ENPA Genova

ENPA Genova Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) - Sezione ENPA di Genova. Aperto dalle 9 alle 18 tutti i giorni

ENPA Genova gestisce un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) con l'obiettivo di reimmettere la fauna selvatica in libertà.

Buone notizie per questa volpe!È l’ultima volpe ricoverata da noi, un giovane maschio trovato in fin di vita nel ponente...
03/09/2026

Buone notizie per questa volpe!

È l’ultima volpe ricoverata da noi, un giovane maschio trovato in fin di vita nel ponente ligure da una coppia che ce l’ha gentilmente portato.

Temevamo veramente il peggio, addirittura non pensavamo avrebbe superato nemmeno la prima notte. Ha passato diversi giorni in stato di incoscienza sotto fluidoterapia, incapace di alzarsi.

Pian piano però ha cominciato a riprendersi, il suo è stato un percorso lungo e delicato: inizialmente l’abbiamo nutrita tramite siringa solo con delle pappe liquide, nutrienti e digeribili, adatte ad animali molto debilitati, finché non ha col tempo cominciato a mangiare da sola, fino a riuscire a rialzarsi in piedi. Ha ripreso peso e sta manifestando una gran voglia di correre via, possiamo quindi con gioia considerarla fuori pericolo!!

Per noi è una grande soddisfazione, continueremo a prendercene cura accompagnandola fino alla liberazione, che speriamo avverrà presto.

❤️‍🩹Se ti fa piacere darci una mano e aiutare tutti gli animali presenti al Cras, scopri come puoi supportarci seguendo il link! ⬇️

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Anche se ci avviamo verso la fine dell’estate, il lavoro al CRAS continua a pieno ritmo.Nella scorsa settimana sono stat...
02/09/2026

Anche se ci avviamo verso la fine dell’estate, il lavoro al CRAS continua a pieno ritmo.

Nella scorsa settimana sono stati individuati su un terreno , e poi recuperati, altri quattro cuccioli di riccio piccolissimi, senza la madre (che è stata inutilmente cercata, probabilmente scappata alla vista di qualche predatore o per altri motivi).

Li stiamo allattando, e li cresceremo insieme agli altri che già sappiamo arriveranno. Date le alte temperature, infatti, è molto probabile che i ricci, come già accaduto lo scorso anno, continuino a riprodursi fino ad autunno inoltrato.

Cuccioli di riccio, cuccioli di ghiro, latte in polvere, pappe, al CRAS non ci si ferma proprio mai, e c’è sempre bisogno del Vostro supporto!

Se ti piace cio’ che facciamo, aiutaci ad aiutarli, clicca sul link:

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01/09/2026

Ottime notizie! 🦅

Il nibbio bruno, a cui avevamo dedicato un post qualche tempo fa, è stato finalmente liberato negli scorsi giorni!

Era stato trovato completamente abbattuto in seguito ad un violento temporale, tanto che sembrava impossibile che potesse riprendersi, ma così non è stato: grazie alle cure dei veterinari e dei nostri volontari siamo stati in grado di rimetterlo in sesto e a farlo riprendere di peso.

Successivamente, lo abbiamo lasciato qualche giorno in voliera affinché fosse in grado di sgranchirsi le ali e riprendere a volare.
Una volta in piene forze è stato rilasciato a pochi chilometri in linea d’aria dal luogo di ritrovamento e, non smentendo quello che è il suo nome scientifico (Milvus migrans, ovvero “migrante”), si è subito diretto verso la direzione del ritrovamento. A breve, probabilmente, partirà per il lungo viaggio verso l’Africa.

Questa liberazione rappresenta per noi un enorme successo e siamo felici di poterlo condividere con voi! ♥️

Se apprezzate ciò che facciamo e gradite darci una mano, cliccate sul link in bio ⬆️

Qualche giorno fa, sul Monte Antola, un paio di ragazzi dal cuore grande ha fatto un incontro speciale: una poiana in di...
31/08/2026

Qualche giorno fa, sul Monte Antola, un paio di ragazzi dal cuore grande ha fatto un incontro speciale: una poiana in difficoltà, rimasta tragicamente impigliata in un filo spinato.
Senza esitare, i ragazzi l'hanno soccorsa, hanno telefonato al centro e l’hanno poi portata ed affidata subito alle cure esperte del CRAS partendo dal rifugio dell’Antola e sobbarcandosi ore di viaggio!
La poiana ha un’ala in gravi condizioni con diverse ferite aperte e lacerazioni profonde a causa della lotta per liberarsi, ma per fortuna nessun osso rotto!
Attualmente abbiamo buone speranze perché sta piano piano recuperando le forze, giorno dopo giorno, grazie alle medicazioni quotidiane dei veterinari e dei volontari. La ferita risponde bene, ma la strada per questa poiana è ancora lunga.
Un immenso grazie a questi giovani dal cuore nobile e a chi si prende cura della fauna selvatica ogni singolo giorno, restituendo la libertà a chi l'ha persa.

