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ENPA Genova Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) - Sezione ENPA di Genova. Aperto dalle 9 alle 18 tutti i giorni

ENPA Genova gestisce un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) con l'obiettivo di reimmettere la fauna selvatica in libertà.

GASTONE È RIPARTITO! INIZIA IL SUO GRANDE VIAGGIO VERSO L’AFRICA! Dopo la pausa estiva, abbiamo una bellissima notizia d...
18/10/2026

GASTONE È RIPARTITO! INIZIA IL SUO GRANDE VIAGGIO VERSO L’AFRICA!

Dopo la pausa estiva, abbiamo una bellissima notizia da condividere con voi: Gastone, il nostro biancone (Circaetus gallicus), ha ripreso il suo viaggio!

Ve lo ricordate? Era arrivato al nostro C.R.A.S. ferito, vittima del bracconaggio. Dopo mesi di cure, attenzioni e riabilitazione, era finalmente tornato libero, con un GPS che ci permette di seguirne gli spostamenti e accompagnarlo, almeno idealmente, in questa nuova avventura.

Dopo la sosta estiva nel sud Italia è ripartito per la migrazione invernale
Davanti a lui c'è un viaggio straordinario che lo porterà ad attraversare l'Italia, la Francia e la Spagna, fino a raggiungere l'Africa subsahariana.

Per noi è una gioia immensa sapere che Gastone sta riprendendo il volo verso la sua destinazione. Dietro questa partenza c'è una storia di sofferenza, resilienza e rinascita, ma anche il lavoro quotidiano di chi si impegna per restituire agli animali selvatici la possibilità di vivere liberi.

Ora lo seguiamo con entusiasmo, aspettando di scoprire dove lo porteranno le sue ali

Se apprezzi quello che facciamo, valuta di aiutarci:

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17/10/2026

Finalmente, qualche giorno fa, per il nostro volpacchiotto è giunta l'ora della libertà!
Ve lo ricordate? Arrivato al nostro CRAS a maggio, poco più che neonato. Magro, denutrito, poco vitale, ipotermico e ricoperto di uova di mosca carnaria.

Col tempo si è ripreso diventando un meraviglioso e robusto giovane maschio di volpe, scattante e dal pelo lucente. E adesso, che ha tutte le carte in regola per affrontare la sua vita, può finalmente esprimersi in questa meravigliosa corsa liberatoria. Quasi a volerci mostrare tutta la sua bellezza, la sua eleganza, la sua grazia e la sua voglia di dire al bosco "ci sono anch'io!".

Un galoppo sull'erba che ci ha commosso e riempito di soddisfazione. Perché a pensare a come era arrivato nelle nostre mani, è stato un bellissimo risultato. E soprattutto, perché con la sua fuga precipitosa ha dimostrato di temere le stesse mani che lo hanno cresciuto: sì, perché crescere una volpe permettendole di mantenere intatta la sua paura dell'uomo non è scontato, ed è il dono più bello che gli si possa fare.

Perché liberarlo adesso, all'inizio dell'autunno?
Perché si gestisce un selvatico al meglio quando si conoscono la sua biologia e la sua etologia.

L'inizio dell'autunno è il momento in cui i giovani dell'anno - soprattutto i maschi - partono in dispersione. Una fase delicata della loro vita, in cui dovranno spostarsi alla ricerca di un nuovo territorio mantenendo un profilo basso e rischiando di affrontare gli adulti ostili già presenti ovunque loro si spostano, che potrebbero attaccarli e ucciderli. Ma è proprio in questa stagione che gli adulti, stanchi dopo l'intensa stagione in cui hanno cresciuto la prole, si mostrano meno reattivi e meno aggressivi nei confronti dei giovani transienti. Una dinamica naturale di popolazione, che concede una chance alla nuova generazione: il momento perfetto per dare le migliori possibilità al nostro giovanotto, che potrà così unirsi all'onda degli adolescenti impertinenti che si stanno sparpagliando in ogni dove.

Liberare una giovane volpe in piena estate significa esporre un esemplare ancora troppo poco robusto e inesperto alle ire degli adulti, ancora molto reattivi e territoriali poiché con prole ancora in crescita.

Stesso discorso per l'inverno - che peraltro è stagione povera di risorse trofiche - e per la primavera, con adulti massimamente territoriali perché all'inizio della fase riproduttiva.

