12/10/2026
Ancora una volta, l'ennesima, ci tocca assistere impotenti all'ennesimo atto di bracconaggio.
E non si tratta di errori, ma di azioni deliberate da parte delle solite squadriglie di sparatori che vorrebbero farsi anche passare - complice un governo ormai da considerare a tutti gli effetti colluso con questa "allegra categoria" - per custodi della natura e regolatori di biodiversità.
Nella seconda parte del pomeriggio di ieri ci è stato segnalato questo giovane astore, immobile a bordo strada, a Mele (alture di Voltri).
Grazie al tempestivo intervento del nostro Gianlorenzo Termanini è stato prontamente recuperato. Il rapace, in evidente stato di shock, presentava un'ala rotta ed era poco reattivo.
Una lastra ha fugato quelli che erano i nostri dubbi più atroci: il corpo pieno di pallini da caccia.
L'astore, come ogni altro rapace, è specie non cacciabile e per giunta particolarmente protetta. Eppure, come innumerevoli altri rapaci che stanno giungendo ogni giorno in ogni CRAS d'Italia, è rimasto vittima di questi personaggi che di umano hanno ben poco.
"Attività ricreativa", la chiamano.
"Tradizione", la chiamano.
Arriveranno i soliti soloni a dire che questa non è caccia, ma che è bracconaggio. Siamo d'accordo, questo è a tutti gli effetti un crimine.
Peccato che chi si macchia di suddetti reati abbia magari regolare licenza e regolare porto d'armi, risultando di fatto un "semplice" cacciatore a norma di legge a meno che non venga colto in flagrante.
E questi cacciatori riempiono i boschi, ogni autunno, sparando letteralmente a ogni cosa che si muove. Trasformandosi sovente in bracconieri, che mai nessuno denuncerà e sanzionerà.
Uno stato che si definisce civile non può permettere questa guerra totale alla biodiversità, ma qui in Italia andiamo oltre: un governo colluso con queste categorie, che anziché tentare di arginare la piaga del bracconaggio sta provando in tutti i modi a consegnare la natura nelle mani di questi manigoldi dandogli carta bianca ed eleggendoli anche a "tutori della biodiversità", come a prendere in giro chi ancora usa il cervello.
Questo astore avrebbe qualcosa da ridire a riguardo...
Per adesso, la prognosi è riservata. Il rapace è traumatizzato, poco reattivo, e - soprattutto - presenta una cospicua quantità di pallini da caccia in corpo. Tutto piombo che potrebbe risultargli fatale, sempre che non muoia prima per le complicazioni dovute al colpo ricevuto.
Andiamo avanti a lottare, anche se dinanzi a questi crimini e ai CRAS che cercano di raccogliere come sempre i cocci, dal governo vige come sempre un silenzio assordante. Mai una ferma presa di posizione contro il bracconaggio, mai uno straccio di centesimo per chi cerca di rimediare ai danni provocati da questi delinquenti. Ci permettiamo di ricordare che la fauna selvatica è patrimonio di tutti, non il divertimento di qualcuno.
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