo stato delle prese di aspirazione e dell'impianto di ricircolo, con riferimento alle norme tecniche di settore (UNI EN 13451-3 e UNI 10637, quest'ultima aggiornata nel marzo 2024). La conformità a queste norme non basta da sola a garantire il rispetto della legge, ma resta il punto di partenza tecnico più affidabile. Verificate anche la disciplina della vostra Regione, perché l'articolo 4-bis si aggiunge alle regole già esistenti e non le sostituisce.
Un punto che segnaliamo.
La norma non specifica chi debba fare i controlli, né come si documenta un'eventuale violazione, né quanto tempo sia concesso per adeguarsi quando servono interventi complessi sull'impianto idraulico. Anche il fondo previsto per gli adeguamenti, poco più di 4,7 milioni di euro per il 2026, copre solo le piscine pubbliche e non quelle private aperte al pubblico. Insieme a FIIS, come sistema Confcommercio stiamo chiedendo che queste lacune vengano colmate al più presto, con indicazioni operative uniformi e un sostegno economico esteso anche ai gestori privati.
Restiamo a disposizione per ogni chiarimento e vi terremo aggiornati, in particolare sulla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e sul disegno di legge quadro sulle piscine attualmente in discussione alla Camera.
’