Tenere conto dei ritmi di vita di ogni specie, della sua etologia e dei potenziali incontri/scontri intraspecifici è la base per lavorare bene.
E aspettare troppo, in ogni caso, significa stressare oltremodo un selvatico che siamo riusciti a non rendere confidente, e per questa ragione molto insofferente a un contesto di cattività.

La volpe è stata liberata ovviamente in zona interdetta alla caccia. Adesso starà a lui: sappiamo che si sposterà e che cercherà di vivere la sua vita. Il dono più bello che potevamo fargli è dargli le stesse possibilità dei suoi conspecifici e coetanei, dandogli la dignità che meritava.
Buona fortuna, piccolo nostro!

Aiutateci a dare ai selvatici una seconda possibilità:

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Brutte notizie: purtroppo, come temevamo, la lupa non ha superato la notte.Recuperata ieri pomeriggio a Lumarzo e ricove...
17/10/2026

Brutte notizie: purtroppo, come temevamo, la lupa non ha superato la notte.

Recuperata ieri pomeriggio a Lumarzo e ricoverata già in condizioni critiche, è deceduta lasciandoci una triste sensazione di impotenza.
A nulla sono valse la visita tempestiva e le cure immediate.

Non mancheremo come sempre di fare tutte le analisi del caso per stabilire l'esatta causa della morte, di cui vi daremo aggiornamenti.

Un altro lupo marca visita al CRAS.Stavolta si tratta di una femmina adulta, recuperata a Lumarzo come sempre anche graz...
16/10/2026

Un altro lupo marca visita al CRAS.

Stavolta si tratta di una femmina adulta, recuperata a Lumarzo come sempre anche grazie all'aiuto della vigilanza regionale.

È stata la croce gialla a recarsi per prima sul posto per poi rendersi conto che non si trattava di un cane.

Purtroppo la lupa versa in condizioni disperate: assolutamente non reattiva, abbattuta, esanime. La presenza di feci liquide, nere e catramose, ci fa propendere per una tra le ipotesi peggiori: avvelenamento, con conseguenti emorragie interne.

Abbiamo subito somministrato tutti i medicinali del caso, possiamo solo incrociare le dita e sperare che non sia troppo tardi: l'ingestione di veleni di questo tipo è spesso fatale.

Vi terremo aggiornati!

Se vi piace ciò che facciamo, aiutateci ad aiutarli !

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Sembrava davvero condannato, il moscardino predato da gatto giunto nelle nostre mani ferito, terrorizzato e ipotermico. ...
15/10/2026

Sembrava davvero condannato, il moscardino predato da gatto giunto nelle nostre mani ferito, terrorizzato e ipotermico. Invece, contrariamente a ogni pronostico, questa pallina di pelo dorato ce l'ha fatta!

Gradualmente si è ripreso, ha ricominciato a mangiare da solo, è persino cresciuto!
Dai 2-3 cm di lunghezza (coda esclusa) è passato addirittura a 4 cm, da un peso iniziale di circa 4 grammi ha raggiunto 7 grammi. Praticamente un elefante.
Di nuovo scattante e pieno di vita, abbiamo potuto liberarlo bello grassottello e abbondantemente in tempo per prepararsi per il letargo.

Purtroppo, sebbene sia nostra abitudine riportare - ove ha senso - gli animali nel luogo del ritrovamento, non abbiamo potuto riportarlo dove era stato acciuffato dal gatto: questo perché uno dei problemi più grandi è convincere le persone a gestire responsabilmente i loro animali domestici. La proprietaria del gatto in questione, al pari di molte altre (troppe) persone, è convinta che lasciare un gatto libero in natura sia cosa buona e giusta, ignorando i gravissimi danni che gli animali domestici lasciati liberi apportano a una fauna selvatica sempre più stremata e decimata.

Per evitare che lo stesso gatto acchiappasse di nuovo il povero moscardino, stavolta magari con esito fatale, lo abbiamo portato in un boschetto di noccioli non troppo lontano dal CRAS dove la specie è stata segnalata ed è probabilmente presente.

