15/05/2026
In Italia sempre più famiglie fanno fatica a sostenere spese educative, sportive e formative per i figli. E quando diventa difficile permettersi scuola, attività, autonomia e opportunità, il rischio è che le disuguaglianze si trasformino in qualcosa di permanente.
Nella Giornata Internazionale delle Famiglie, dedicata quest’anno a “Famiglie, disuguaglianza e benessere infantile”, vogliamo richiamare l’attenzione su una realtà sempre più concreta: salari bassi, lavoro discontinuo, costi dell’abitare, difficoltà di conciliazione e accesso diseguale ai servizi stanno rendendo più fragile la vita quotidiana di molte persone.
Per questo, tra le proposte che portiamo avanti, chiediamo di non ridurre l’Assegno Unico Universale al compimento dei 18 anni dei figli e di rafforzare i servizi di prossimità: reti educative, sostegno alla genitorialità, sportelli territoriali, welfare locale integrato e accessibile, capace di accompagnare davvero le famiglie nei bisogni quotidiani.
“Una grande famiglia che si prende cura delle famiglie” significa proprio questo: sostenere e valorizzare il ruolo delle reti sociali e territoriali, in una fase in cui molte famiglie italiane vivono una condizione di fragilità non più straordinaria, ma ormai strutturale.
“Oggi la questione familiare riguarda sempre meno modelli astratti e sempre più la vita concreta delle persone. Per questo serve una nuova agenda di priorità che tenga insieme sostegno economico e rafforzamento del welfare territoriale.”
Raffaella Dispenza, Vicepresidente nazionale ACLI
“Le famiglie oggi non chiedono proclami, ma condizioni più stabili per vivere, lavorare, crescere i figli e affrontare le responsabilità di cura.”
Lidia Borzì, responsabile ACLI Famiglia e Stili di Vita
Leggi le dichiarazioni complete e la ricerca ACLI-IREF “Un’Italia stabilmente fragile” qui https://www.acli.it/giornata-internazionale-delle-famiglie-acli-piu-servizi-territoriali-e-sostegno-ai-figli-per-aiutare-davvero-la-famiglia-in-piena-emergenza/