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Il lavoro non finisce proprio mai!L’estate si avvia faticosamente verso la sua conclusione, ma il CRAS continua ad accog...
30/08/2026

Il lavoro non finisce proprio mai!

L’estate si avvia faticosamente verso la sua conclusione, ma il CRAS continua ad accogliere senza sosta ospiti bisognosi di aiuto. Agosto è il mese dei piccoli ghiri, che stanno affollando in gran numero la struttura: una dozzina di questi piccoletti sono attualmente ricoverati, e molti altri ne arriveranno a settembre.

I primi arrivati si avviano già allo svezzamento, e probabilmente verranno rilasciati in tempo per la fine dell’estate. I più tardivi, invece, resteranno con noi per l’inverno per poi essere rilasciati la primavera seguente.

A dispetto delle dimensioni, anche loro necessitano di cure maniacali: vengono allattati regolarmente, e avviati allo svezzamento con pappe pensate per abituarli gradualmente al cibo solido. Loro, gli ingrati, fanno una vita da nababbi e passano il tempo a mangiare e dormire. Dopotutto, i ghiri sono famosi anche per questo. E giusto per dimostrare ai volontari e alle volontarie chi comanda, ogni tanto dispensano anche qualche morso.

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Ennesimo animale vittima dell’incuria dell’uomo, ennesimo gabbiano vittima di attrezzatura da pesca.Ieri, in tanti aveva...
29/08/2026

Ennesimo animale vittima dell’incuria dell’uomo, ennesimo gabbiano vittima di attrezzatura da pesca.

Ieri, in tanti avevano notato questo giovane gabbiano dibattersi disperato sulle sponde del Leira, il torrente che scende per Genova Voltri. Era rimasto impigliato in un groviglio di lenze, abbandonate dal solito pescatore disattento.

Grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che non smetteremo mai di ringraziare, il gabbiano è stato recuperato e consegnato a una nostra volontaria, che lo ha prontamente portato al CRAS.

Fortunatamente, nulla di troppo grave: alcuni ami si erano conficcati nell’ala, siamo riusciti a estrarli ma hanno provocato diverse ferite superficiali. Il giovanotto resterà da noi in convalescenza qualche giorno, senza dimenticare una bella terapia antibiotica.

A noi non resta che l’ennesima riflessione sui danni continuamente provocati dall’uomo agli habitat naturali, ormai spesso ridotti a discariche. Ami, esche e lenze, come in questo caso, possono portare ad atroci sofferenze e morte innumerevoli specie legate all’acqua: a questo gabbiano è andata di lusso, ma quanti altri animali muoiono a causa della negligenza e del menefreghismo umani?

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Due persone molto gentili hanno rinvenuto, in un campo tra Liguria e Piemonte, una giovane femmina di astore.Hanno fatto...
28/08/2026

Due persone molto gentili hanno rinvenuto, in un campo tra Liguria e Piemonte, una giovane femmina di astore.
Hanno fatto la cosa più giusta e più importante:l’hanno portata immediatamente al nostro CRAS.

Quando è arrivata, le sue condizioni erano gravi: presentava una fortissima disidratazione e una grave ipertermia, dopo settimane caratterizzate da temperature ben al di sopra delle medie stagionali e dalla quasi totale assenza di precipitazioni. Era letteralmente bollente.
È stata subito sottoposta a terapia infusionale e, inizialmente, aveva mostrato una certa reattività. Purtroppo, però, nella giornata successiva le sue condizioni sono rapidamente peggiorate e, nel giro di poco tempo, è deceduta.💔

Non abbiamo riscontrato parassiti nelle feci e, al momento, non siamo riusciti a stabilire con certezza la causa del decesso. Potrebbe essere necessario un esame necroscopico e, anche in quel caso, non è detto che si possa arrivare a una risposta definitiva.

Non possiamo affermare che sia stato il caldo a causarne la morte, ma non possiamo nemmeno ignorare una possibilità che, considerando le condizioni climatiche di questi ultimi mesi, appare plausibile.

Gli astori frequentano gli ambienti boschivi e utilizzano piccole pozze per bere e rinfrescarsi. Dopo mesi senza piogge, molte di queste pozze sono completamente scomparse.

Averlo ritrovato in un campo, sotto il sole cocente, quasi catatonico e disidratato ci dice già quanto fosse compromessa la sua situazione.

Anche il suo sguardo, nella fotografia, ci colpisce: normalmente un astore mostra sempre una grande reattività e attenzione a ciò che lo circonda. Qui, invece, appare assente e provato.

🦅 Forse non sapremo mai con certezza cosa abbia causato la sua morte.
Ma questa storia ci ricorda ancora una volta che il cambiamento delle condizioni climatiche non riguarda soltanto noi.

La fauna selvatica vive direttamente ciò che accade nell’ambiente: meno acqua, temperature estreme, habitat che cambiano e risorse che diventano sempre più difficili da trovare.