Abbiamo aspettato l'ora giusta: il crepuscolo. La scarsità di luce non ci ha permesso di scattare foto decenti. Ma coi nostri occhi abbiamo visto il, moscardino esitare per qualche secondo e poi partire come un razzo sul tronco del nocciolo su cui lo abbiamo poggiato, inerpicandosi agilmente tra le fronde e sparendo alla nostra vista.
Un risultato inversamente proporzionale alle dimensioni della preziosa creaturina.

Buona fortuna, nocciolino!

❤️‍🩹Se ti fa piacere aiutarci, dai un’occhiata al link! ⬇️

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Nonostante gli ultimi post siano stati dedicati ad animali di medie/grandi dimensioni, continuiamo ad occuparci di un ve...
13/10/2026

Nonostante gli ultimi post siano stati dedicati ad animali di medie/grandi dimensioni, continuiamo ad occuparci di un vero e proprio "esercito" di piccoletti tra cui...i ghiri!

I primi arrivati al CRAS quest'estate sono già stati cresciuti, ingrassati e fatti ambientare nei box esterni. Gli ultimi, invece, stanno crescendo e si dedicano tutto il giorno a due attività: mangiare e dormire!

Quest'anno abbiamo avuto una quindicina di piccoli ghiri da crescere:
- I primi, arrivati in estate, verranno liberati in tempo in modo che possano cercarsi un luogo adatto in cui effettuare il letargo nei prossimi mesi

- I più ritardatari, invece, rimarranno con noi. Li lasceremo nei box esterni dove troveranno un'ambientazione ideale per affrontare la stagione invernale: rami, foglie e tane!
Potranno, così, rimanere tranquillamente con noi ed essere monitorati di tanto in tanto.

Nonostante siano piccolini, sono molto importanti e richiedono molte attenzioni e, soprattutto, TANTO cibo.

Se ti piace cio' che facciamo, considera di aiutarci

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Ancora una volta, l'ennesima, ci tocca assistere impotenti all'ennesimo atto di bracconaggio.E non si tratta di errori, ...
12/10/2026

Ancora una volta, l'ennesima, ci tocca assistere impotenti all'ennesimo atto di bracconaggio.
E non si tratta di errori, ma di azioni deliberate da parte delle solite squadriglie di sparatori che vorrebbero farsi anche passare - complice un governo ormai da considerare a tutti gli effetti colluso con questa "allegra categoria" - per custodi della natura e regolatori di biodiversità.

Nella seconda parte del pomeriggio di ieri ci è stato segnalato questo giovane astore, immobile a bordo strada, a Mele (alture di Voltri).
Grazie al tempestivo intervento del nostro Gianlorenzo Termanini è stato prontamente recuperato. Il rapace, in evidente stato di shock, presentava un'ala rotta ed era poco reattivo.

Una lastra ha fugato quelli che erano i nostri dubbi più atroci: il corpo pieno di pallini da caccia.
L'astore, come ogni altro rapace, è specie non cacciabile e per giunta particolarmente protetta. Eppure, come innumerevoli altri rapaci che stanno giungendo ogni giorno in ogni CRAS d'Italia, è rimasto vittima di questi personaggi che di umano hanno ben poco.
"Attività ricreativa", la chiamano.
"Tradizione", la chiamano.

Arriveranno i soliti soloni a dire che questa non è caccia, ma che è bracconaggio. Siamo d'accordo, questo è a tutti gli effetti un crimine.
Peccato che chi si macchia di suddetti reati abbia magari regolare licenza e regolare porto d'armi, risultando di fatto un "semplice" cacciatore a norma di legge a meno che non venga colto in flagrante.
E questi cacciatori riempiono i boschi, ogni autunno, sparando letteralmente a ogni cosa che si muove. Trasformandosi sovente in bracconieri, che mai nessuno denuncerà e sanzionerà.
Uno stato che si definisce civile non può permettere questa guerra totale alla biodiversità, ma qui in Italia andiamo oltre: un governo colluso con queste categorie, che anziché tentare di arginare la piaga del bracconaggio sta provando in tutti i modi a consegnare la natura nelle mani di questi manigoldi dandogli carta bianca ed eleggendoli anche a "tutori della biodiversità", come a prendere in giro chi ancora usa il cervello.

Questo astore avrebbe qualcosa da ridire a riguardo...
Per adesso, la prognosi è riservata. Il rapace è traumatizzato, poco reattivo, e - soprattutto - presenta una cospicua quantità di pallini da caccia in corpo. Tutto piombo che potrebbe risultargli fatale, sempre che non muoia prima per le complicazioni dovute al colpo ricevuto.

