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ANPI Canosa Sede ANPI a Canosa di Puglia
L'Italia è antifascista

Un momento di dibattito sul significato dell'essere antifascisti in questo periodo storico, analizzando la questione da ...
08/10/2026

Un momento di dibattito sul significato dell'essere antifascisti in questo periodo storico, analizzando la questione da vari punti di vista.
Introduce: Adriano Cirillo, presidente sezione ANPI "Lidia Menapace", Canosa di Puglia
Relatori:
Pier Paolo Caserta
Donato Barbera
Nunzia Sorrenti

16/09/2026

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) “Lidia Menapace“ di Canosa di Puglia annuncia con orgoglio l’apertura della nuova sede in via Francesco Crispi 33: un nuovo spazio per la memoria, la piena attuazione della Costituzione e la partecipazione cittadina.
Fondata nel 1944 dai protagonisti della lotta di Liberazione contro il nazifascismo, l’ANPI continua oggi la sua missione fondamentale: custodire la memoria storica della Resistenza e promuovere l’attuazione quotidiana dei principi di libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia sociale sanciti dalla Costituzione repubblicana.
La nuova sede nasce con l’obiettivo di diventare non solo un punto di riferimento per le iscritte e gli iscritti, ma una vera e propria "casa della democrazia" aperta all'intera cittadinanza, alle scuole, ai giovani e alle altre realtà associative del territorio. Sarà un luogo di incontro, dibattito culturale, ricerca storica e difesa dei diritti civili.
Questo trasferimento rappresenta un segnale di vitalità e impegno civile. In un momento storico complesso, avvertiamo la responsabilità di essere un presidio di antifascismo e democrazia a disposizione di tutte e tutti, per trasmettere ai giovani i valori di pace e libertà conquistati dai partigiani.

Per informazioni e contatti:
Email: [email protected]

02/09/2026

Il silenzio dello Stato dietro l’orrore di Pietralata.
La tragedia consumatasi a Roma, nel quartiere di Pietralata, non è soltanto un fatto di cronaca nera ma il fallimento drammatico e preannunciato di un intero sistema sociale. I corpi senza vita di Luca, Valentina, della piccola Bianca e del cane Teo, svelano una realtà che le istituzioni continuano a ignorare circa l'abbandono totale dei caregiver familiari e delle famiglie con disabilità gravi. "Da soli non ce la facciamo più", è la sintesi brutale di chi ha esaurito ogni risorsa fisica, psicologica ed economica, schiacciato da un carico assistenziale che nessuna famiglia dovrebbe sostenere in totale solitudine.
Nonostante la famiglia fosse formalmente "seguita" dai servizi sociali, l'epilogo dimostra quanto la rete di protezione pubblica sia drammaticamente insufficiente, burocratica e ridotta a meri passaggi formali. Le associazioni dei caregiver e i familiari di persone con disabilità, denunciano da anni come l'assistenza in Italia sia delegata interamente sulle spalle dei singoli, trasformando l'amore e il dovere di cura in una gabbia d'isolamento e angoscia costante per il futuro.
Questo dramma non può essere archiviato semplicemente come un gesto di follia o un "dramma familiare". È un omicidio-suicidio di Stato, perpetrato attraverso l'assenza di tutele strutturali, la mancanza di fondi adeguati per la non autosufficienza e l'inesistenza di un supporto psicologico continuativo per chi assiste i propri cari. Quando un nucleo familiare arriva a considerare la morte come unica via di fuga e di "protezione" per la propria figlia, significa che le istituzioni hanno fallito nel loro compito di garantire la dignità e la vita dei propri cittadini.
Pietralata oggi piange una bambina e i suoi genitori, ma domani il Paese intero dovrà fare i conti con la propria coscienza politica ed economica. Finché la cura dei più fragili rimarrà un fatto privato e un carico invisibile, la retorica sullo Stato sociale rimarrà una macabra ipocrisia scritta sulla pelle delle famiglie abbandonate a se stesse.

28/04/2026

COMUNICATO DELLA SEZIONE ANPI DI CANOSA DI PUGLIA

La nostra sezione ritiene necessario chiarire alcuni aspetti relativi agli episodi avvenuti durante le celebrazioni del 24 e 25 aprile nel nostro Comune.

