25/06/2026
☀️ IL CALDO NON È UNA FATALITÀ. È UN RISCHIO SUL LAVORO.
Il caldo estremo sta già interessando Como e la sua provincia, con condizioni particolarmente critiche per chi lavora all’aperto, nei cantieri, nei campi, nelle cave, nei piazzali, nella logistica, nella manutenzione e negli ambienti chiusi non adeguatamente ventilati o climatizzati.
Dal 10 giugno al 23 settembre 2026 è in vigore in Lombardia l’ordinanza regionale sul rischio caldo. Il provvedimento vieta di lavorare dalle 12.30 alle 16.00 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, in caso di esposizione prolungata al sole e quando la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio ALTO per chi svolge attività fisica intensa.
È un provvedimento importante, ma deve essere applicato pienamente in tutta la provincia di Como e accompagnato da misure concrete di prevenzione in ogni luogo di lavoro.
Malori, colpi di calore, disidratazione, affaticamento, perdita di lucidità e aumento del rischio di infortunio non sono semplici inconvenienti stagionali. Sono rischi prevedibili e, proprio per questo, devono essere prevenuti.
CGIL Como, CISL dei Laghi e UIL Lario, insieme alle categorie degli edili e degli agricoli, chiedono ad aziende, enti pubblici, cooperative, appaltatori e subappaltatori di non limitarsi al minimo formale.
Servono acqua potabile sempre disponibile, pause adeguate e luoghi freschi, turni e orari riorganizzati, sospensione delle attività più pesanti quando il rischio è elevato, dispositivi di protezione, formazione e aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi.
La tutela deve valere anche nelle attività non esplicitamente comprese nel divieto, come la logistica nei piazzali e nelle baie di carico e scarico, le manutenzioni, le altre lavorazioni all’aperto e gli ambienti chiusi caldi e non climatizzati.
⚠️ Debolezza improvvisa, vertigini, nausea, mal di testa, crampi, confusione, sudorazione anomala, sensazione di svenimento e stanchezza eccessiva sono segnali da non sottovalutare. In presenza di questi sintomi bisogna fermarsi immediatamente, avvisare un responsabile, chiedere assistenza e non restare soli.
Invitiamo lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, RSU, RSA e RLS a segnalare ogni situazione pericolosa al proprio rappresentante sindacale, alla categoria di riferimento o alle sedi territoriali di CGIL, CISL e UIL.
La sicurezza non si ferma all’ordinanza. Quando il caldo mette a rischio la salute, il lavoro deve essere riorganizzato o fermato.
CGIL Como – CISL dei Laghi – UIL Lario
FILLEA CGIL Como – FILCA CISL dei Laghi – FENEAL Alta Lombardia
FLAI CGIL Como – FAI CISL dei Laghi – UILA Alta Lombardia
Cisl dei Laghi UIL Lombardia Coordinamento Territoriale Lario Fillea CGIL Como Feneal Alta Lombardia FAI Cisl dei Laghi