Andiamo avanti a lottare, anche se dinanzi a questi crimini e ai CRAS che cercano di raccogliere come sempre i cocci, dal governo vige come sempre un silenzio assordante. Mai una ferma presa di posizione contro il bracconaggio, mai uno straccio di centesimo per chi cerca di rimediare ai danni provocati da questi delinquenti. Ci permettiamo di ricordare che la fauna selvatica è patrimonio di tutti, non il divertimento di qualcuno.

Se apprezzi quello che facciamo, dacci una mano a non sparire:

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🐦 IL GABBIANO CON LE PANTOFOLINE 🩴Anche se ne parliamo poco, i gabbiani sono in realtà tra gli animali più ricoverati al...
10/10/2026

🐦 IL GABBIANO CON LE PANTOFOLINE 🩴
Anche se ne parliamo poco, i gabbiani sono in realtà tra gli animali più ricoverati al nostro CRAS, vista la loro grande presenza in città.

Questo giovane ospite è arrivato da noi con una bruttissima infezione alla palmatura di entrambi i piedi: il gonfiore e il dolore erano tali da impedirgli quasi completamente di camminare.

I nostri veterinari hanno subito iniziato una terapia antibiotica e, dopo un’accurata pulizia delle lesioni, hanno avuto anche un’idea tanto semplice quanto efficace: confezionargli delle vere e proprie “pantofoline” protettive🩴❤️

Lo scopo era mantenere le palmature pulite, evitando il continuo contatto con sporco e materiale contaminato che avrebbe potuto alimentare ulteriormente l’infezione e ostacolare la guarigione.
Il nostro paziente, va detto, non era particolarmente entusiasta della nuova calzatura 😅.

Per poter effettuare inizialmente una pulizia profonda delle palmatura e applicare le protezioni senza procurargli ulteriore dolore e stress, è stata quindi necessaria una breve e leggera anestesia gassosa.

Per qualche giorno le sue insolite pantofoline hanno fatto egregiamente il loro lavoro: i piedi sono rimasti protetti, la terapia ha potuto fare effetto e, poco alla volta, il gonfiore si è ridotto e le lesioni hanno iniziato a guarire.

Finché il nostro gabbiano è riuscito finalmente a rimettersi bene in piedi e darsi quella spinta che aspettava da giorni per tornare a volare. 🪽💙

Per restituire la libertà, servono antibiotici, competenza, tanta cura
E qualche volta…servono anche un paio di pantofoline su misura. 🩴🐦❤️

Aiutateci ad aiutarli:

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09/10/2026

Quando si pensa a un animale da salvare, è facile immaginare un cucciolo ferito, un riccio da curare, un piccolo uc***lo da rimettere in libertà.Ma per un CRAS…

08/10/2026

La vecchia pubblicità delle caramelle Dufour parlava di “cavallo goloso”, al nostro CRAS ad essere vittime di uno dei sette vizi capitali sono invece i capriolini, ma del resto la colpa è nostra!

Infatti, nonostante siano diventati quasi del tutto indipendenti, stiamo continuando a fornire loro un piccolo aiutino: un ricco e nutriente pellettato per agnelli e capretti in crescita, che loro integrano con tutte le piante fresche che crescono sul nostro terreno dai recinti. Questo pellettato, a quanto pare, è il piatto gourmet degli ungulati e ogni giorno, puntualissimi all’ora della merenda, se lo gustano con piacere. È un vizio goloso che presto però dovremo togliere.

Ormai infatti sono quasi pronti per la liberazione! Si irrobustiscono sempre di più, sono sempre più belli e, cosa assolutamente positiva, mostrano una sana diffidenza nei nostri confronti (ma non verso le leccornie che forniamo loro).

In attesa di quel momento continuiamo a fornir loro tutto l’aiuto possibile per farli crescere sani, forti e golosi, di modo da dar loro più carte possibili da giocarsi in natura.

❤️‍🩹Se ti fa piacere continuare a viziarli ancora un po’, dai un’occhiata al link! ⬇️
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Indirizzo

Via Lastrico 1
Campomorone
16014

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 18:00
Domenica 09:00 - 18:00

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