Il 24 aprile, in occasione della posa del cippo dedicato alle donne partigiane di Canosa, un nostro iscritto ha chiesto di intonare Bella Ciao, canto storicamente legato alla Resistenza e riconosciuto a livello internazionale come simbolo della lotta contro ogni forma di oppressione. La richiesta è stata respinta dall’assessora alla cultura con la motivazione che si trattava di un “momento istituzionale” e che se avessimo voluto, avremmo potuto radunarci in seguito e cantarla fra noi. La replica del nostro iscritto è stata far notare come le istituzioni sono per Costituzione antifasciste, replica alla quale l'assessora non ha risposto. L’intervento si è dunque concluso senza un reale confronto sul merito della questione.

Il giorno successivo, durante il corteo del 25 aprile, è stato nuovamente impedito (come anche negli anni precedenti) alla banda musicale di eseguire Bella Ciao, non essendo questa prevista nei protocolli istituzionali. Come ANPI abbiamo scelto di cantarla comunque, nel pieno rispetto del carattere antifascista della ricorrenza e della sua storia.

In seguito, alcune dichiarazioni pubbliche hanno tentato di spostare l’attenzione su presunte strumentalizzazioni politiche. Riteniamo invece che la vera forzatura risieda proprio nel rifiuto categorico di un canto che appartiene alla memoria collettiva del Paese e che non ha natura di propaganda partitica. Bella Ciao viene resa divisiva da chi si rifiuta di cantarla, se fosse cantata da tutti non sarebbe divisiva. È doveroso anche ricordare come i partigiani fossero di qualunque schieramento politico, meno che fascisti (e quindi Bella Ciao non ha colore politico): ci sono stati partigiani di destra, partigiani di sinistra, badogliani, monarchici, anticomunisti, cattolici, democratici.

La nostra posizione è semplice:
le istituzioni della Repubblica sono fondate sui valori dell’antifascismo, e non vi è alcuna contraddizione tra il carattere istituzionale di una cerimonia (che la sezione ANPI di Canosa ha accolto con entusiasmo, sia chiaro) e l’esecuzione di un canto che rappresenta la Resistenza italiana. Rivendicare la memoria delle partigiane e dei partigiani tuttavia non può ridursi a un gesto simbolico o a un “riconoscimento” formale: significa anche rispettare i linguaggi, i simboli e le tradizioni che tengono viva quella memoria.

La nostra sezione continuerà a operare con spirito unitario, senza contrapposizioni pregiudiziali, ma con la fermezza necessaria a difendere la coerenza storica e civile del 25 aprile e dei suoi significati.

ANPI – Sezione di Canosa di Puglia

25/04/2026

Ieri, 24 aprile 2026, durante la cerimonia di intitolazione di un cippo alle donne della resistenza, da parte dell'amministrazione comunale, ancora una volta abbiamo ascoltato degli interventi neutri sulla democrazia senza alcun riferimento reale alle vicissitudini che hanno provocato la morte delle donne partigiane.

L'apice è stato raggiunto quando un iscritto dell'ANPI di Canosa ha chiesto di intonare Bella Ciao, inno della resistenza. A quella richiesta, l'assessora Cristina Saccinto ha risposto che quello era un momento di riflessione e che se avessimo voluto cantarla o suonarla, avremmo potuto farlo in seguito, radunandoci in un secondo momento.
Siamo costretti ancora una volta come ANPI Canosa, ad evidenziare la difficoltà che l'amministrazione comunale ha a dichiararsi antifascista, evidentemente e nonostante i vari tentativi di legittimarsi come tali, non lo sono affatto.
Il 25 aprile non è un momento di riflessione o di ricorrenza, è una scelta.

Sempre Bella Ciao

È stata pubblicata sulla G.U. n. 25 del 31 gennaio 2025 la legge n. 6, avente ad oggetto "Istituzione della Giornata deg...
14/02/2025

È stata pubblicata sulla G.U. n. 25 del 31 gennaio 2025 la legge n. 6, avente ad oggetto "Istituzione della Giornata degli Internati italiani nei ampi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale".

