31/07/2026
📊I dati Istat restituiscono un quadro del mercato del lavoro ancora caratterizzato da luci e ombre. Se, da un lato, l’occupazione cresce rispetto a un anno fa e diminuisce il numero complessivo delle persone in cerca di lavoro, dall’altro emergono criticità strutturali che non possono essere ignorate.
A destare particolare preoccupazione è la condizione delle giovani generazioni. Rispetto a giugno 2025 gli occupati fino a 24 anni diminuiscono di 55 mila unità, mentre gli inattivi nella stessa fascia d’età aumentano di 120 mila. Un dato che segnala la persistente difficoltà dei giovani non soltanto a trovare un’occupazione, ma anche ad accedere e a partecipare attivamente al mercato del lavoro.
🧓 Parallelamente, la crescita dell’occupazione continua a essere sostenuta soprattutto dagli ultracinquantenni, che aumentano di ulteriori 318 mila unità.
Non va poi sottovalutato il dato sulla composizione dell’occupazione: aumentano i dipendenti a termine, mentre diminuiscono quelli permanenti.
È un segnale preoccupante, che dimostra come la qualità e la stabilità del lavoro restino tra le principali questioni irrisolte del Paese. È necessario, quindi, andare oltre la semplice crescita numerica degli occupati e valutare quale lavoro viene creato, con quali condizioni, quali tutele e quali prospettive.
❕ Servono maggiori investimenti e politiche dedicate per favorire l’occupazione giovanile e femminile, misure più efficaci contro la precarietà, politiche industriali capaci di sostenere lo sviluppo e l’innovazione, nonché un deciso rilancio della contrattazione per aumentare i salari e tutelare il potere d’acquisto.
L’Italia ha bisogno di lavoro stabile, sicuro, qualificato e adeguatamente retribuito. Senza una strategia complessiva che metta al centro le persone e la dignità del lavoro, il rischio è che dietro indicatori apparentemente positivi continuino a nascondersi fragilità strutturali destinate a impoverire il Paese e a comprometterne le prospettive di crescita.
Lo ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.