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Una coppia molto gentile ha trovato alcuni giorni fa una giovane lepre appena investita sulla strada di un comune limitr...
26/08/2026

Una coppia molto gentile ha trovato alcuni giorni fa una giovane lepre appena investita sulla strada di un comune limitrofo a Campomorone, e l’ha portata al CRAS.

L’animale, fortunatamente, aveva ricevuto “solo” una br**ta botta al muso, tumefatto, ma per fortuna non aveva riportato altre conseguenze. Nei giorni successivi al ritrovamento, grazie alle cure dei nostri veterinari, si è ripreso dal trauma diventando sempre più vigile e reattivo, e riteniamo di poterlo liberare a breve!

Auspicando che possa tornare nei suoi boschi il prima possibile, e che non abbia in futuro un infelice incontro con un cacciatore, siamo davvero grati a chi ce l’ha portato consentendo a un giovane animale di avere un’altra possibilità.

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🦌🌿 I nostri piccoli capriolini crescono! 🌿🦌Sono arrivati da noi nei mesi scorsi stanno crescendo bene e, finalmente, han...
21/08/2026

🦌🌿 I nostri piccoli capriolini crescono! 🌿🦌

Sono arrivati da noi nei mesi scorsi stanno crescendo bene e, finalmente, hanno superato il periodo più delicato della loro vita❤️

Sono stati trasferiti ai recinti, dove possono avere a disposizione molta più vegetazione e spazio per esplorare e perlustrare il territorio, invece di trascorrere le giornate negli stabulari o in un piccolo recinto nel cortile.

Una cosa che ci rende particolarmente felici: sono rimasti belli diffidenti! 🥰

È esattamente quello che speriamo di ottenere. Meno ci considerano, meglio è per loro: dovranno tornare a vivere in natura e non devono imparare a riconoscere nell’essere umano una fonte di sicurezza o di cibo.

In questa fase li stiamo accompagnando anche nel delicato passaggio dal latte all’alimentazione solida, fornendo loro un alimento specifico ed energetico per lo svezzamento.

Fortunatamente stanno tutti bene!
Ma non possiamo dimenticare che sarebbe stato infinitamente meglio se quel periodo lo avessero trascorso in natura, accanto alla loro mamma. 💚

🦌 Per questo vogliamo ricordarvi ancora una volta una cosa importantissima.
Se trovate un capriolo apparentemente solo nell’erba, non raccoglietelo e non portatelo via!

A differenza di altri animali, la mamma capriola non costruisce un nido: lascia il piccolo nascosto nell’erba alta e si allontana per cercare cibo, rimanendo comunque nelle vicinanze. Tornerà periodicamente a controllarlo e ad allattarlo.

Quel piccolo che sembra abbandonato, nella maggior parte dei casi, non lo è affatto. ❤️

👉 Prima di intervenire, chiamate sempre il CRAS.

Vi daremo tutte le indicazioni necessarie per capire come comportarvi e valuteremo insieme se sia davvero necessario un intervento.
Naturalmente, se il piccolo è ferito, in evidente difficoltà o presenta condizioni che richiedono soccorso, siamo qui per intervenire.

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Alcune specie animali hanno un passato molto infelice a causa dell’uomo, tra cui quella del nostro prezioso ospite, il s...
20/08/2026

Alcune specie animali hanno un passato molto infelice a causa dell’uomo, tra cui quella del nostro prezioso ospite, il succiacapre.

Il suo nome, infatti, viene dall’antica e errata leggenda popolare che questo animale andasse a succhiare il latte dalle mammelle delle capre, facendole seccare, e lo si accusava quindi del calo della produzione di latte, motivo per cui veniva ucciso dai pastori.
Questa credenza si è originata a causa dall’aspetto e dalle abitudini del succiacapre, che ha un becco molto largo e viene spesso avvistato di notte vicino a pascoli e stalle, ma la spiegazione di ciò è completamente diversa: questo uc***lo notturno è infatti un insettivoro, si nutre di insetti volanti al pari delle amate rondini. Il becco largo gli serve proprio per catturare più insetti possibili (tra cui le zanzare) e il fatto che si trovi vicino agli animali da pascolo è perché intorno a questi animali si raggruppano sempre grandi quantità di insetti. Non solo non è un animale dannoso quindi, ma è anzi molto utile.

Ha inoltre un’eccezionale capacità mimetica: di giorno resta immobile sul terreno o sui rami e, grazie al colore del suo piumaggio, si rende praticamente invisibile.

Il nostro ospite è un esemplare giovane, al suo ingresso aveva infatti le remiganti con ancora le capsule della crescita alla base. Era molto debole e debilitato e purtroppo con qualche problema neurologico che gli fa tenere la testa inclinata.

Adesso gli stiamo fornendo vitamine e stiamo cercando di fargli mettere su peso, augurandoci che ciò sia sufficiente per risolvere i problemi che presenta e poterlo poi liberare a settembre, in tempo per la migrazione verso l’Africa.

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Indirizzo

Via Lastrico 1
Campomorone
16014

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

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