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/01/31/25G00011/sg #:~:text=Istituzione%20della%20Giornata%20degli%20internati,del%2031%2D01%2D2025)

25 Aprile 2023, Canosa di Puglia.
25/04/2023

25 Aprile 2023, Canosa di Puglia.

24/04/2023

IL 25 APRILE SI COMMEMORA LA LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO. NON ALTRO.

Come ANPI Canosa partecipiamo al corteo istituzionale in occasione delle ricorrenza del 25 aprile.

Come ormai da tempo, ma con una ulteriore accelerazione negli ultimi due anni, la commemorazione della Liberazione cade in un quadro segnato da speculari strumentalizzazioni di natura solo apparentemente diversa, ma in realtà complementari.

Da una parte, infatti, assistiamo a un aperto disprezzo, se non un malcelato senso di rivalsa, nei confronti della Resistenza da parte di esponenti della destra al governo e persino della seconda carica dello Stato, circostanza che non può che rimarcare l’esito di un lungo processo involutivo che corre lungo gli ultimi tre decenni; dall’altra, anche quanti si richiamano all’antifascismo lo fanno con scarsissima credibilità e sulla base di presupposti, scelte politiche e comportamenti privi di coerenza. Gli uni e gli altri, del resto, hanno le stesse posizioni sul tema dirimente della guerra in Ucraina.

La Costituzione del ‘48 poggia sul ripudio del fascismo della guerra. Sebbene i due elementi siano strutturalmente legati, oggi si assiste alla disinvolta pretesa di separarli, abbracciando l’antifascismo a parole proprio mentre si assecondano le peggiori pulsioni bellicistiche che continuano a ingrossare il conflitto e che sempre più hanno normalizzato la realtà e le presunte ragioni di una guerra che ci sta portando vicini al baratro. Questo uso strabico e strumentale è fatto proprio dal maggior partito della sinistra di sistema, il PD, e da quasi tutti i suoi satelliti, compresi i detriti del sedicente ex-terzo polo. In ogni caso, questa pretesa poggia su una narrazione unilaterale e fuorviante, in definitiva propagandistica, del conflitto in corso, che rimuove completamente una parte del quadro misconoscendo le responsabilità dell’occidente e il ruolo della Nato a guida Usa nella lunga crisi russo-ucraino-euro-americana. Le cause strutturali del conflitto che sta dilaniando l’Ucraina e mettendo a durissima prova le classi lavoratrici europee sono aperte alla ricostruzione e accessibili a chi voglia darsi la pena di analizzare a mente fredda dapprima il periodo compreso tra il 1990 ed oggi, quindi la più recente fase che va dal 2014 al 2022. Quanti, invece, si sono lasciati convincere che tutto sia iniziato con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, cioè con l’evento che rappresenta in realtà la causa occasionale della guerra, non potranno che aderire al racconto manicheistico funzionale a tenere alto il momento dell’impeto bellicistico. Per questa via si arriva ad accostare impropriamente la Liberazione dal nazi-fascismo nel 1945 alla “resistenza ucraina”, omettendo per altro di dire che l’occidente ultra-atlantista ha eletto i nazisti del battaglione Azov a ultimo baluardo difensivo della sua presunta crociata di libertà, un cortocircuito che dovrebbe indurre, anche da solo, a scegliere con molta più cautela le analogie da utilizzare.

Insomma non manca chi ritiene di commemorare il 25 aprile sotto le insegne belligeranti della Nato.

Sentiamo, pertanto, l’esigenza di ribadire che il 25 aprile è momento fondativo e non negoziabile della repubblica nata dalla Resistenza perché si ricorda la Liberazione dal nazifascismo. Non altro.

Sabato 26 novembre alle ore 18:00, presso la sede dell'Ambulatorio Popolare di Canosa di Puglia, lo storico Mario Avagli...
22/11/2022

Sabato 26 novembre alle ore 18:00, presso la sede dell'Ambulatorio Popolare di Canosa di Puglia, lo storico Mario Avagliano presenterà il suo nuovo libro "Il dissenso al fascismo", interverranno anche il prof. Pier Paolo Caserta e il presidente Antonello Rustico . Vi aspettiamo!

Indirizzo

Via L. Settembrini, 96
Canosa Di
76012

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